Il lancio dei nuovi smartphone pieghevoli di Samsung si avvicina, previsto come di consueto per il periodo estivo, probabilmente a luglio, e le indiscrezioni iniziano a delineare un quadro sempre più preciso di ciò che possiamo aspettarci dai futuri Samsung Galaxy Z Flip7 e Samsung Galaxy Z Fold7.
Dopo settimane di voci contrastanti, un nuovo report proveniente dalla Corea del Sud, corroborato da fonti internazionali, sembra fare chiarezza sulla strategia che il colosso tecnologico adotterà per i chipset dei suoi prossimi gioielli foldable, rivelando una possibile, significativa divergenza tra i due modelli.
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Samsung Galaxy Z Flip7 con Exynos 2500? Una scelta dettata dai costi, mentre il Fold7 resta fedele a Snapdragon (rumor)
Stando a quanto riportato dalla testata The Chosun Daily, Samsung sembrerebbe intenzionata a tornare sui suoi passi originali, equipaggiando il Galaxy Z Flip7 con il suo chipset Exynos 2500 fatto in casa. Si tratterebbe di una novità assoluta per la linea Flip, che finora ha sempre fatto affidamento sulle soluzioni di punta Snapdragon di Qualcomm.
Questa decisione segnerebbe un cambio di rotta rispetto alle più recenti speculazioni, le quali suggerivano che Samsung, a causa di problemi di produzione con il proprio chip, avrebbe optato per la controparte Snapdragon anche per il modello a conchiglia.
Ma cosa avrebbe spinto Samsung a riconsiderare l’Exynos 2500 per il Flip7, nonostante le difficoltà? La risposta, secondo le fonti, risiederebbe principalmente in una questione di costi.
Sembra che il prezzo richiesto da Qualcomm per i suoi chip di nuova generazione (presumibilmente lo Snapdragon 8 Gen 4 for Galaxy) sia aumentato considerevolmente, si parla di un incremento superiore al 20% rispetto alle generazioni precedenti. Un rincaro che, evidentemente, Samsung riterrebbe difficile da assorbire nel prezzo finale del Galaxy Z Flip7, un dispositivo che punta a un pubblico più ampio rispetto al fratello maggiore Fold e che deve quindi mantenere un certo equilibrio tra prestazioni e accessibilità economica.
Tuttavia, questa scelta non sarebbe priva di compromessi. Il report sottolinea infatti che, sebbene migliorato, il tasso di rendimento (yield) dell’Exynos 2500 sarebbe ancora al di sotto degli standard abituali di Samsung per la produzione di massa. Le stime parlano di una resa compresa tra il 20% e il 40%, una percentuale decisamente inferiore a quel 60% che l’azienda considera solitamente la soglia minima per garantire volumi produttivi adeguati e stabili.
Utilizzare un chip con una resa così bassa potrebbe comportare sfide nella catena di approvvigionamento e potenzialmente influire sulla disponibilità del dispositivo al lancio, o persino sulla qualità dei chipset stessi. Sembra quindi che Samsung sia disposta ad accettare questo rischio pur di contenere i costi del suo pieghevole a conchiglia.
Discorso diverso, invece, per il Samsung Galaxy Z Fold7. Il report indica che il modello di punta, il “tablet che diventa smartphone”, continuerà ad essere alimentato dal chip Snapdragon di Qualcomm. Essendo il dispositivo foldable più costoso e tecnologicamente avanzato della gamma, il Fold 7 avrebbe margini sufficienti per integrare il processore americano senza compromettere eccessivamente la sua posizione sul mercato.
Questa differenziazione rafforzerebbe ulteriormente la strategia di Samsung nel posizionare il Fold come il non plus ultra della sua offerta pieghevole, riservandogli la componentistica più performante (almeno sulla carta, in attesa di testare l’Exynos 2500).
Questa potenziale biforcazione nella scelta dei processori segna un momento significativo per la strategia mobile di Samsung. Se confermata, vedremo per la prima volta una differenziazione così netta a livello di SoC tra i due pieghevoli lanciati nello stesso anno. Resta da vedere come si comporterà l’Exynos 2500 nell’uso reale sul Flip7, specialmente se confrontato con lo Snapdragon del Fold7, e se i problemi di resa avranno un impatto tangibile per i consumatori.
Come sempre quando si tratta di indiscrezioni, è bene prendere queste informazioni con la dovuta cautela in attesa dell’annuncio ufficiale da parte di Samsung, che, come accennato, dovrebbe avvenire nel corso dell’estate, presumibilmente a luglio. Sarà solo allora che scopriremo se questa strategia basata sui costi e sui compromessi produttivi si concretizzerà davvero.
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