L’intelligenza artificiale ha iniziato a cambiare la definizione di una buona rete mobile: da anni la principale metrica è la velocità di download, ma le reti che primeggiano in queste classifiche potrebbero non essere quelle meglio preparate per il traffico generato dall’IA. Ookla ha condiviso un nuovo studio riguardante l’impatto dei carichi di lavoro AI sulle reti 5G europee e non: il report ridefinisce il sistema di valutazione del settore, basato sulla velocità di download, in base a ciò che l’IA richiede effettivamente a una rete e mostra dove le attuali reti mobili 5G sono pronte e dove invece presentano lacune.
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Il nuovo report Ookla ci dice quanto sono pronte le reti 5G all’IA
La fluidità di un’applicazione basata sull’IA dipende in gran parte dalla capacità di upload della rete, dalla sua tenuta sotto carico e dalla sua affidabilità nel raggiungere il cloud; in base a questi parametri, diverse reti si distinguono per le loro prestazioni. Il nuovo report di Ookla è basato sui dati di Speedtest raccolti in 22 mercati nel 2025 e valuta parametri come la capacità di upload, la latenza sotto carico e l’infrastruttura cloud, interrogandosi sulla reale prontezza delle reti mobili 5G di oggi ad affrontare i carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale.
In base a quanto emerso, l’Europa è all’avanguardia nella transizione al cloud, e detiene il primato per la bassa latenza dell’infrastruttura: questo offre agli utenti del Vecchio Continente più spazio per l’elaborazione dei modelli di intelligenza artificiale prima che il ritardo comprometta l’esperienza utente. I Paesi nordici, come Svezia, Norvegia e Finlandia, tendono a offrire prestazioni di uplink più costanti, grazie anche all’integrazione dello spettro a banda media TDD con lo spettro a banda bassa FDD: in particolare, la Finlandia si posiziona ai vertici per latenza di base (33,3 ms), mentre la Norvegia propone una delle connessioni al cloud più stabili.
In base ai dati, il Regno Unito eccelle sotto stress, e registra il rapporto di degrado della latenza più basso (3,7x) quando la rete è pienamente utilizzata. La Francia destina solo il 5,81% della sua capacità di rete all’uplink, posizionandosi nella fascia più bassa insieme a Stati Uniti, Brasile ed Emirati Arabi Uniti. Registra inoltre un rapporto di degrado della latenza pari a 7,3x in condizioni di picco di domanda.
E l’Italia? Secondo i dati Ookla, il nostro Paese destina il 9,23% della sua capacità di rete all’upload e registra una latenza multi-server di 49,6 ms, appena al di sotto dell’obiettivo di 50 ms richiesto per i modelli linguistici di grandi dimensioni basati su testo (LLM). Tra i Paesi europei, sotto la linea di base si posiziona la Spagna con i suoi 50,2 ms: il Paese iberico non raggiunge l’obiettivo in termini di latenza e si colloca nella fascia più bassa per reattività di base.


18 dei 22 mercati considerati soddisfano l’obiettivo di latenza inferiore a 50 ms per il testo AI, e 13 raggiungono l’obiettivo di latenza inferiore a 40 ms per l’AI conversazionale, con Singapore in testa con 24,6 ms seguito dagli Emirati Arabi Uniti con 31,1 ms. Ci sono quattro mercati che non raggiungono l’obiettivo di latenza inferiore ai 50 ms per il testo AI: oltre alla già citata Spagna (50,2 ms) troviamo Stati Uniti con 50,5 ms, India con 51,6 ms e Corea del Sud con 53,0 ms. La sfida più ardua riguarda la realtà aumentata e la visione multimodale: nessun mercato raggiunge l’obiettivo di latenza inferiore a 10 ms e solo Singapore supera il minimo di 30 ms.
Se volete approfondire potete consultare il report completo di Ookla a questo link.








