Un consulto medico non si esaurisce nelle parole scambiate tra paziente e dottore, ma si avvale anche (e spesso soprattutto) dei segnali non verbali di disagio o dolore. È proprio da questa osservazione che nasce il passo avanti annunciato da Google Research e Google DeepMind, che stanno sviluppando ulteriormente AMIE, il loro sistema di intelligenza artificiale dedicato alla medicina, per renderlo capace di condurre consulti clinici in video e in tempo reale.

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Come funziona il nuovo sistema

AMIE si basa sull’architettura di Gemini e sul progetto Astra, e utilizza un sistema multi-agente, ovvero più componenti software specializzati che collaborano tra loro per gestire compiti diversi durante la visita. Grazie a questa struttura, il sistema è ora in grado di interpretare segnali visivi e sonori provenienti dal paziente, di guidarlo passo dopo passo nell’esecuzione di un esame fisico autonomo davanti alla videocamera, e di elaborare in tempo reale un ragionamento diagnostico basato su tutte le informazioni raccolte durante la conversazione.

Per valutare l’efficacia di questa tecnologia, i ricercatori hanno condotto uno studio randomizzato che ha coinvolto attori nel ruolo di pazienti e un gruppo di medici di base incaricati di valutare le prestazioni del sistema. Gli esperti che hanno esaminato i risultati hanno espresso un giudizio positivo su diversi aspetti fondamentali della pratica clinica, come l’accuratezza e la completezza nella raccolta della storia clinica del paziente, la precisione diagnostica, l’appropriatezza delle indicazioni terapeutiche proposte e la qualità complessiva della comunicazione con l’interlocutore.

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Il progetto è ancora sperimentale

Nonostante i risultati incoraggianti, Google precisa subito che AMIE resta, per il momento, un sistema sperimentale. Prima di poter pensare a un utilizzo concreto in ambito clinico, cioè, saranno necessarie ulteriori fasi di ricerca e verifica, per garantire che uno strumento del genere possa essere impiegato in modo sicuro e responsabile nella pratica medica quotidiana. Ciò non toglie che questa dimostrazione sia pur sempre un’anticipazione significativa di come potrebbe evolvere in futuro l’intelligenza artificiale applicata alla salute, aprendo scenari in cui il supporto digitale ai medici potrebbe diventare sempre più sofisticato e integrato nella cura dei pazienti.