Il mercato dei SoC per smartphone si appresta a rallentare: è quanto emerge dall’ultimo report pubblicato da Counterpoint Research, secondo il quale nel 2026 le vendite subiranno un calo nella misura del 7% su base annua, subendo il contraccolpo dell’aumento del prezzo delle memorie, che avrà un impatto notevole sul mercato degli smartphone ed eserciterà una pressione particolarmente importante sulla fascia bassa.
Quella prevista, dunque, costituirà un’inversione di tendenza dopo che le vendite dei chipset per smartphone avevano registrato numeri in crescita per diversi anni consecutivi. A soffrire maggiormente, come detto, dovrebbe essere la fascia più economica del mercato — il report fa riferimento al segmento con prezzo inferiore a 150 dollari (“As a result, SoC vendors with significant exposure to 4G and entry-level 5G smartphones are expected to face the greatest pressure in 2026”). Di contro, la ricerca evidenzia la posizione di vantaggio dei brand di smartphone che in questi anni hanno investito nello sviluppo di SoC proprietari: vengono menzionati espressamente i casi di Samsung cogli Exynos, di Google coi Tensor ma anche quelli di Huawei e di Xiaomi. Ebbene, tali produttori dovrebbero riuscire ad affrontare in maniera più tranquilla le sfide poste dal mercato.
Il Senior Analyst Shivani Parashar ha commentato in questo modo le dinamiche del mercato: «Sebbene si preveda un calo complessivo delle spedizioni di SoC per smartphone nel 2026, il mercato continua a salire lungo la curva del valore. La premiumizzazione rimane una tendenza netta, con quasi uno smartphone su tre che dovrebbe avere un prezzo superiore a 500 dollari nel 2026, a dimostrazione della costante domanda dei consumatori per dispositivi più performanti e ricchi di funzionalità».
I principali beneficiari di questa tendenza alla premiumizzazione dovrebbero essere Qualcomm e Apple, mentre MediaTek sta compiendo sforzi importanti per rendere più accesa la competizione nel mondo Android.
Secondo quanto previsto, assisteremo ad un’evoluzione del mercato nel senso della semplificazione del portafoglio di prodotti di diversi OEM, nonché dell’esplorazione di strategie diverse coinvolgenti il cloud per far fronte alle limitazioni nell’offerta di memorie. Al contempo, il settore dei SoC sta entrando in una nuova fase di transizione: proprio nel 2026, i principali produttori affronteranno il passaggio dai 3 nm ai 2 nm. In questo senso, Samsung ha giocato d’anticipo, annunciando il suo Exynos 2600 già lo scorso dicembre.
A detta del Senior Analyst Soumen Mandal, nonostante pressioni sulle spedizioni nel breve termine, il 2026 sarà un anno di crescita a doppia cifra per i ricavi derivanti dalle vendite di SoC per una serie di ragioni: non solo lo spostamento del mercato verso l’alto, ma anche l’aumento dei prezzi delle memorie e la rapida adozione di funzioni di intelligenza artificiale.


