Google continua a lavorare, come sempre in modo costante ma senza proclami, alla sua versione della funzione di scambio contatti in stile NameDrop (già intravista il mese scorso), e l’ultimo aggiornamento di Google Play Services permette finalmente di dare uno sguardo più concreto all’animazione che accompagnerà la procedura quando due smartphone Android verranno avvicinati.

Una novità che conferma i progressi già emersi e suggerisce che, pur essendo ancora lontana dal rilascio, la funzione sta prendendo forma più rapidamente del previsto.

Segui TuttoAndroid su Google Discover

La risposta di Google a NameDrop ha una sua animazione

Internamente la funzione viene indicata come Gesture Exchange o Contact Exchange, due nomi provvisori che descrivono bene l’intento di Google, ovvero rendere possibile la condivisione dei contatti semplicemente avvicinando due dispositivi, eliminando qualsiasi passaggio intermedio come codici QR o digitazioni manuali; è lo stesso approccio visto su iOS con NameDrop, dove un’animazione dedicata segna l’inizio dello scambio.

Su Android, nonostante sia tutto ancora in fase embrionale, l’idea appare simile: un gesto naturale, una breve animazione, un trasferimento immediato.

Grazie alla Beta 25.49.31 di Google Play Services è stato possibile riprodurre l’animazione della versione Android di NameDrop su un POCO F6 e un Pixel 9, la parte grafica è già visibile e mostra chiaramente come Google voglia rendere l’esperienza piacevole e in linea con il suo stile visivo; tuttavia, allo stato attuale, non compare alcun pop-up di conferma e lo scambio vero e proprio non avviene.

Questo perché, semplicemente, la funzione è ancora troppo acerba, siamo davanti a un’anteprima puramente estetica, utile a capire la direzione ma non ancora rappresentativa dell’esperienza finale.

È già noto che verrà usato l’NFC per rilevare la prossimità dei dispositivi, non è però chiaro se tutto il trasferimento avverrà tramite questa tecnologia o se l’NFC fungerà soltanto da stretta di mano iniziale, passando poi a Bluetooth e Wi-Fi per la parte più pesante. Una scelta che avrebbe senso, considerando la quantità di dati potenzialmente scambiabili e il fatto che l’NFC, da solo, non è pensato per trasferimenti voluminosi.

Uno dei possibili ostacoli riguarda un altro aspetto tutt’altro che secondario, ovvero la posizione dell’antenna NFC. Sugli iPhone è sempre collocata in alto e questo rende NameDrop immediato, nel mondo Android invece ogni produttore colloca l’antenna dove preferisce, a volte in alto, a volte al centro, in alcuni casi persino più in basso.

È facile immaginare che gli utenti dovranno trovare il punto giusto avvicinando i dispositivi, e questo potrebbe aggiungere una complessità inattesa a una funzione che dovrebbe, nelle intenzioni, semplificare tutto.

Questa prima occhiata all’animazione è un passo avanti importante, ci dice che Google ha iniziato a definire l’interfaccia e che la funzione non è più soltanto una serie di stringhe nascoste; ma lo scambio dei contatti non funziona ancora e mancano tutti gli elementi di interazione, il che suggerisce che ci vorrà ancora del tempo prima di un rilascio nelle Beta pubbliche.