Trova il mio dispositivo è la funzione di Google che consente di localizzare dispositivi smarriti, dagli smartphone agli altri oggetti smart attraverso la sconfinata rete di smartphone Android sparsi in tutto il mondo. Negli ultimi mesi la funzione ha vissuto un rinnovamento grafico, grazie all’arrivo del nuovo logo, e funzionale per via dell’attenzione dedicatale da Google stessa che punta a farla rivaleggiare con l’ecosistema Dov’è di Apple.
Nelle strategie di Big G c’è anche la volontà di eliminare il problema del tracciamento indesiderato esacerbato dalla diffusione su larga scala dei localizzatori GPS come gli AirTag e simili; ragione che ha spinto la casa di Mountain View ed Apple a siglare un accordo al fine di affrontare congiuntamente il problema.
Motivo per cui il lancio originale di trova il mio dispositivo su larga scala – previsto per questa estate – è stato rinviato alla fine dell’anno per permettere ai due colossi di creare uno specifico avviso standardizzato nel momento in cui venissero rilevati tracker indesiderati.
Nel frattempo la funzione continua ad aggiornarsi in attesa del debutto ufficiale, ricordando che fa parte dei Google Play Services, e questa volta i colleghi di 9to5Google ne hanno decompilato l’APK scovando le modalità di funzionamento del rilevamento dei dispositivi offline che si arricchisce di quattro opzioni ideate per personalizzare la propria esperienza di tracciamento in base a diversi livelli di privacy. Ecco i dettagli.
Segui TuttoAndroid su Google Discover

Il tracciamento dei dispositivi offline di Trova il mio dispositivo si fa più personalizzabile
Nel spiegare il funzionamento di Trova il mio dispositivo Google ha sempre posto l’accento sulla garanzia del rispetto della privacy degli utenti offrendo la crittografia dei dati di localizzazione dei dispositivi degli utenti; questi, infatti, sono protetti dai classici sistemi di sicurezza degli smartphone quali PIN, sequenza di segni o una password. Tuttavia, potrebbero esserci utenti che non vogliono condividere i propri dati con Google, seppur crittografati.
È qui che entra in gioco il tracciamento dei dispositivi offline o spenti che sfrutta i dispositivi di altri utenti che fanno parte della “rete” per localizzare il device smarrito (che si tratti di smartphone o indossabile); la funzione, inoltre, offrirà quattro opzioni in modo da personalizzare la propria esperienza di tracciamento in base alle proprie esigenze e richieste di privacy.

Le quattro opzioni che saranno offerte sono:
- “Off“: tutto resta come prima; Trova il mio dispositivo non sarà in grado di fornire le posizioni recenti e il dispositivo stesso non farà parte della rete utile per la ricerca; rimarrà la possibilità di rintracciare e bloccare quelli online;
- “Without network“: il dispositivo non farà parte della rete, ma il servizio potrà comunque provare a localizzare i dispositivi offline sfruttando le ultime posizioni salvate quando online;
- “With network in high-traffic areas only“: il servizio si attiverà solo in aree ad alto traffico, quali quartieri affollati o aeroporti, e potrà sfruttare le posizioni recenti salvate dallo smartphone in questione o la rete di dispositivi, qualora qualcuno di questi avesse rilevato l’oggetto smarrito;
- “With network in all areas“: stessa cosa della precedente, ma anche nelle zone con poco traffico; la localizzazione del dispositivo all’interno della rete può essere usata dal servizio anche se si tratta dell’unico ad aver rilevato l’oggetto smarrito.
Le quattro opzioni, dunque, offrono la possibilità di regolare le proprie preferenze di tracciamento scegliendo di disattivare il servizio, sfruttarne tutte le potenzialità o di trarne i benefici senza rinunciare alla privacy dei propri dati; una mossa che va incontro agli utenti e permette di personalizzare la propria esperienza di utilizzo a proprio piacimento.
La funzione starebbe facendo il suo debutto in queste ore anche se il suo rilascio a livello globale potrebbe essere legato al lancio di Android 14, ormai dietro l’angolo.
Potrebbe interessarti anche: I nuovi iPhone 15 base; sfidano i Google Pixel 7: design e specifiche a confronto
