OPPO Find X2 Pro assieme al fratello “minore” (che poi tanto minore non è) OPPO Find X2 rappresentano le seconde iterazioni dell’originaria serie Find X dell’azienda cinese.

Il primo smartphone in assoluto a montare una camera popup meccanica a scorrimento è stato OPPO Find X e possedeva ottime prestazioni e user experience, peccando però di un software ancora acerbo sotto molti punti di vista.
Ora, grazie alle nuove versioni del 2020, l’azienda ha avuto modo di aggiustare il tiro, continuando a proporre dei device molto ben carrozzati ma gestiti da un software dal look tutto nuovo. Si candidano a migliori smartphone di quest’anno (o almeno di questi primi mesi) e non se la cavano affatto male.

La disponibilità sia di OPPO Find X2 Pro che di OPPO Find X2 è fissata all’8 maggio. Pessimo time-to-market essendo stato presentato in questi giorni, che sicuramente contribuirà a sgonfiare l’interesse attorno a questi due smartphone una volta raggiunta la data di commercializzazione. Al momento l’unica cosa da poter fare è registrarsi al sito ufficiale OPPO dal 22 aprile ed entro l’8 maggio per avere l’opportunità di ricevere gratuitamente anche gli auricolari OPPO Enco Free e lo speaker bluetooth OPPO acquistando un esemplare di Find X2 Pro entro il 30 giugno. Occorrerà poi entro il 10 luglio 2020 caricare la relativa prova d’acquisto.

In questa recensione ci concentriamo esclusivamente sulla variante Pro, dunque vi invitiamo a proseguire nella lettura e nella visione del relativo video!

Video recensione di OPPO Find X2 Pro

Design & Ergonomia

Lo spessore è piuttosto importante, pari a 8,8 mm, ma è comprensibile visto il supporto a reti 5G. Alto 165,2 mm e largo 74,4 mm è una mattonella che in tasca si fa sentire e il peso di 207 grammi non contribuisce ad un peso piuma.
Ha un bel touch and feel e la costruzione è molto solida, certificato IP68, il nostro esemplare è in colorazione nera leggermente cangiante con retro in ceramica e frame in metallo. Per chi fosse in cerca di una variante più stilosa e insolita consigliamo invece di considerare la Arancione con retro in pelle vegan in microfibra, l’unica alternativa per colore e materiale rispetto al classico colore scuro.

La presa è discreta ma se poggiato tende a scivolare senza che ve ne accorgiate, dunque della cover trasparente in dotazione è buona norma farne ampio uso e potete stare tranquilli che non farà sfigurare il telefono dal momento che non censura la back cover.
Il design è estremamente minimale e pulito, elegante ma per certi versi anonimo. Il retro ricorda Samsung Galaxy S20 Ultra 5G con cui in realtà condivide vari aspetti sia estetici che hardware.

Lo sblocco dello smartphone può avvenire o tramite riconoscimento facciale 2D preciso e piuttosto rapido, oppure facendo uso del sensore fingeprint ottico sotto lo schermo, rapido e anch’esso preciso nello sblocco 9 volte su 10, segno di una tecnologia che si è evoluta e raffinata nel corso del tempo portandosi ad un buon livello di maturità.

Sbloccato, ecco che viene rivelato il display Ultra Vision Screen di tipologia AMOLED da 6.7″ con risoluzione QHD+ (3168 x 1440 pixel) ad un elevato refresh rate di 120 Hz oltre ad un campionamento tattile di 240 Hz. Presente il supporto al profilo DCI-P3 e all’HDR10+.

Un pannello dai bordi curvi protetto da vetro Gorilla Glass 6 che si colloca tra i migliori mai montati su uno smartphone e il testa a testa con S20 Ultra 5G è micidiale. Per quel che abbiamo constatato, OPPO Find X2 Pro non riesce ad offrire la medesima resa cromatica del display della controparte dal momento che presenta delle tonalità azzurre molto spinte con taratura predefinita. Per ovviare (in parte) al problema vi consigliamo di attivare l’opzione Visualizzazione tonalità naturali, in questo modo i colori vengono regolati in base all’illuminazione ambientale risultando meno innaturali.
In tutti i casi, sebbene la presenza dei 120 Hz renda le animazioni della UI infinitamente più morbide e piacevoli da vedere, la resa cromatica non ci ha per nulla convinto così come la luminosità massima risultata piuttosto sottotono. Fortunatamente la visione sotto la luce del sole rimane buona così come la risoluzione del pannello e dei suoi angoli di visione.
Immancabile poi il foro in alto a sinistra contenente il sensore selfie, molto discreto e di dimensioni contenute, l’ingombro è minimo e la reputiamo una scelta intelligente da parte di OPPO soprattutto per la posizione assunta dal punch-hole.

Nel lato inferiore è presente, oltre all’ingresso Type-C 3.1 con uscita video e vano single nano SIM, lo speaker che in accoppiata con la capsula auricolare diviene stereo.
Il sonoro, ad una prima riproduzione musicale su Spotify, ci ha colpito molto per la sua spazialità, forse tra le migliori che abbiamo potuto udire finora su uno smartphone. Si riesce chiaramente a percepire la direzionalità del suono, poi non manca la buona taratura delle frequenze con dei bassi udibili e distorsione assente anche ad alto volume ma forse rispetto a Galaxy S20 Ultra è qualche gradino inferiore lato qualità sonora.
Inoltre è attivabile la tecnologia Dolby Atmos per ottimizzare il sonoro in cuffia, non disponibile invece per riproduzione audio stereo dai due altoparlanti del telefono.

Funzionalità

A bordo ritroviamo la criticata ColorOS ora alla versione 7.1 basata su Android 10 con patch di febbraio 2020. Avendo provato sia OPPO Find X (ColorOS 5.2.1 su Android 8.1) che OPPO Reno2 (ColorOS 6.1 su Android 9), possiamo affermare come il look dell’intera interfaccia sia stato stravolto e sia nettamente migliorato rispetto a ciò che potevamo vedere sui precedenti terminali.

Ora i colori dei vari elementi della UI sono più omogenei e meno caotici, è tutto meglio organizzato e presentato, con una cura maniacale per le animazioni e per i dettagli.

Abbiamo apprezzato molto la velocità nella scrittura grazie al touch reattivo e la tipologia di vibrazione è molto piacevole, sembra quasi una piccola molla che si aziona alla pressione su tastiera e che si trasforma in un piccolo rotore allo sblocco con fingerprint.

Oltre a queste chicche minori troviamo inoltre dei settings più specifici come l’O1 Ultra Vision Engine, chip hardware a sé stante il quale abilita due settaggi da poter attivare: il primo è Motion Clear, in grado di portare i video in riproduzione dai 25/30 fps originari a ben 60 o 120 simulando i fotogrammi mancanti laddove il chip O1 riesca a predire con certezza la successione dei frame; proprio per questo motivo, la quantità di fotogrammi al secondo può lo stesso variare durante il playback nonostante Motion Clear risulti attivo.
Il secondo è HDR Video Enhancer ed effettua una sorta di “conversione” dei contenuti video SDR in HDR, tuttavia ne sconsigliamo l’attivazione dal momento che la resa cromatica ne risente parecchio mostrandosi falsata.

Infine presenti all’appello l’always on display e il double-tap to wake, così come le gesture di navigazione senza navbar. Approda inoltre per la prima volta su ColorOS la modalità scura (anche programmata).

Un software sempre più completo e ben realizzato, prestante e presentabile, peccato solo per le imprecisioni nelle traduzioni di alcuni elementi dell’interfaccia, alquanto bizzarro per un’azienda sbarcata ufficialmente in Italia quasi 2 anni fa.

Prestazioni

Un mostro di potenza grazie al chipset Qualcomm Snapdragon 865 corredato di GPU Adreno 650, 12 GB di RAM e 512 GB di archiviazione senza possibilità di espansione (ma qualcosa ci dice che non ne sentirete la mancanza).

Prestazioni ineccepibili per un SoC ben ottimizzato alla base con fluidità e reattività ai massimi livelli e senza consumi eccessivi di risorse o energia. Riesce a supportare il telefono in ogni sua operazione senza battere ciglio e anche dal fronte dissipazione calore la componentistica di OPPO Find X2 Pro riesce ad ottenere buoni risultati tenendo a bada le temperature: la batteria difficilmente la vedremo superare i 40 °C sotto forte stress.

Lato gameplay il frame-rate è generalmente molto buono e stabile, con alcuni titoli che vengono eseguiti a 60 fps come PUBG Mobile o Call of Duty.

Recensione OPPO Find X2 Pro gameplay

Sul fronte connettività non abbiamo riscontrato problemi di sorta sia in merito all’utilizzo della voce che dei dati mobili.
Presenti poi all’appello il nuovo standard WiFi 6 a/b/g/n/ac/ax, Bluetooth 5.1 con A2DP/LE/aptX, A-GPS con Glonass e chip NFC.

Fotocamera

Il comparto fotografico è forse l’aspetto meglio sviluppato di questo OPPO Find X2 Pro ed è il fronte su cui l’azienda ha lavorato di più, senza voler lasciar spazio a compromessi.
OPPO ha deciso di non aumentare il numero dei sensori o dei Megapixel ma ha preferito lavorare sulla resa interna delle fotocamere ed è riuscita a portare in prima posizione Find X2 Pro nella classifica DxOMark con un punteggio complessivo di 124, affiancato da Xiaomi Mi 10 Pro con lo stesso punteggio.

Sul retro trova posto una sporgente tripla camera alta quanto una moneta da 1 euro e questa peculiarità è causa di poca stabilità del terminale se poggiato su superfici piane. I sensori, quelli posteriori accompagnati anche da flash dual LED, sono così composti:

  • Standard 48 MP f/1.7 con OIS: è un Sony IMX689, primo sensore personalizzato in esclusiva per OPPO ed è anche il primo sul mercato ad offrire scatti a 12 bit oltre ad una dimensione sensore più grande rispetto alla media.
  • Super wide 48 MP f/2.2 a 120°: è un Sony IMX586, può essere utilizzato anche in modalità macro automatica da 10cm di distanza fino a 3cm.
  • Teleobiettivo periscopico 13 MP f/3.0 con OIS che offre zoom 5x ottico, 10x ibrido, 60x digitale.
  • Selfie frontale 32 MP f/2.4.

Recensione OPPO Find X2 Pro fotocamera

Tutte le fotocamere offrono buona resa alla luce del sole ed una buona nitidezza ma con delle texture che tendono a scomparire facilmente soprattutto ritraendo oggetti o edifici in lontananza e questo vale prevalentemente sia per il sensore grandangolare che per il teleobiettivo.
I colori catturati sono piuttosto naturali e ben calibrati, aiutati da un HDR che lavora bene e riesce ad ottenere una buona gamma dinamica anche negli scatti selfie con modalità Ritratto disattivata. Con questa attiva la resa HDR viene meno ma l’effetto bokeh risulta piacevole e il ritaglio del soggetto preciso, questo anche in condizioni di scarsa luce a disposizione.

In low light la resa rimane buona e siamo rimasti molto soddisfatti dei risultati. La nitidezza, come è ovvio che sia, scema lievemente ma gli scatti rimangono assolutamente godibili. Il rumore video è gestito perfettamente ma più si aumenta la lunghezza focale e più il look degli scatti tende ad avere un lieve “effetto acquerello”, comportamento che diventa più evidente attivando la modalità Notte la quale prende anche il nome di Ultra Night Mode 3.0.

In merito al sensore zoom questo ci ha stupito per la discreta definizione che riesce a mantenere anche portando l’ingrandimento al 60x digitale in low light. Certo non saranno i 100x di Galaxy S20 Ultra, ma almeno si riesce ad evitare l’effetto “dipinto ad olio” di quest’ultimo device.
Un plauso va anche al sensore wide in modalità macro per via della minima distanza di messa a fuoco di 3 cm e per la resa molto convincente di questi scatti sicuramente più artistici e alternativi. Tuttavia rimaniamo scettici sull’effettiva utilità per l’utente sia dello zoom 60x che della funzionalità macro ma allo stesso tempo è comprensibile come OPPO abbia voluto carrozzare Find X2 Pro di tutto il necessario e anche di più, senza farsi mancare nulla e al contempo riuscendo a spingere al massimo i sensori a disposizione per poter ricavare degli scatti veramente ottimi sotto praticamente qualsiasi condizione di luce e, in modalità Pro, poter salvare le immagini in formato RAW a 12 bit di profondità.

Recensione OPPO Find X2 Pro fotocamera

Insomma lato foto OPPO Find X2 Pro è quasi perfetto, superato in parte da Galaxy S20 Ultra per, passateci il termine, gli scatti più “instagrammabili” rispetto a quelli dell’OPPO che necessitano probabilmente di qualche ritocco in più. Senza dubbio però ne guadagna in fedeltà dei colori sia foto che video.

Da meno non poteva essere la registrazione delle clip video fino al 4K 60 fps. Ottima definizione e gamma dinamica, stabilizzazione sia ottica che digitale ben riuscita e molto convincente.
Poi su richiesta, facendo uso dell’app Fotocamera, è attivabile una stabilizzazione elettronica più spinta che prende il nome di Ultra Steady, oltre a una seconda ancora più estrema Ultra Steady Pro. La prima farà uso del sensore principale mentre la seconda del super wide e, oltre a risolvere l’effetto mosso nelle clip video, aumenterà gli fps di registrazione fino a 60 per entrambe le soluzioni portando la risoluzione al FullHD.
Per concludere, la registrazione audio avviene facendo uso dei 3 microfoni dedicati così da o ricreare un audio avvolgente a 360 gradi o eliminare il rumore del vento.

Batteria & Autonomia

Dell’hardware così potente e promettente non poteva di certo rimanere a secco di un’adeguata autonomia, perciò a disposizione troviamo una batteria da 4260 mAh composta da 2 celle differenti.

Presente il supporto immancabile alla ricarica SuperVOOC 2.0 che arriva fino a ben 65 W di potenza e, per metterla alla prova, abbiamo effettuato una full charge dello smartphone dall’1 al 100%; sono bastati 38 minuti per ricaricare completamente OPPO Find X2 Pro.
Un risultato simile è stato possibile grazie appunto al design dual-cell che prevede il supporto da parte di ciascuna cella di una potenza in ingresso di 5 V 6.5 A, soddisfatta per entrambe le celle in contemporanea grazie al mastodontico caricatore fornito in dotazione da massimo 10 V 6.5 A.

Recensione OPPO Find X2 Pro SuperVOOC 2.0

Per ciò che riguarda invece la scarica abbiamo totalizzato circa 6 ore di display attivo con ancora qualche punto percentuale a disposizione e l’abbiamo utilizzato con display forzato a 120 Hz e risoluzione impostata sul QHD+.
Il nostro uso (medio) comprendeva: YouTube (2 ore), Instagram, Telegram e Spotify (30 minuti), circa 3 ore sotto WiFi, 1 ora con Bluetooth attivo e circa 15 minuti in chiamata.

In conclusione

OPPO Find X2 Pro è potente, prestante, piacevole da usare e non rinuncia proprio a niente, via di qualche sbavatura software. Mostra i muscoli non solo agli utenti ma anche ai competitor tramite questa prova di forza sicuramente ben riuscita e convincente.

Come ci si poteva aspettare il prezzo di vendita è salato e sono necessari 1199 € per accaparrarsi OPPO Find X2 Pro 12/512 GB. Una cifra non indifferente ma al tempo stesso non così elevata se consideriamo che Samsung Galaxy S20 Ultra 5G, suo diretto concorrente, si propone ad un prezzo di 1379 € e dunque 180 euro in più. Tuttavia prevediamo una svalutazione di S20 Ultra a breve, motivo per cui potrebbe risultare interessante considerare anche un suoi acquisto.

Per il momento, per questo 2020 appena iniziato e considerando hardware e prezzo di listino, OPPO Find X2 Pro lo riteniamo il miglior smartphone top di gamma da comprare.
Badate bene che offre forza bruta, ma siete sicuri che vi servirà davvero?

Pagella

7
Design
8
Funzionalità
9.5
Prestazioni
9
Fotocamera
8.5
Batteria
8.4