Torniamo anche quest’oggi a parlare di Stonex One, il progetto italiano che tanto sta facendo discutere gli utenti nostrani. All’alba della messa in commercio della seconda edizione del device, #DaVinci (che avverrà il 2 settembre), ci sembra corretto proporre una panoramica completa sul terminale dal momento che, lo ricordiamo, il prodotto rimarrà invariato anche in futuro e a cambiare sarà solamente la scritta sul retro della cover.

Purtroppo non faremo in questo articolo un sunto delle nostre impressioni perché a tutt’oggi, a distanza di ben 11 giorni dall’inizio delle spedizioni, non abbiamo ancora ricevuto una unità da testare. La cosa ovviamente ci dispiace molto perché in questo modo ci troviamo impossibilitati a svolgere il nostro lavoro di recensori.

Per ovviare nel modo più efficace alla mancanza di uno smartphone di test sfrutteremo le testimonianze pubblicate in rete dai primi acquirenti di Stonex One #Galileo (testimonianze di prima mano dunque, che non possono essere messe in discussione in alcun modo).

La campagna di marketing portata avanti da Francesco Facchinetti, creative director della società brianzola, è stata incentrata fin dall’inizio su tre punti principali: italianità, qualità (dell’hardware e del software) e assistenza. Utilizzeremo proprio questi tre punti per strutturare il nostro articolo.

Qualità

I possessori di Stonex One, fin dai minuti successivi all’apertura delle confezioni, hanno iniziato a pubblicare in rete una serie di lamentele riguardanti la ROM Ciao OS e alcuni componenti hardware del terminale.

Abbiamo raccolto per voi i bug e le criticità più importanti.

  • Battery drain eccessivo: il drenaggio della batteria mina fortemente l’esperienza di utilizzo del terminale. Come testimoniato da numerosissime fonti Stonex One non è in grado di arrivare a fine giornata nemmeno con un utilizzo blando;
  • Fotocamera: la fotocamera da 21 megapixel è molto lenta nella messa a fuoco;
  • Software non tradotto dal cinese o dall’inglese (torneremo sull’argomento tra poco);
  • Problemi di sicurezza: la lock screen con pattern può essere bypassata attivando lo schermo con una gesture;
  • Tempi di ricarica eccessivamente lunghi (nell’ordine di 3 o più ore) a causa di un alimentatore sottodimensionato da 1A;
  • Touch screen poco reattivo;
  • Alone giallo persistente nella parte bassa del display;
  • Difetti al cavetto USB fornito in dotazione da Stonex (lo smartphone non viene riconosciuto dal PC).
  • Tanti altri piccoli bug software riguardanti le notifiche, la vibrazione, le sincronizzazioni etc.

Italianità

Stonex ha sempre difeso le profonde radici italiane del progetto Stonex One. Il device, stando a quanto dichiarato dall’azienda, sarebbe stato disegnato e progettato in Italia, e successivamente assemblato in Cina. La ROM, viceversa, sarebbe stata realizzata direttamente dall’azienda brianzola, da qui il nome Ciao OS.

Senza esprimere alcun giudizio sulla vicenda ci limitiamo a segnalare le tante incongruenze emerse negli ultimi giorni.

Ricercando il codice IMEI del proprio device sul sito imei.info un possessore di Stonex One si è trovato di fronte ad una schermata nella quale compariva il nome del produttore cinese AMOI.

Il nome AMOI, come ricorderete, era già comparso in una famosa video-anteprima (poi rimossa) e la risposta di Stonex, in quel caso, era stata lapidaria: “AMOI è semplicemente uno dei nostri partner”. Per ciò che concerne l’IMEI la spiegazione è stata invece differente “i codici IMEI ci sono stati forniti da AMOI”.

I rapporti tra Stonex e la società cinese non si limitano tuttavia solamente al comparto hardware ma coinvolgono pesantemente anche il software.

La ROM di Stonex One è stata pubblicata in data 14 Agosto dallo sviluppatore [email protected] sul portale NeedROM. Il 14 Agosto nessuno aveva ancora in mano lo smartphone One, ragion per cui sembra plausibile che sia stato proprio l’utente [email protected] a creare la ROM per conto di Stonex o che sia quantomeno stato coinvolto in fase di sviluppo.

All’interno del firmware la scritta AMOI è presente praticamente ovunque, anche tra le righe del file build.prop.

Le risposte di Stonex in merito alla collaborazione con AMOI sono state finora troppo evasive: Francesco Facchinetti ha parlato di binari condivisi (forse intendeva i driver?) e di componenti di basso livello sviluppati dai partner. Sfortunatamente, come abbiamo appena visto, il nome AMOI compare ovunque e non solo in riferimento ai componenti di basso livello.

Ciao OS, al momento, sembra essere un semplice porting della ROM stock Mediatek, un porting che potrebbe essere stato eseguito esternamente a Stonex, e nemmeno testato dalla società italiana (i bug gravissimi e la mancanza di alcune traduzioni testimoniano superficialità in fase di testing).

stonex2

Assistenza

L’assistenza di Stonex avrebbe dovuto rappresentare uno dei punti di forza della società. In fase di vendita, come ricorderete, il team si mise completamente a disposizione degli utenti (Facchinetti rispondeva addirittura al telefono), mentre negli ultimi giorni il rapporto con il pubblico sembra essersi raffreddato.

In moltissimi lamentano l’impossibilità di comunicare con Stonex via telefono, mentre altri tentano di ricevere informazioni tramite il gruppo Facebook ufficiale in seguito alle mancate risposte dell’azienda via email.

Come affermato ad inizio articolo la nostra intenzione è quella di mettere al corrente gli acquirenti sulle ultime novità riguardanti Stonex One, senza trarre conclusioni (per arrivare ad una qualche conclusione aspettiamo di ricevere un sample).

Già che siamo in tema gradiremmo anche avere maggiori informazioni in merito alla certificazione Google dal momento che, ad oggi, Stonex One non rientra tra i terminali certificati (Davide Erba ha detto che il procedimento è ancora in corso e vorremmo quindi sapere se esistono delle complicazioni o se tutto sta procedendo senza intoppi).

In conclusione vi informiamo che il team dell’azienda è attualmente al lavoro su un aggiornamento software che dovrebbe andare a sanare alcune criticità, tra cui il battery drain (in minima parte) e la velocità di messa a fuoco. I miglioramenti riguardanti la batteria, stando a quanto riferito su Facebook dallo stesso Erba, potranno portare ad un miglioramento di circa il 10% rispetto alla situazione attuale (anche in futuro l’autonomia non sarà eccelsa dunque).

I commenti qua sotto sono aperti a tutti, Stonex compresa, che forse coglierà l’occasione per chiarire finalmente tutti i dubbi appena elencati.

Si ringrazia Filippo Favaro per le segnalazioni su AMOI