La corsa all’intelligenza artificiale continua a ritmi serrati e Google può festeggiare un nuovo importante traguardo per Gemini. Durante la presentazione dei risultati finanziari relativi al secondo trimestre del 2026, Alphabet ha annunciato che il proprio assistente basato sull’IA ha raggiunto oltre 950 milioni di utenti attivi mensili, avvicinandosi sempre di più al simbolico traguardo del miliardo di utenti.
Si tratta di una crescita estremamente significativa, che conferma il rapido consolidamento di Gemini nel mercato degli assistenti basati sull’intelligenza artificiale e riduce ulteriormente il divario con ChatGPT di OpenAI, che lo scorso mese aveva raggiunto quota un miliardo di utenti attivi mensili.
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Gemini continua a crescere a ritmo sostenuto
Il dato comunicato da Google racconta una crescita che negli ultimi dodici mesi è stata particolarmente rapida, secondo quanto dichiarato dall’azienda la base di utenti di Gemini è triplicata rispetto allo scorso anno, proseguendo un percorso iniziato con decisione già nei mesi precedenti.
A febbraio Google aveva annunciato che l’app Gemini aveva superato i 750 milioni di utenti attivi mensili, in appena pochi mesi l’assistente ha quindi guadagnato altri 200 milioni di utenti, arrivando a sfiorare il miliardo.
Durante la conference call con gli investitori, il CEO di Alphabet Sundar Pichai ha attribuito questo risultato al costante rilascio di nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, sottolineando come gli utenti stiano apprezzando strumenti sempre più evoluti come Daily Brief, che genera riepiloghi personalizzati della giornata, e Gemini Spark, l’assistente personale introdotto inizialmente negli Stati Uniti e ora disponibile anche in altri mercati.
Secondo Pichai, Google sta mantenendo un ritmo di sviluppo particolarmente elevato, introducendo nuove funzionalità con una frequenza sempre maggiore per rendere Gemini uno strumento utile nella quotidianità e non soltanto un chatbot da interrogare occasionalmente.
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Android traina la crescita, ma anche iPhone contribuisce al successo
Se la diffusione di Gemini sui dispositivi Android rappresenta uno dei principali punti di forza dell’ecosistema Google, una parte importante della crescita arriva anche dal mondo Apple.
Negli ultimi dodici mesi l’app dedicata a iPhone ha infatti registrato un forte incremento di download, favorito anche dall’introduzione di nuove funzionalità come Nano Banana, il modello dedicato alla generazione di immagini. Secondo i dati Appfigures, l’app Gemini è stata scaricata oltre 137 milioni di volte su iOS nell’ultimo anno, contribuendo in maniera significativa all’espansione della piattaforma.
L’ampia disponibilità dell’assistente su entrambe le principali piattaforme mobili, unita all’integrazione sempre più profonda nei servizi Google, rappresenta uno dei principali vantaggi competitivi rispetto a molte soluzioni concorrenti.
Gemini rosicchia quote di mercato a ChatGPT
La crescita della piattaforma trova conferma anche nelle più recenti analisi di mercato. Secondo il rapporto di State of AI pubblicato da Sensor Tower, la quota detenuta da ChatGPT nel segmento degli assistenti basati sull’intelligenza artificiale è scesa per la prima volta sotto il 50%, mentre Gemini è salito fino a 27,7%, confermandosi come il principale inseguitore di OpenAI.
Naturalmente ChatGPT mantiene ancora la leadership del settore, ma il ritmo di crescita di Gemini suggerisce che la competizione tra i due ecosistemi sta diventando sempre più serrata. Da una parte OpenAI continua ad arricchire ChatGPT con nuove funzionalità dedicate alla produttività, alla salute e alla collaborazione; dall’altra Google sfrutta l’enorme vantaggio derivante dall’integrazione dell’assistente nei propri servizi, molti dei quali vengono già utilizzati quotidianamente da miliardi di persone.
L’intelligenza artificiale spinge anche i conti di Alphabet
Il successo di Gemini si inserisce all’interno di un trimestre particolarmente positivo per Alphabet, durante la presentazione dei risultati finanziari l’azienda ha evidenziato come Google Cloud abbia registrato una crescita dell’82% su base annua, raggiungendo ricavi pari a 24,8 miliardi di dollari. Gran parte di questo incremento è attribuito proprio alla crescente domanda di infrastrutture e servizi basati sull’intelligenza artificiale da parte delle aziende.
Per sostenere questa espansione, Google continua a investire massicciamente nelle proprie infrastrutture; solo nell’ultimo trimestre la società ha destinato 44,9 miliardi di dollari allo sviluppo di nuovi data center, chip personalizzati e hardware dedicato all’intelligenza artificiale, aumentando ulteriormente le previsioni di spesa per l’intero anno.
Parallelamente, Google afferma di essere riuscita a contenere i costi operativi grazie ai continui miglioramenti nell’efficienza dell’hardware e dei propri modelli linguistici. Questo permette all’azienda di continuare a introdurre nuove funzionalità senza che l’aumento del traffico comporti un incremento proporzionale dei costi di elaborazione.
Anche la ricerca continua a crescere grazie all’IA
Un altro dato interessante emerso durante la presentazione dei risultati finanziari riguarda il motore di ricerca di Google. Negli ultimi mesi qualcuno aveva ipotizzato che la crescente diffusione dei chatbot potesse ridurre il numero di ricerche tradizionali effettuate dagli utenti, Google sostiene invece che stia accadendo l’opposto, l’integrazione dell’intelligenza artificiale all’interno della Ricerca starebbe contribuendo ad aumentare il coinvolgimento degli utenti.
L’azienda ha infatti annunciato che la propria AI Mode ha ormai superato il miliardo di utenti, generando un incremento graduale del numero di query effettuate. Secondo Google, l’intelligenza artificiale non sta quindi sostituendo il motore di ricerca, ma ne sta modificando il modo di utilizzo, offrendo risposte più articolate e conversazionali senza ridurre il traffico complessivo.
Con oltre 950 milioni di utenti mensili, Gemini si prepara così a entrare nell’esclusivo club dei servizi Google con oltre un miliardo di utenti attivi, insieme a prodotti come Ricerca, Gmail, Chrome, Android, Drive e YouTube. Un traguardo che fino a pochi mesi fa sembrava ancora distante e che conferma come la sfida tra Google e OpenAI sia destinata a diventare sempre più intensa nei prossimi mesi.
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