Siamo arrivati alla maturità? È la domanda che ci siamo posti aprendo la scatola di HONOR Magic V6, quinta generazione di questo pieghevole a libro che ormai conosciamo bene, avendoli provati in fila dal principio fino a questo modello. A guardarlo di sfuggita sembra identico al V5, ma è una di quelle situazioni in cui le differenze si nascondono nei dettagli, e i dettagli qui sono parecchi.

Il quadro generale è quello di un prodotto rifinito fino all’osso: più sottile, con una batteria che fa segnare un piccolo record di categoria, il processore più potente in circolazione e un comparto fotografico che, per essere un pieghevole, ci ha davvero convinto. Il tutto mentre attorno il mercato dei foldable si sta movimentando parecchio, con Samsung passata a un formato più compatto e Apple che si prepara a entrare nel segmento. Insomma, il momento è interessante e Magic V6 arriva con le carte in regola per dire la sua. C’è però anche un ragionamento più scomodo da fare sul prezzo e sul senso stesso di questi dispositivi, e ci arriveremo. Vediamo tutto con calma.

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Video recensione di Honor Magic V6

 

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Contenuto della confezione

La confezione mantiene un profilo essenziale, in linea con quanto ci ha abituati la fascia alta di questi anni. Troviamo lo smartphone con la pellicola già applicata su entrambi gli schermi, la documentazione e la classica coverina per la parte posteriore del telefono, che protegge parzialmente il bordo pieghevole. Lo stilo, che pure è supportato su tutti e due i display, non fa parte della dotazione standard e va acquistato a parte: si tratta esclusivamente della HONOR Magic-Pen (attenzione ai bundle di lancio, è inclusa).

Design e Materiali

Partiamo dal dato che colpisce subito: 8,75 mm da chiuso e 4 mm da aperto, per un peso di 219 grammi nella versione bianca che abbiamo provato. Le altre colorazioni salgono di un soffio, a 224 grammi e 9 mm da chiuso, ma la sostanza non cambia. Le dimensioni parlano di 156,7 mm di altezza e una larghezza che passa da 74,5 mm da chiuso a 145,6 mm da aperto. Tradotto, significa che è più sottile di un Pixel 10 Pro XL, spesso tanto quanto un iPhone 17 Pro Max e pesa meno del top di gamma tradizionale di praticamente qualunque marca. Per ottenere questo risultato HONOR ha riprogettato da capo sei componenti interni, dalle antenne all’altoparlante, dallo slot SIM alla porta USB-C fino al modulo NFC e al motore di vibrazione, miniaturizzando ciò che era già miniaturizzato. La sensazione in mano è quella di un telefono normale che, all’occorrenza, si apre. Ed è forse il pregio più concreto di tutto il progetto.

La cerniera è la HONOR Super Steel Hinge, certificata per 500.000 piegature. Per dare un ordine di grandezza sono circa 1.369 aperture al giorno, oppure 5.000 giorni a cento apri e chiudi quotidiani: parliamo di 13 anni. Non manca una resistenza alla trazione dichiarata di 2800 MPa e un sistema di ammortizzazione sviluppato con simulazioni AI, pensato per disperdere gli urti in caso di caduta. La vera novità sul fronte robustezza è però la certificazione completa IP68 e IP69, la migliore protezione contro acqua e polvere disponibile, allineata a quella dei candybar di punta.

Le colorazioni sono quattro: Rosso con finitura in pelle vegana simile allo scamosciato, Oro con una finitura composita multistrato, poi Bianco e Nero, le due interpretazioni più sobrie. Sull’estetica ci permettiamo un parere personale: l’oro non ci fa impazzire, lo troviamo un po’ pacchiano, ma è chiaro che qui parliamo di gusti e c’è di che scegliere.

Display

Sul fronte display è arrivato proprio il ritocco che ci aspettavamo. Lo schermo esterno passa a 6,52 pollici, AMOLED LTPO con refresh da 1 a 120 Hz, picco HDR fino a 6.000 nit, risoluzione 2420 x 1080 a 406 PPI, un miliardo di colori e copertura del 100% dello spazio DCI-P3. Ma la cosa che ci ha fatto dire “grazie, ben fatto” sono le cornici più sottili e ora simmetriche su tutti gli angoli, esattamente il difetto di cui ci eravamo lamentati lo scorso anno. Il pannello esterno è protetto dal vetro NanoCrystal Shield a base di nitruro di silicio, con una riflettività bassissima dichiarata all’1,5%.

Lo schermo interno è un AMOLED LTPO da 7,95 pollici, sempre 1-120 Hz, 5.000 nit di picco HDR, risoluzione 2352 x 2172 a 403 PPI, un miliardo di colori e 100% DCI-P3, con vetro flessibile UTG (HONOR lo chiama Super Armored Inner Screen) e certificazione SGS “Minimized Crease”. HONOR dichiara una resistenza agli urti superiore del 33% rispetto al V5 e una piega più superficiale del 44%. Qui però va detta una cosa per onestà: per quanto migliorato, resta un display in plastica con i compromessi di sempre, ovvero riflessi, ditate e quella piega centrale che si vede e si sente. Sul comfort visivo troviamo il PWM dimming a 4320 Hz su entrambi gli schermi, l’AI Defocus Eyecare 2.0, la riduzione della luce blu a livello hardware e persino una funzione contro il mal d’auto.

Sul fronte multimedialità c’è tutto quello che serve. Gli speaker stereo sono simmetrici e ben bilanciati, e uniti a due schermi di questa qualità fanno di Magic V6 un ottimo compagno per film e serie TV, soprattutto quando lo si apre e lo si appoggia in piedi da solo, tipo in treno o in aereo. Presente anche la ricezione vocale stereo a tre microfoni con codifica a 24 bit.

Hardware e caratteristiche tecniche

Sotto la scocca c’è il pezzo forte: Snapdragon 8 Elite Gen 5 a 3 nm, e sì, è la prima volta che ci capita di provare un pieghevole con il vero top di gamma assoluto di Qualcomm. Sembra strano dirlo, ma spesso questi dispositivi arrivano con SoC leggermente meno spinti per ragioni termiche e di consumo. Qui invece niente compromessi. Rispetto alla generazione precedente Qualcomm dichiara un +20% circa sul single-core, +10% sul multi-core, +23% sulla GPU e +37% sull’NPU. Ad accompagnarlo c’è un unico, generoso taglio di memoria: 16 GB di RAM LPDDR5X e 512 GB di storage UFS 4.1, quindi al passo con i tempi e senza le esitazioni che di questi tempi si notano su memorie più datate. Completano il quadro il chip HONOR E2 per la gestione energetica e il Power Management System proprietario.

Nell’uso reale le prestazioni sono state impeccabili, con una fluidità costante in ogni frangente. E qui c’è la sorpresa più gradita: non scalda quasi per niente. Lo abbiamo usato in giornate di caldo davvero infernale e non ha dato alcun segno di cedimento. Difficile dire se il merito sia del sistema di dissipazione, che HONOR indica con una vapor chamber da 0,22 mm e una superficie di 14320 mm², oppure di un controllo molto attento delle frequenze. Probabilmente entrambe le cose: lo Snapdragon ha talmente tanta potenza che basta tenerlo un filo sotto i giri per avere comunque un telefono super reattivo.

La dotazione di sensori è quella completa che ci si aspetta da un prodotto di questo livello, con NFC per i pagamenti e la consueta sensoristica di bordo. Sul fronte connettività non manca nulla: WiFi 7 con 2×2 MIMO, Bluetooth 6.0 con supporto ai codec fino a LDAC e una porta USB Type-C in standard USB 3.2 Gen1, quindi anche veloce nel trasferimento dati e nell’uscita video. Ottima come sempre la ricezione, uno dei tratti storici dei Magic, e stavolta HONOR ci mette lo zampino con un chip dedicato al segnale radio, il RF Enhanced Chip C1+. Sul lato SIM c’è il doppio slot fisico con supporto anche alla eSIM, e ovviamente il pieno supporto alle reti 5G.

Software

Il software gira su MagicOS 10 basato su Android 16, con supporto a Gemini e alla suite di funzioni Google, Quick Share compreso. Rispetto al passato l’interfaccia è cresciuta parecchio: rimane pulita, si è fatta più facile da navigare con gli ultimi aggiornamenti ed è meno invadente di altre proposte concorrenti. C’è una chicca simpatica, la possibilità di richiamare l’assistente AI con un rapido apri e chiudi del telefono. Poi ci sono la modalità Multi-Flex con tre app affiancate, che a nostro avviso sono un po’ troppe per essere davvero comode, la clonazione delle app con Parallel Space e le solite app flottanti in quantità pressoché infinita.

Sul fronte intelligenza artificiale il pacchetto è ricco: oltre ai ritocchi nelle app come Note e Galleria (AI Eraser per rimuovere oggetti, AI Cutout, AI Upscale, AI Outpainting), ci sono l’editor Instant Movie, i Ricordi AI che salvano le informazioni degli screenshot, il Promemoria AI che archivia e gestisce i file audio, la traduzione delle chiamate in tempo reale, l’assistente di scrittura, un AI Meeting Agent per le riunioni e persino un rilevatore di deepfake in videocall. Tutta roba interessante, ma qui scatta la nostra critica ricorrente verso HONOR: c’è una certa frammentazione. Le stesse funzioni sembrano a volte spezzettate in due o tre punti diversi del sistema, tra barra delle app in basso, barra laterale e Magic Portal, e a lungo andare diventa ridondante. Immaginiamo che nel giro di qualche mese arriverà un’unificazione, ma per ora un po’ di confusione resta.

Il problema più grande, però, non è di HONOR, è di categoria. Il mondo digitale è pensato per il 16:9, in orizzontale o in verticale, e questi display quando si aprono hanno tutt’altro rapporto d’aspetto. Il risultato è che un buon 60-70% delle app, soprattutto quelle di terze parti, resta del tutto inadatatta allo schermo pieno. Facebook, giusto per fare un esempio non banale, è tra queste. È il limite che tutti i foldable a libro si portano dietro, e nessuno lo ha ancora risolto davvero.

C’è poi un capitolo che merita spazio, perché è una scelta di posizionamento precisa: l’integrazione con il mondo Apple. Tramite HONOR Connect, Magic V6 sincronizza in modo bidirezionale le notifiche con iPhone e iPad, e persino un Apple Watch può mostrare i messaggi provenienti da entrambi i dispositivi. Il tutto passa da un accoppiamento via QR code dall’app HONOR Connect. Sul versante computer c’è HONOR Super Workstation: collegando il telefono a un Mac sulla stessa rete lo si può usare come schermo esteso in modalità split, trasferire file con un tocco e condividere contenuti in modalità wireless, comprese le Live Photos nel formato originale. È un modo intelligente per corteggiare chi vive nell’ecosistema della mela ma vuole comunque un Android, e sulla carta funziona bene. Resta da capire quanto queste funzioni vengano usate nella pratica quotidiana, ma la direzione ci pare azzeccata.

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Fotocamera

Sul retro c’è un sistema a tripla fotocamera, che HONOR chiama AI Falcon, con un teleobiettivo che per un pieghevole è tra i più ambiziosi in circolazione. La principale è da 50 MP con apertura f/1.6 e stabilizzazione ottica, il tele periscopico da 64 MP monta un sensore da 1/2 pollice, apertura f/2.5, OIS con classificazione CIPA fino a 6,5 stop e zoom ottico 3x equivalente a 70 mm, mentre l’ultra grandangolare è da 50 MP f/2.2. Davanti troviamo due fotocamere grandangolari da 20 MP f/2.2, una sullo schermo esterno e una su quello interno, così da poter fare selfie in qualunque configurazione.

Dal punto di vista dell’hardware siamo grosso modo sul comparto dell’anno scorso, ma HONOR negli ultimi mesi ha lavorato molto sul software e qui ci sono tutte le migliorie. I colori sono più pieni, il teleobiettivo restituisce scatti migliori e soprattutto la resa in notturna fa un salto netto in avanti. Si vede tanto l’intervento dell’elaborazione e dell’AI, chiamiamola così, e il risultato ci ha completamente soddisfatto. Considerando che parliamo di un pieghevole, siamo su un livello vicino a quello di un Magic 8 Pro, e non è affatto scontato. Merito proprio degli ultimi aggiornamenti software, quindi ben fatto.

Sul fronte video si arriva al 4K a 3840 x 2160, sia con le fotocamere posteriori che con quelle frontali, e il comparto si difende bene grazie a questo hardware e alla stabilizzazione, utile soprattutto sulle lunghezze focali più spinte del periscopio. Non c’è la registrazione in 8K, che ormai qualche flagship candybar offre, ma sinceramente è una mancanza di cui in pochi sentiranno il peso. Nel complesso è uno dei foldable più completi che ci sia capitato di provare in ambito fotografico.

Batteria e autonomia

Qui arriva l’altro grande protagonista. Magic V6 monta una batteria al silicio-carbonio da 6.660 mAh (6.510 mAh la capacità nominale), con un contenuto di silicio al 25% contro il 16% considerato standard di settore. Nella pratica si traduce in due giornate piene di utilizzo. Non è una rivoluzione assoluta rispetto al V5, perché quello scatto verso i due giorni c’era già, ma quest’anno arriva un 15-20% di autonomia in più che dà tranquillità anche nelle giornate campali, quelle passate sempre all’aperto, senza mai agganciarsi al WiFi. In quelle condizioni lui vi porta comunque a sera, e per un pieghevole di questo formato non è affatto banale, visto che di solito sulla batteria bisogna sempre venire a qualche compromesso. Qui no. HONOR dichiara, con certificazione TÜV Rheinland, fino a 24 ore di utilizzo del display interno.

La ricarica è rapidissima: fino a 80 W via cavo con il caricatore SuperCharge e fino a 66 W in wireless, con in più la ricarica inversa wireless. E badate che ottenere una ricarica così veloce su un modulo tanto sottile non è scontato: presuppone un lavoro di sicurezza e di gestione dei flussi di energia tutt’altro che semplice. Sotto questo aspetto, promosso a pieni voti.

Conclusioni

HONOR Magic V6 è un prodotto maturo nel senso più pieno del termine. Si percepisce che il marchio ha scelto una strada tecnica anni fa e l’ha perseguita migliorandola con costanza, generazione dopo generazione. Costruzione impeccabile, autonomia da primato per la categoria, ricarica velocissima, il miglior processore in circolazione tenuto sotto controllo alla grande e un comparto fotografico che per un pieghevole ci ha stupito. Lo schermo esterno finalmente simmetrico chiude il cerchio su un difetto che ci portavamo dietro da un anno.

Il prezzo è di 2299 euro di listino per l’unico taglio disponibile, il generoso 16+512 GB, con le solite promozioni di lancio stuzzicanti che permettono di risparmiare cifre importanti.

Offerte di lancio, sconto e omaggi

Sullo shop online ufficiale di HONOR è disponibile il coupon AFD600, che regala uno sconto immediato di 600 euro e fa scendere la cifra a 1699,90 euro. In più potete scegliere uno dei tre bundle con omaggi:

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  • Pacchetto Entertainment: in regalo HONOR CHOICE Projector Air Pro, HONOR CHOICE Earbuds Clip, HONOR Screen Protection di 24 mesi per entrambi gli schermi (valore totale di 509,70 euro)
  • Pacchetto Daily: in regalo HONOR Pad 10 8-256 GB Wi-Fi con tastiera, HONOR Screen Protection di 24 mesi per entrambi gli schermi (valore totale di 549,80 euro)

Potete inoltre sfruttare un extra sconto con i punti HONOR. Acquistando entro il 16 luglio potete infine partecipare all’estrazione di voucher viaggio da 4000 euro.

Prima di chiudere, proprio sul prezzo, vogliamo lasciarvi un ragionamento aperto, più che una sentenza. Se fino a un paio d’anni fa i compromessi dei pieghevoli erano ingombranti, adesso e a maggior ragione alla luce di una prova di maturità come quella fornita dal V6, diventa più concretamente ragionevole pensare di acquistare un pieghevole. Ora, un Magic 8 Pro parte da 1299 euro di listino e sullo street price si trova a circa 850 euro. Scegliendo il pieghevole state pagando all’incirca mille euro in più, per un prodotto finalmente di pari-livello, ma con in più la possibilità di aprire il telefono e avere uno schermo più grande. E la domanda sorge spontanea: vale davvero quella cifra?

Per rispondere bisogna tirare in ballo un altro capitolo e cioè quale valore aggiunto mi può dare quotidianamente lo schermo più grande. Al momento secondo noi il valore aggiunto non è moltissimo, certo le esigenze personali diventano preponderanti, ma è evidente che negli ultimi 5 anni sotto questo punto di vista non si siano fatti passi avanti significativi. Manca ancora un vero paradigma software capace di sfruttare quello schermo interno per fare qualcosa di diverso, e non solo per vedere le stesse cose un po’ più grandi, cioè sproporzionate rispetto ai telefoni canonici e al contempo nemmeno riprogettate come nei tablet. Molta responsabilità in questo senso è delle app Android, anzi, di Android.

Ci piacerebbe che qualcuno si inventasse finalmente qualcosa di realmente nuovo per dare un senso compiuto a queste macchine così avanzate. Chissà che l’ingresso nel mercato di Apple possa sbloccare qualcosa in tal senso, o magari Google, che finalmente trovi la giusta via per limitare la frammentazione delle UI per le app Android.

Detto questo, se cercate il pieghevole a libro più completo, più sottile e con l’autonomia migliore sul mercato, Magic V6 è oggi il riferimento della categoria. Più di questo probabilmente Honor non avrebbe potuto fare.

Altre offerte

Pro:

    • Sottile e leggero come un top di gamma tradizionale;
    • Autonomia da record per un pieghevole;
    • Ricarica rapida 80W nonostante lo spessore;
    • Snapdragon 8 Elite Gen 5 e temperature sotto controllo;
    • Display esterno finalmente simmetrico e luminosissimo;
    • Comparto fotografico vicino a un Magic 8 Pro;

Contro:

    • Prezzo di listino molto alto;
    • Software dei pieghevoli ancora acerbo, app di terze parti non ottimizzate;
    • Funzioni AI e HONOR frammentate;
    • Display interno con i soliti compromessi (plastica, riflessi, piega).

Voto finale:

8.4