L’acquisto di un nuovo smartphone è sempre un momento importante per ognuno di noi, indipendentemente dalla cifra che uno decide di spendere e dal modello scelto. Una volta terminato il “rituale” di unboxing, capita spesso di sentirsi spaesati ed aver paura di rovinarlo già alla prima accensione, magari temendo di danneggiare la batteria, giusto per fare un esempio. A questo proposito abbiamo alcuni consigli utili da darvi, in particolare 4 cose fondamentali da fare con il vostro nuovo smartphone.
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4 cose fondamentali da fare su un nuovo smartphone
Avete appena acquistato il vostro nuovo smartphone Android e non sapete esattamente come muovervi? Qui di seguito potete trovare qualche consiglio che può esservi utile da seguire per le prime ore in compagnia del nuovo dispositivo. Potreste ad esempio voler subito proteggere il vostro nuovo acquisto con una bella cover o con l’attivazione delle funzioni di localizzazione, o magari avete bisogno di trasferire i dati dal vecchio al nuovo; potreste inoltre avere qualche dubbio sul comportamento da tenere con le prime ricariche della batteria. Potete trovare tutto questo continuando con la lettura.
Indice:
Cover e pellicole
I più previdenti ci pensano anche prima che il nuovo smartphone arrivi nelle loro mani, ma in ogni caso la protezione è spesso tra i primi pensieri. Alcuni preferiscono tenere gli smartphone così come sono, per goderseli fino in fondo, altri non vogliono correre rischi, soprattutto sui prodotti più costosi (le cui eventuali riparazioni possono costare centinaia di euro). Nel caso abbiate il timore di danneggiare o rovinare il vostro nuovo dispositivo, magari consapevoli di essere un po’ “maldestri” sotto questo punto di vista, la scelta giusta è quella di affidarsi a una cover, perché no da abbinare a una pellicola (in plastica o in vetro).
Qualsiasi sia lo smartphone acquistato, in commercio ci sono solitamente tantissimi modelli di cover tra cui scegliere: ci sono quelle slim, che cercano di mantenere il più possibile l’estetica intatta a fronte di una protezione contenuta, e poi quelle rugged, perfette per chi vuole rimanere tranquillo in qualsiasi situazione; ci sono poi i modelli trasparenti (occhio perché il rischio ingiallimento è quasi sempre in agguato), quelli colorati, quelli a libro, quelli con anello magnetico, etc. etc.. Insomma, la scelta è molto ampia: sta a voi capire che tipo di protezione volete per il vostro nuovo dispositivo.

Il vetro degli smartphone è sempre più resistente, ma alle volte può bastare qualche semplice granello di sabbia in tasca per fare danni. Se non avete scelto un modello a libro, è probabile vogliate abbinare una pellicola alla cover (se non già preapplicata dal produttore). La scelta principale riguarda il materiale: quelle “tradizionali” in plastica sono molto utili per graffi e micro graffi, ma sono di fatto inutili contro le cadute, mentre quelle di vetro possono proteggere (in parte) anche in caso di urti. Il lato negativo di queste ultime, oltre al costo, riguarda lo spessore: alle volte fanno diminuire la sensibilità del touch screen, distorcono i colori (soprattutto quelle più economiche), non si “incastrano” alla perfezione ai bordi delle cover o eliminano completamente soluzioni antiriflesso come quelle di Samsung (a partire dai Galaxy S24, che offre il Corning Gorilla Armor).
Anche qui la scelta dipende dal tipo di protezione desiderata: bisogna sempre scendere in qualche modo a un compromesso.
Prima ricarica: come caricare la batteria dello smartphone
Mentre eventuali cover e pellicole alle volte vengono scelti prima ancora di avere il nuovo smartphone tra le mani, un nuovo tipico dubbio insorge poco dopo la prima accensione. Come e quando ricaricare la batteria per la prima volta? Nella convinzione che la prima ricarica possa in qualche modo influenzare la durata nel tempo della stessa, si tratta di una delle prime “paranoie” con il nuovo dispositivo tra le mani.
Vogliamo rassicurarvi in quanto questo è un falso mito che non trova alcun riscontro scientifico. Infatti, per la massima durata nel tempo l’attenzione ci deve essere giorno dopo giorno, evitando operazioni sbagliate e in alcuni casi pericolose. Nel corso degli anni c’è stata una consistente evoluzione sulle batterie dei nostri telefoni, con salti in avanti a livello tecnologico e batterie sempre più resistenti. Questo ha permesso di risolvere un problema che affliggeva gli smartphone fino a qualche tempo fa, “l’effetto memoria“. I più anziani di voi senz’altro ricorderanno la pratica della calibrazione della batteria, che consisteva nel far spegnere completamente il dispositivo ogni tanto: ecco, oggi non è più necessario, quindi possiamo dimenticarcela.
Questo tipo di operazione ad oggi è solo controproducente perché le nuove batterie soffrono di cadute di tensione importanti, motivo per il quale si consiglia di mantenerli sempre tra il 25 e l’80% di carica. Potrete quindi tranquillamente utilizzare lo smartphone appena scartato, che solitamente arriva con una percentuale di batteria intermedia che si attesta intorno al 50-60% (a meno che non sia “in giro” da parecchio per magazzini).
È preferibile evitare di consumare un ciclo completo di ricarica della batteria, onde evitare di rovinarla. A livello generale, non vale la pena farsi troppi problemi e fissarsi: ricaricando sempre fino al 100% si potrebbe usurare più velocemente la batteria, ma parliamo comunque di piccole percentuali. Anche lasciare lo smartphone sotto carica per ore dopo il raggiungimento del 100% non porta reali problemi, soprattutto con i sistemi di protezione moderni. Importante invece evitare di far arrivare la batteria allo 0%: qualche volta può capitare, in caso di necessità, ma meglio evitarla come abitudine.
L’ultimo consiglio riguarda la sicurezza. Evitate di lasciare i dispositivi in ricarica su superfici morbide (come il letto), che potrebbero innalzare le temperature e, in casi estremi, portare a gravi incidenti. Meglio inoltre evitare di utilizzare lo smartphone mentre è in ricarica: le temperature potrebbero salire, contribuendo a usurare più rapidamente la batteria.
Attivazione Google Find Hub con localizzazione offline
La paura che lo smartphone possa andare perso o peggio ancora essere rubato è sempre in agguato. Ecco perché la funzione Google Find Hub può essere la soluzione per dormire più tranquilli e quanto meno avere la possibilità di intervenire all’occorrenza. Per utilizzare questa funzione bisogna stare attenti anche durante il primo avvio, mantenendo attivo il servizio di geolocalizzazione (si può comunque rimediare in seguito attraverso le impostazioni).
Dall’estate 2024 gli smartphone Android possono contare sulla rete di dispositivi Android, che può rivelarsi molto utile per rintracciarli in caso di smarrimento o furto. Per impostazione predefinita, i dispositivi del robottino archiviano le posizioni recenti criptate per far parte della rete: quest’ultima sfrutta il crowdsourcing dei dispositivi Android e i dati sulla posizione (protetti da crittografia end-to-end) per aiutare a rintracciare i dispositivi smarriti, eventualmente anche mentre sono offline.
Qualora il vostro dispositivo venga rubato o smarrito potete dunque utilizzare il servizio da un altro smartphone o da PC, naturalmente eseguendo il login con l’account Google corrispondente. In questo modo potete avere accesso alla lista di telefoni (e altri dispositivi) registrati e potete decidere di farli squillare, bloccarli o cancellare i dati personali.



Backup dei dati e ripristino dal vecchio dispositivo
Attivare ed eseguire il backup dei dati è un’altra delle cose da fare, così da poterli ripristinare su un nuovo smartphone. Esistono diversi modi per raggiungere questo obiettivo, e ve ne abbiamo parlato nella nostra guida approfondita sul backup. Molti dei dati che potremmo definire “base” vengono salvati nel cloud dell’account Google (ad esempio contatti, eventi del calendario, appuntamenti, ma anche alcune delle impostazioni generali), mentre per foto e video potete affidarvi al cloud offerto da Google Foto o da Amazon Photos (se siete abbonati Amazon Prime avete spazio illimitato per le foto).
Per il resto il metodo più rapido è quello di utilizzare servizi come Samsung Smart Switch, OPPO Clone Phone, Mi Mover o simili: permettono di collegare il vostro vecchio smartphone e quello nuovo per effettuare il passaggio dei dati (e in certi casi persino delle app) da uno all’altro, con o senza cavo.
Un altro backup che può risultare importante da fare sul vecchio dispositivo è quello di Whatsapp, così da non perdere le chat e le foto all’interno di esse. Per eseguire il backup potete aprire l’applicazione, cliccare sui tre puntini in alto a destra per accedere alle impostazioni e quindi selezionare “Chat -> Backup delle chat“. Potete scegliere se includere anche i video e se attivare i backup automatici (quotidiani, settimanali o mensili). Fate attenzione però: da qualche tempo il backup di WhatsApp ha iniziato a occupare spazio sul cloud di Google, e se non avete un piano a pagamento Google One potreste ritrovarvi con poco spazio a disposizione (sono 15 i GB gratuiti standard).
Con il backup attivo sul vecchio dispositivo, potete procedere al download e all’installazione di WhatsApp sul nuovo smartphone: all’apertura potete seguire le istruzioni per ripristinare chat e contenuti multimediali. Da qualche tempo, WhatsApp mette a disposizione anche una funzione specificatamente pensata per il trasferimento delle chat a un nuovo dispositivo: potete accedervi passando dalle impostazioni dell’app, selezionando “Chat > Trasferisci chat” (subito sotto alla funzione per il backup).
In Conclusione
Questi sono dunque i nostri consigli sulle cose da fare con il passaggio a un nuovo smartphone: naturalmente niente di tutto questo è obbligatorio, e dipende dalle vostre preferenze e dalle vostre esigenze. Ci auguriamo che possano aver chiarito alcuni dubbi che magari vi attanagliavano in merito alle operazioni preliminari con un nuovo dispositivo.

