Google sta facendo causa a decine di persone che, a suo dire, sono coinvolte in un’operazione di phishing su larga scala: nelle scorse ore, infatti, il colosso di Mountain View ha avviato un procedimento giudiziario civile a New York per smantellare un’organizzazione chiamata Lighthouse.
Stando a quanto è stato riferito da Google con un post sul blog ufficiale, si tratterebbe di un’operazione di “phishing-as-a-service” che è stata utilizzata per truffare oltre un milione di persone in tutto il mondo.
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Google prova a contrastare Lighthouse
Google ha spiegato nel suo post che dei malintenzionati hanno creato “Lighthouse” come kit di phishing-as-a-service per generare e distribuire massicci attacchi di “smishing” (SMS phishing), che sfruttano marchi affermati come EZ Pass per rubare le informazioni finanziarie degli utenti.
La truffa è semplice: i criminali inviano un messaggio di testo, chiedendo ai destinatari di cliccare su un link e condividere informazioni come credenziali email, dati bancari e altro ancora. In pratica, sfruttano la reputazione di Google e di altri popolari brand mostrando illegalmente i relativi marchi e servizi su siti Web fraudolenti (sono stati trovati almeno 107 modelli di siti che presentavano il marchio Google nelle schermate di accesso, appositamente progettati per indurre gli utenti a credere che i siti fossero legittimi).
Sempre secondo Google, “Lighthouse” ha danneggiato oltre 1 milione di vittime in più di 120 Paesi, rubando tra 12,7 milioni e 115 milioni di carte di credito solo negli Stati Uniti.
Pare che l’azione legale di Google potrebbe non avere un impatto diretto sulle persone citate nella causa, che si ritiene risiedano in Cina ma potrebbe fornire al colosso di Mountain View un valido strumento per fare pressione sulle piattaforme che consentono a Lighthouse di operare, come ad esempio Telegram, servizio usato da diversi account per promuovere i servizi illeciti di Lighthouse.
