Display PHOLED: caratteristiche e funzionamento dei pannelli di nuova generazione

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PHOLED è un nuovo termine che recentemente si sta affacciando nel mondo Android ma, in generale, in quello della tecnologia mobile. Fino ad ora abbiamo avuto a che fare con termini del tipo AMOLED (Active Matrix Organic Light-Emitter Diode), ovvero una tecnologia di display che si basa su un pannello composto da una serie di LED (rossi, verdi e blu) che si accendono e si spengono a seconda dell’immagine che bisogna visualizzare. Naturalmente il beneficio di questa tecnologia è evidente, in quanto immagini molto scure e con prevalenza di colore nero sono realizzate con LED completamente (o quasi) spenti, per cui vi è un beneficio sotto il profilo della durata della batteria.

Ma, com’è ovvio e giusto che sia, la tecnologia è andata avanti anche sotto questo punto di vista, ed è per questo che oggi possiamo parlare di display PHOLED (PHosphorescent Organic Light-Emitter Diode). I display PHOLED sfruttano LED organici fosforescenti che consumano pochissima potenza, pur rimanendo della stessa struttura dei display AMOLED oppure OLED in generale come si può osservare dalla seguente immagine, che fa notare come i nuovi display PHOLED siano prevalentemente realizzati con matrice RGB.

PHOLED

Il display PHOLED non è un’invenzione di Samsung, come si potrebbe immaginare, ma è una tecnologia proprietaria della Universal Display Corporation, azienda che ha avviato lo sviluppo dei display PHOLED già durante lo scorso decennio iniziandone la commercializzazione nel 2003. L’efficienza di questi display è molto elevata ed, infatti, essi risultano ben 4 volte più efficienti rispetto ad altri display OLED, il che si traduce in minori consumi e più durata della batteria per i dispositivi mobili.

Con la tradizionale emissione fluorescente, solo il 25% dell’energia impiegata per “eccitare” i LED veniva convertita in luce. Dovete sapere che i LED sono dei componenti elettronici che per funzionare hanno bisogno di essere “eccitati“, ovvero bisogna applicarvi una tensione maggiore di una certa tensione di soglia prevista per farli lavorare (in questo caso emettere luce). Come dicevamo prima, quindi, solo il 25% dell’energia impiegata affinchè venisse superato il valore di soglia della tensione era convertito in luce. Nei display PHOLED, invece, questo dato si quadruplica. Anche il 100% dell’energia impiegata può trasformarsi in luce. Inoltre i PHOLED sono display in grado di lavorare anche con basse tensioni applicate, il che vuol dire andare a ridurre ulteriormente i consumi. Di seguito si può osservare un grafico in cui si vede chiaramente il basso consumo di energia di questi display.

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Recentemente si stanno anche sperimentando nuovi sistemi di emissione di luce che fanno uso di colori aggiuntivi al rosso, al blu ed al verde, che sono giallo ed arancione.

I display PHOLED rendono possibile questi sei punti specifici:

  • Record di efficienza energetica: come abbiamo potuto apprendere dalla spiegazione di cui sopra, i display PHOLED sono dei display efficientissimi rispetto a tutti quanti gli altri, il che si traduce in consumi nettamente inferiori rispetto a quelli di un AMOLED o di un LCD.
  • Colori vivaci: i colori visti fino ad ora sugli AMOLED risulteranno meno brillanti di quelli emessi dal display PHOLED. I Neri saranno ancora più profondi e vicini alla perfezione della gamma e tutti gli altri colori risulteranno molto vivaci, dando quasi l’impressione che possano uscire dal display.
  • Lunga durata di funzionamento: i display PHOLED sono garantiti nel tempo, in quanto riescono a funzionare per molti anni senza avere mai problemi.
  • Versatilità nella produzione: i materiali con cui sono realizzati i display PHOLED possono soddisfare vari standard di produzione a seconda dell’utilizzo per cui sono stati pensati.
  • Rispetto per l’ambiente: i display PHOLED, visti in un contesto più generale e non solo in quello della tecnologia mobile, sono dei display che potranno realmente ridurre molto l’esigenza di sfruttare le energie non rinnovabili, il che si traduce anche in meno rifiuti da smaltire.

Per le motivazioni esposte nell’ultimo punto, i display PHOLED vengono anche chiamati Green PHOLED, proprio perchè attualmente sono i display a più basso impatto ambientale. Sicuramente vedremo questo nuovo tipo di display applicato in larga scala nel mondo degli smartphone dei tablet in poco tempo, poichè i vantaggi nel loro utilizzo sono evidenti e sotto gli occhi di tutti.

Concludiamo questo nostro articolo di approfondimento con il video ufficiale dei display PHOLED realizzato dalla Universal Display Corporation.

Commenti

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  • Emeraldas Malvagity Emer (FB)

    Articolo interessante, grazie!

  • Davide Bagnarol (FB)

    Speriamo che rendano anche colori più naturali rispetto gli attuali AMOLEDs…

  • Aldo Tedone (FB)

    no ma a certa gente interessa solo se ce la cover in plastica o vetro… il resto non conta per l’acquisto di un terminale… tornando seri, articolo interessante

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