Abbiamo tutti ben presente l’ascesa di Xiaomi nell’olimpo dei brand “che contano” a livello internazionale, l’azienda ha infatti registrato una forte crescita nel corso degli ultimi anni passando da marchio di nicchia e produttore di cinesoni, a essere uno dei principali competitor del settore. A differenza di altri attori presenti sul mercato il colosso cinese ha sicuramente beneficiato di una politica interna differente da quella degli altri, Xiaomi vanta infatti un ecosistema di prodotti eterogeni che nessun altro produttore può eguagliare, strategia che evidentemente ha ben pagato anche in ambito mobile.

Quando pensiamo a un produttore di smartphone e di conseguenza a un brand, per forza di cose rapportiamo le nostre considerazioni al nostro mercato, ma quello europeo (o anche quello americano) sono particolarmente diversi dal mercato interno cinese che, complice la grande popolazione, è uno dei mercati più importanti a livello mondiale.

In Cina, a causa di tutta una serie di restrizioni governative, i sistemi operativi, gli app store e le applicazioni stesse differiscono da quelli di altri paesi, sono infatti diversi i produttori che offrono su tale mercato delle interfacce utente diverse dalle controparti globali, ma secondo le ultime indiscrezioni condivise sul web sembra che Xiaomi possa voler fare di più, prendendo spunto e al contempo mettendo nel mirino un ex (almeno a livello globale) colosso del settore.

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Xiaomi potrebbe sviluppare un proprio sistema operativo per il mercato cinese

Non si parla solo di smartphone, ma di diverse tipologie di dispositivi in realtà che, nel prossimo futuro, potrebbero beneficiare di un nuovo sistema operativo sviluppato internamente da Xiaomi; a divulgare la notizia è stato il noto leaker Digital Chat Station sul social network cinese Weibo: l’azienda starebbe sviluppando un proprio sistema operativo compatibile con AOSP ( Android Open Source Project ), il che lo renderebbe idoneo per una varietà di dispositivi, fra cui smartphone, tablet e dispositivi indossabili, ma non solo, potrebbe infatti essere utilizzato anche per auto e altre tipologie di prodotti (ricordiamo che l’ecosistema di Xiaomi è particolarmente variegato da questo punto di vista).

L’intento del colosso nello sviluppo di un SO proprietario sarebbe quello di dare battaglia a Huawei (e ad HarmonyOS) nel mercato interno cinese, se infatti l’ex gigante non conta più molto a livello internazionale rispetto a qualche tempo fa, in Cina la situazione è completamente differente e Huawei vanta cifre notevoli, tanto da essere già nel mirino di Xiaomi come principale concorrente.

L’azienda però potrebbe dover affrontare alcuni problemi con il piano di sviluppo di un nuovo sistema operativo, sappiamo infatti che Google non permette l’utilizzo dei propri servizi a sistemi operativi concorrenti, cosa che rappresenta uno dei principali motivi di declino di Huawei sui mercati internazionali in seguito al ban USA. Nel mercato interno cinese, a causa delle restrizioni governative già menzionate in apertura, questo problema non sussiste, ma Xiaomi non può certo permettersi di guardare solo alla Cina e ignorare il resto del mondo, a meno di non voler fare la stessa fine di Huawei.

Dunque non è chiaro per il momento quale potrebbe essere l’approccio dell’azienda con miOS (nome tutt’altro che ufficiale al momento), il colosso potrebbe limitarne l’utilizzo ai soli dispositivi commercializzati in Cina o potrebbe trovare particolari accordi con Big G per poter continuare ad usufruire dei servizi Google sui mercati internazionali anche con un SO differente da Android. Non ci sono informazioni circa le tempistiche di rilascio del sistema operativo in questione, non ci resta dunque che attendere per scoprire quale strategia adotterà Xiaomi e quali tipologie di dispositivi potranno beneficiare di questo nuovo sistema operativo.

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