Nel corso dell’estate verranno annunciati i Google Pixel 10, flagship Made by Google che sanciranno il decennale della gamma Pixel pur non portando grandissime novità, almeno dal punto di vista estetico.
Al netto di tutti i cambiamenti che troveremo sotto al cofano (in primis il SoC Tensor G5), Google potrebbe fare una bella sorpresa ai potenziali acquirenti integrando il PWM Dimming ad alta frequenza, cavallo di battaglia degli smartphone HONOR, OnePlus, Realme e Xiaomi (tanto per citarne alcuni) degli ultimi due anni, nei display dei propri smartphone, già ai vertici del panorama smartphone in termini di qualità.
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I tre big del settore vanno sempre sul sicuro (perché possono)
A differenza dei produttori cinesi che spingono forte sull’acceleratore, proponendo innovazioni (correndo talvolta dei rischi) ma pagando lo scotto di non garantire la stessa affidabilità (in termini di qualità complessiva dell’interfaccia utente e di supporto software), i tre colossi per eccellenza del panorama smartphone fanno il compitino, apportando novità solo e soltanto quando “una tecnologia è matura” (ovvero quando è necessario per mantenere lo status quo, nel più classico dei “squadra che vince non si cambia“).
Alcuni esempi? Apple propone ancora i display a 60 Hz sui modelli non Pro ma vende comunque pacchi di iPhone (su Android troviamo i 90 Hz anche sui fermacarte); Samsung si ostina a mantenere (praticamente invariato) lo stesso comparto fotografico sui Galaxy S ma ne vende comunque un sacco (incluso il modello Ultra); Google che continua a realizzare dispositivi senza hardware al top (anche e soprattutto per quanto concerne le performance pure), delegando ad esempio la maggior parte delle operazioni IA al cloud.
Arriviamo poi alle innovazioni degli ultimi anni: tra queste rientrano le batterie al silicio-carbonio (e Samsung dovrebbe entrare nel giro con la gamma flagship 2026, di Google non se n’è parlato apertamente), che garantiscono maggiore capacità a parità di peso e ingombro, e PWM Dimming ad alta frequenza (di cui abbiamo parlato tempo fa in questo approfondimento).
Google Pixel 10: display con PWM Dimming ad alta frequenza?
Sembra che riguardo al PWM Dimming ad alta frequenza qualcosa si stia muovendo dalle parti di Mountain View e, come anticipato in apertura, i Google Pixel 10 potrebbero essere i primi Pixel della storia a godere di una simile funzionalità.
Stando a quanto riportano colleghi di Android Central, “Google… ha dichiarato che i suoi team sono a conoscenza della situazione e stanno indagando. Ci saranno aggiornamenti entro la fine dell’anno”.
Gli unici dispositivi attesi entro la fine dell’anno sono proprio i Pixel 10. Resta da capire se Big G vada a implementare pannelli ad hoc per raggiungere l’obiettivo (in questo caso il PWM Dimming ad alta frequenza sarebbe esclusivo dei flagship 2025) o se lasci fare tutto al software, portando qualcosa di simile (magari una modalità ibrida che sfrutta il DC dimming ad alta luminosità e il PWM Dimming ad alta frequenza a bassa luminosità o semplicemente una maggiore frequenza per il PWM Dimming a tutte le luminosità) su tutti i dispositivi supportati.
Addirittura, la modalità anti-sfarfallio potrebbe essere aggiunta come funzione di accessibilità per le persone sensibili a questo aspetto. Infine, c’è anche la possibilità che non cambi nulla (vista la non necessità di innovazione di cui abbiamo parlato poco sopra).
Cosa sappiamo finora sui Google Pixel 10
All’inizio del mese di marzo, un noto leaker ha diffuso i render basati sui progetti CAD di Google Pixel 10, Pixel 10 Pro e Pixel 10 Pro XL: nonostante il decennale della gamma Pixel, sembra che i tre smartphone siano identici ai predecessori, anche (o quasi) per quanto riguarda il comparto fotografico.
Le novità più importanti saranno quelle sotto al cofano, dove troveremo il SoC Tensor G5 progettato da Google (senza Samsung) e realizzato da TSMC (con GPU di Imagination Technologies e modem targato MediaTek). Stando ai rumor, non dovrebbe cambiare molto in termini di performance pure (aspetto che non è mai interessato a Big G nell’era dei Pixel con SoC Tensor, inaugurata coi Pixel 6) ma dovrebbe cambiare qualcosa in termini di efficienza energetica (tra il packaging diverso del SoC, realizzato a 3 nm invece di 4 nm, e il nuovo modem).



Dal punto di vista del software, i Pixel 10 potrebbero essere l’occasione per conoscere il “vero” Android 16, ancora in incognito per i beta tester ma non per gli insider che hanno scoperto miriadi di novità estetico/funzionali in lavorazione. La principale novità, ovviamente legata all’intelligenza artificiale, dei tre smartphone dovrebbe essere Pixel Sense (ne abbiamo parlato qua). Come di consueto, poi, ci sarà spazio per nuovi sfondi.
Anche sul fronte dei prezzi abbiamo già avuto modo di scoprire qualche indicazione riguardante il mercato statunitense: l’unico dei tre modelli a subire un rincaro dovrebbe essere il Pro XL, il cui prezzo sembra destinato a salire di 100 dollari (per creare un salto di 200 dollari tra tutti e tre i modelli). Questo rincaro potrebbe essere “gratis” nel caso in cui venisse fatto fuori il taglio base da 128 GB.
A ogni modo, tutta la situazione legata ai dazi potrebbe stravolgere il listino prezzi dalle nostre parti. Per conoscere i Google Pixel 10 dovremo ancora attendere qualche mese (probabilmente verranno svelati ad agosto 2025): solo allora potremo avere il quadro completo della situazione.