Nel corso degli ultimi mesi Google ha più volte ribadito la propria intenzione di spingere Gemini come nuovo assistente predefinito sui dispositivi mobili Android, andando di fatto a sostituire lo storico Google Assistant. Un processo che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto concludersi entro la fine del 2025, lasciando agli utenti ben poche possibilità di scelta; come spesso accade però, la realtà dei fatti si è rivelata più complessa del previsto.

Secondo quanto riportato, Google ha deciso di allentare la scadenza inizialmente annunciata, rimodulando la tempistica della transizione e spostando il completamento del passaggio a Gemini addirittura al 2026.

Segui TuttoAndroid su Google Discover

Offerta

Offerte Amazon Prime Day, scopri quando!

Iscrivi ad Amazon Prime per poter approfittare delle offerte Prime Day, i primi 30 giorni sono gratis!

Il cambio di rotta di Google per il passaggio da Assistant a Gemini

Facendo un rapido passo indietro, a marzo Google aveva annunciato ufficialmente che Assistant sarebbe stato progressivamente rimosso dai dispositivi mobili, rendendo Gemini obbligatorio su tutti gli smartphone Android in possesso dei requisiti hardware e software necessari, senza più la possibilità di scegliere quale assistente utilizzare entro la fine del 2025.

Ora invece, l’azienda ha confermato un cambio di strategia piuttosto significativo, dichiarando:

Stiamo modificando la tempistica precedentemente annunciata per garantire una transizione fluida e continueremo a lavorare per aggiornare gli utenti dell’Assistente a Gemini sui dispositivi mobili fino al 2026. Condivideremo maggiori dettagli sui nostri piani nei prossimi mesi.

In altre parole, non ci sarà più una scadenza secca a fine 2025, e gli utenti potranno continuare a utilizzare Google Assistant ancora per un po’, almeno su smartphone, smartwatch e auricolari.

La decisione appare tutt’altro che casuale, spingere tutti gli utenti verso Gemini in tempi rapidi avrebbe significato forzare l’adozione di un’esperienza che, per quanto avanzata, potrebbe necessitare ancora di affinamenti, soprattutto in termini di affidabilità, completezza delle funzioni e compatibilità con l’ecosistema esistente.

Google sembra quindi voler prendersi più tempo per evitare frizioni, riducendo il rischio di scontentare quella parte di utenti che si è ormai abituata al funzionamento dell’assistente classico, spesso e volentieri ancora più rapido e immediato in determinate operazioni quotidiane.

È doverosa una precisazione: questa decisione riguarda esclusivamente Assistant e Gemini sui dispositivi mobili, quindi smartphone, smartwatch e auricolari; non ha nulla a che vedere, almeno per ora, con Gemini per la casa intelligente e con il lavoro che Google sta portando avanti su altre piattaforme, dove la transizione segue dinamiche differenti.

Nonostante il rinvio, permanono diversi dubbi soprattutto per quanto riguarda il futuro di Google Assistant sui dispositivi più vecchi e meno potenti, che potrebbero non supportare Gemini in modo adeguato; non è ancora chiaro se questi terminali continueranno a utilizzare Assistant a lungo termine o se verranno comunque coinvolti nella transizione, magari con funzionalità limitate.

Con Google che ha scelto di posticipare e diluire il cambiamento, è probabile che ci vorrà ancora parecchio tempo prima di avere un quadro completo e definitivo. Come sempre, gli utenti dovranno pazientare ancora un po’, in attesa di ulteriori comunicazioni ufficiali che chiariscano una volta per tutte il destino dello storico assistente.