Google sembra finalmente pronta a prendere in considerazione una tecnologia che diversi produttori di smartphone hanno già iniziato ad adottare, l’azienda ha infatti confermato di essere attivamente interessata alle batterie al silicio-carbonio per i futuri dispositivi Pixel, aprendo così alla possibilità di un cambiamento importante per la gestione dell’autonomia dei suoi smartphone.

La conferma arriva direttamente da un product manager di Google, al quale è stato chiesto se l’azienda stesse valutando l’utilizzo di questa tecnologia; la risposta è stata positiva, anche se Google non ha fornito alcuna indicazione precisa sui tempi necessari per un eventuale debutto delle batterie al silicio-carbonio all’interno della gamma Pixel.

La novità è particolarmente interessante perché rappresenta un cambio di posizione rispetto alle dichiarazioni ricevute dall’azienda in passato. Al momento infatti, Apple e Google sono tra i pochi grandi produttori a non aver ancora adottato questa tecnologia nei propri smartphone, mentre aziende come Samsung, HONOR e OPPO hanno già iniziato a utilizzarla in diversi dispositivi.

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Le batterie al silicio-carbonio potrebbero risolvere uno dei problemi dei Pixel

Il tema dell’autonomia è particolarmente importante per Google, soprattutto considerando le dimensioni relativamente contenute delle batterie utilizzate da alcuni suoi smartphone. I nuovi Pixel 11 Pro, per esempio, sono arrivati con batterie più piccole rispetto a quanto ci si sarebbe potuti aspettare, un elemento che aveva già fatto pensare alla mancata adozione della tecnologia silicio-carbonio; il discorso però potrebbe cambiare con le generazioni successive.

Il principale vantaggio delle batterie al silicio-carbonio riguarda infatti la maggiore densità energetica. In termini semplici, questa tecnologia permette di immagazzinare una quantità maggiore di energia all’interno di uno spazio molto simile, oppure di ottenere la stessa capacità utilizzando una batteria fisicamente più compatta.

È un vantaggio particolarmente interessante per gli smartphone sottili e per i dispositivi pieghevoli, nei quali ogni millimetro di spazio interno è prezioso. Un esempio citato è quello di HONOR Magic V6, capace di integrare una batteria da 6.600 mAh mantenendo uno spessore estremamente ridotto quando aperto (la variante cinese arriva addirittura a 7.000 mAh).

Numeri di questo tipo sarebbero difficili da raggiungere utilizzando una tradizionale batteria agli ioni di litio senza aumentare significativamente dimensioni e peso del dispositivo. Per Google quindi, il passaggio al silicio-carbonio potrebbe rappresentare un’opportunità per aumentare l’autonomia dei Pixel senza dover necessariamente rendere gli smartphone più spessi o più pesanti.

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Non c’è solo maggiore capacità, anche la ricarica può diventare più veloce

La maggiore densità energetica non è però l’unico vantaggio delle batterie al silicio-carbonio, questa tecnologia infatti può contribuire anche a ridurre i tempi di ricarica, offrendo un ulteriore beneficio all’utente.

Uno smartphone dotato di una batteria più capiente tende naturalmente a richiedere più tempo per essere ricaricato, ma il supporto a tecnologie di ricarica più rapide può compensare almeno in parte questo aspetto; per questo motivo il silicio-carbonio potrebbe consentire ai futuri Pixel di combinare due caratteristiche che oggi non sempre convivono facilmente, ovvero una maggiore autonomia e tempi di ricarica più contenuti.

È proprio su questo fronte che Google potrebbe avere un margine di miglioramento significativo, soprattutto rispetto ad alcuni concorrenti cinesi che negli ultimi anni hanno investito molto sia nella densità delle batterie sia nella velocità di ricarica; il passaggio però non è privo di compromessi.

Il problema principale resta la durata della batteria

Google ha infatti spiegato che esistono alcuni aspetti da valutare prima di adottare definitivamente il silicio-carbonio, il principale riguarda la durata nel tempo della batteria.

Le batterie basate su questa tecnologia possono infatti degradarsi più rapidamente rispetto alle tradizionali batterie agli ioni di litio, è un aspetto tutt’altro che secondario per uno smartphone, considerando che la capacità della batteria tende fisiologicamente a diminuire con i cicli di ricarica.

Questo rappresenta uno dei motivi per cui alcuni produttori sono stati più cauti nell’adottare la nuova tecnologia, una batteria più capiente e più veloce da ricaricare è certamente interessante, ma il vantaggio perde parte del suo valore se la capacità si riduce più rapidamente nel corso degli anni.

Anche alcuni dei dispositivi recenti hanno evidenziato questo compromesso, mostrando come il silicio-carbonio non rappresenti semplicemente un’evoluzione priva di controindicazioni rispetto alle batterie agli ioni di litio.

Quando arriverà una batteria al silicio-carbonio sui Pixel?

La domanda più interessante rimane quindi quella relativa alle tempistiche, al momento Google non ha annunciato quando intende utilizzare batterie al silicio-carbonio sui Pixel e non è possibile stabilire se la tecnologia arriverà già con la prossima generazione oppure sarà necessario attendere ancora.

L’azienda ha però confermato che la sta valutando e che vuole continuare a offrire ai propri clienti tecnologie più avanzate. Si tratta di un’apertura importante, soprattutto considerando che in precedenza Google sembrava essere molto più prudente sull’argomento.

Il passaggio potrebbe diventare particolarmente interessante per i futuri Pixel Pro e, soprattutto, per eventuali dispositivi pieghevoli della famiglia Pixel, dove la densità energetica rappresenta un fattore ancora più importante.

Se l’azienda riuscirà a superare il problema della longevità, i prossimi Pixel potrebbero finalmente beneficiare di batterie più capienti e compatte, accompagnate da tempi di ricarica più rapidi. Per una gamma che negli ultimi anni ha spesso dovuto fare i conti con l’autonomia come uno dei suoi punti meno convincenti, potrebbe essere un cambiamento tutt’altro che marginale.