Samsung DeX è una funzione che esiste da quasi dieci anni, utile per trasformare gli smartphone Galaxy in una piccola postazione desktop quando collegati a uno schermo esterno. Fino ad oggi, però, questa modalità ha sempre richiesto un monitor per essere sfruttata appieno.

Ebbene, un piccolo sviluppatore indipendente ha ora deciso di cambiare le regole, creando un’app capace di far girare DeX direttamente sullo schermo del telefono, senza bisogno di alcun dispositivo esterno.

L’app in questione si chiama DeX Inner Tester ed è opera di un programmatore giapponese noto online con il nome Nobu. Con un post pubblicato sul social X, lo sviluppatore ha condiviso un video dimostrativo di circa un minuto, mostrando come la sua creazione riesca a trasformare un Galaxy Z Fold in un piccolo computer portatile, semplicemente sfruttando il display pieghevole del dispositivo. Nel filmato si vede l’interfaccia desktop di DeX comparire e funzionare direttamente sullo schermo dello smartphone, senza il consueto passaggio attraverso un monitor collegato via cavo o wireless.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso sviluppatore, l’obiettivo è quello di rendere presto disponibile l’applicazione anche tramite il Play Store ufficiale. Al momento, però, l’unico modo per provarla è scaricare manualmente il file APK.

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Come funziona DeX Inner Tester

Prima di lanciarsi nel test di questa app, è bene sapere che DeX Inner Tester richiede obbligatoriamente un dispositivo pieghevole della serie Galaxy Z Fold, aggiornato con One UI 8 o versioni successive. Non è dunque un’app universale, ma una soluzione pensata specificamente per questa categoria di smartphone, il cui ampio display interno si presta particolarmente bene a un’esperienza desktop-like.

Va inoltre precisato che il funzionamento dell’app non è per nulla immediato o alla portata di tutti gli utenti. Per essere avviata correttamente, infatti, DeX Inner Tester necessita dell’accesso alla shell del sistema tramite debug wireless, oltre a specifici permessi di accessibilità. Insomma, è una procedura tecnica evidentemente riservata a chi ha già una certa dimestichezza con le impostazioni avanzate di Android.

Ciò premesso, chi ha già avuto modo di provare l’app ha condiviso le proprie impressioni, evidenziando sia gli aspetti positivi che alcune criticità ancora da risolvere. Tra i problemi principali segnalati dai primi tester, spicca il malfunzionamento dei pulsanti di riduzione a icona e chiusura delle finestre, elementi che dovrebbero rappresentare funzioni basilari in qualsiasi ambiente desktop.

Proprio a causa di questi difetti, gli osservatori concordano nel ritenere che l’app non sia ancora pronta per un utilizzo quotidiano e affidabile. In sostanza, ci troviamo davanti a un progetto ancora in fase sperimentale, più adatto a curiosi ed appassionati di tecnologia disposti ad accettare qualche imperfezione, piuttosto che a chi cerca uno strumento di lavoro stabile.

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Un tentativo promettente

Nonostante le limitazioni attuali, l’iniziativa è pur sempre un primo tentativo piuttosto solido, capace di aggiungere una funzionalità interessante a dispositivi pieghevoli già di per sé costosi e sofisticati. Chi decide di installare l’app dovrebbe comunque essere consapevole dei rischi legati all’uso di software non ufficiale e non ancora distribuito attraverso i canali standard.

Un altro dettaglio interessante riguarda l’esistenza di una versione dell’app pensata anche per il Galaxy S26, il modello di punta non pieghevole di Samsung. Tuttavia, le istruzioni fornite nel canale Discord dello sviluppatore specificano chiaramente che, al momento, solo il Galaxy Z Fold risulta essere il dispositivo compatibile e supportato ufficialmente dal progetto. Resta quindi da vedere se in futuro lo sviluppatore deciderà di estendere ulteriormente la compatibilità anche agli smartphone tradizionali della gamma Samsung.

Infine, resta aperta una domanda che riguarda più da vicino Samsung stessa. Cosa farà l’azienda coreana? Deciderà di intervenire per limitare o bloccare questo tipo di app di terze parti, oppure sceglierà la strada opposta, sviluppando una propria versione ufficiale di DeX funzionante sullo smartphone?