Sono lontani i tempi del memorabile POCO F3, uno smartphone proposto al mercato con un processore di fascia alta ma un prezzo ultra competitivo, intorno ai 299 euro. Ora siamo giunti a due generazioni dopo e POCO F5 mantiene sicuramente l’anima di smartphone dalle prestazioni elevate ma cede sul prezzo allineandosi alle cifre del mercato. La partita dunque si gioca tutta su chi offre quel qualcosa in più da farlo preferire nell’acquisto e POCO F5 può contare su una novità inedita: il nuovo processore Qualcomm Snapdragon 7+ Gen2 che è davvero una piacevole sorpresa.

Unboxing di POCO F5

All’interno della confezione di Poco F5 è presente: l’alimentatore da parete da 87W, il cavo USB Type-C per ricarica e trasferimento file, la spilla per rimuovere il carrellino della doppia SIM, una pellicola pre-applicata sullo schermo e una cover trasparente in plastica morbida.

Video recensione di POCO F5

Design & Ergonomia

POCO F5 non è uno smartphone che punta all’estetica ma tutto sommato è gradevole. Il principale punto di debolezza è la cover posteriore che oltre ad essere in plastica è ricca di elementi squadrati che favoriscono l’accumulo di polvere, inoltre è priva di un trattamento anti-impronte sporcandosi così molto facilmente con l’utilizzo, in questo senso aiuta in parte la cover presente in confezione e sempre ben apprezzata.

Frontalmente invece è interessante: il vetro ha certificazione Gorilla Glass 5, i bordi sono molto sottili e lasciano quasi totalmente spazio all’ampio display, interrotto da un singolo foro in alto al centro per la fotocamera selfie. Lo schermo è di tipo AMOLED da 6.67 pollici, con una risoluzione di 1080 x 2400 pixel, e un rapporto schermo-corpo del 88.9%. La scelta dell’AMOLED e l’alta frequenza di aggiornamento di 120Hz garantiscono un’esperienza visiva fluida e colori brillanti. Il display supporta 68B di colori, Dolby Vision e HDR10+, per offrire un’esperienza visiva vivida. Non spicca invece la luminosità che ha un picco massimo fino a 1000 nits riducendo in parte la visibilità in condizioni di luce intensa, come ad esempio sotto al diretta luce del sole.

Il sensore di impronte è collocato sul tasto di accensione, sul fianco destro: è reattivo e preciso nel riconoscimento e garantisce soprattutto rapidità di sblocco. Per quanto concerne la parte audio invece lo speaker principale lavora in accoppiata alla capsula auricolare in altoparlante così da offrire l’effetto stereo durante la riproduzione di canzoni, video o chiamate in vivavoce.

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C’è ed è presente infine il sensore di prossimità per spegnere lo schermo durante l’ascolto di vocali o in chiamata, è di tipo fisico e funziona bene diversamente da quanto abbiamo visto con le precedenti generazioni di smartphone Xiaomi.

Funzionalità

POCO F5 arriva sul mercato con Android 13 e interfaccia grafica MIUI 14, patch di sicurezza aggiornate a marzo 2023 (nel momento in cui realizziamo questa recensione, maggio 2023).

Complessivamente l’interfaccia è la stessa di quella presente sui numerosi smartphone Xiaomi e Redmi ma fortunatamente sono ormai un lontano ricordo i problemi di ricezione di notifiche che si presentavano fino a qualche generazione fa.

Nelle funzionalità è completo e nelle impostazioni c’è la possibilità di clonare le applicazioni così da utilizzare più account sui vari social network, la possibilità di aprire le applicazioni in finestra, la modalità Lite per i meno pratici con gli smartphone e le varie impostazioni avanzate per il risparmio energetico. Come da tradizione però è presente anche qualche applicazione e gioco pre-installato di default che bene o male possiamo definire spazzatura, tuttavia è possibile disinstallarle senza alcun tipo di problema.

Prestazioni

Lato prestazioni è dove POCO F5 incuriosisce maggiormente essendo il primo smartphone con a bordo la nuova piattaforma di fascia media di Qualcomm: Snapdragon 7+ Gen 2. Si tratta di una CPU davvero interessante sia perché prodotta da TSMC ma soprattutto perché offre prestazioni paragonabili allo Snapdragon 8 Gen 1 col vantaggio di surriscaldarsi di meno. Dove sorprende infatti di più è nei test di throttling dove anche con 20 cicli consecutivi di 3D mark non calano le prestazioni, ottenendo tra l’altro risultati sorprendenti. Non si surriscalda eccessivamente né taglia la capacità di calcolo dimostrandosi uno dei processori meglio riusciti degli ultimi anni.

Ad affiancare la CPU ci sono poi 12 GB di RAM e 256 GB di memoria interna, non espandibili, e la GPU Adreno 725. Ulteriori dettagli nella scheda tecnica di POCO F5.

Connettività

Grazie al processore e relativo modem è uno smartphone che supporta non solo il 4G+ ma anche il 5G sia di tipo SA che NSA e, in termini di ricezione, secondo noi è uno dei migliori in circolazione al pari di Galaxy S21 Ultra, ben fatto. Tra l’altro i valori SAR sono anche abbastanza contenuti ovvero 0.599 W/kg alla testa e 0.843 W/kg al corpo.

Comunque è anche dotato di NFC per i pagamenti digitali, trasmettitore infrarossi, Bluetooth 5.1, WiFi 6 e porta USB Type-C.

Fotocamera

Il comparto fotografico invece, di contro, è quello un po’ più deludente. È composto da quattro sensori complessivamente di cui uno sul fronte:

  • 64 MP, f/1.8, 26mm (grandangolare), 1/2”, 0.7µm, PDAF, OIS;
  • 8 MP, f/2.2, 120˚ (ultra grandangolare);
  • 2 MP, f/2.4, macro;
  • Anteriore: 16 MP, f/2.5, (grandangolare).

A livello qualitativo è discreto ma non di più, non è sicuramente il suo punto di forza. Al solito la ultra grandangolare è quella più debole del lotto dove anche con buona luminosità tende a impastare i dettagli mentre quella principale si comporta meglio anche grazie alla stabilizzazione ottica di cui è dotato soffrendo giusto i forti contrasti. Sui selfie il giudizio è più positivo riuscendo a riprodurre un buon incarnato e nella modalità ritratto un buon ritaglio. Nei video può registrare fino in 4K a 30 fps ma in nessuna risoluzione è possibile passare dalla fotocamera ultra grandangolare a quella principale mentre è possibile far partire la ripresa video da uno o l’altro sensore. La qualità anche qui non va oltre il discreto.

Batteria & Autonomia

La batteria di Poco F5 è da 5000 mAh con supporto alla ricarica rapida a 67 W, permette tranquillamente di coprire la classica giornata stress lavorativa. In termini numerici vuol dire poter usare lo smartphone attivamente per circa 6-7 ore e quindi, con un utilizzo più parsimonioso, poter arrivare anche a due giorni di utilizzo.

In conclusione

POCO F5 è disponibile in Italia dal 9 maggio 2023 al prezzo di 429 euro nel taglio base da 8/256 GB, sale a 479 euro nel taglio da 12/256GB. Nello stesso giorno POCO ha annunciato anche POCO F5 Pro che presenta alcune specifiche tecniche superiori e un prezzo di partenza di 579 euro.

Complessivamente si è dimostrato uno degli smartphone più interessanti del 2023, la scelta di adottare un processore così recente (annunciato solo a marzo 2023) è da elogiare in un periodo dove le aziende tendono a preferire componenti datati, e viene premiato da una resa finalmente superiore rispetto alla media. Se siete alla ricerca di uno smartphone che offra il giusto compromesso tra potenza, surriscaldamento e durata della batteria, questa è una delle alternative più attuali che possiate trovare sulla fascia media. Il rovescio della medaglia è un costo maggiore per POCO e quindi per il mercato, 429 euro risultano una cifra molto alta andandosi a scontrare con ottimi prodotti di fascia alta del 2022 (uno su tutti Xiaomi 12T o POCO F4 GT). Insomma, un acquisto consigliato non appena scenderà sotto i 350/400 euro.

Altre offerte

Pagella

8.0
Design
7.8
Funzionalità
8.6
Prestazioni
7.2
Fotocamera
8.4
Batteria
8.2