Come ormai saprete, i cavi USB Type-C hanno portato diversi vantaggi nel mondo della tecnologia, smartphone compresi. Senza entrare nel lato tecnico, uno dei più evidenti e che salta subito all’occhio degli utenti è la possibilità di collegare il connettore in entrambi i versi, senza dover “centrare” quello giusto. E se vi dicessimo che in certi casi anche questi cavi USB-C possono avere un verso giusto? Vediamo quando e perché.

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Perché anche i cavi USB Type-C possono avere un verso “giusto”

I cavi USB Type-C funzionano sempre, in qualsiasi verso vengano collegati: questo è uno dei vantaggi dello standard, ma non tutti sanno che alcune volte possono funzionare meglio o peggio a seconda del verso. In poche parole, il connettore in sé è sempre uguale, e questo consente il collegamento in entrambi i versi, ma alcuni cavi (soprattutto quelli più economici) possono avere un “verso giusto” e uno che potremmo definire “meno giusto”.

In entrambi i versi il cavo e il connettore funzionano, sia per la ricarica sia per il passaggio di dati, ma in uno potrebbe funzionare meglio che nell’altro. I cavi USB-C sono costituiti da un totale di 24 pin, 12 per ciascun lato, e naturalmente nella porta dello smartphone (così come in quella degli altri dispositivi) ce ne sono altrettanti. Quando entrano in contatto, svolgono un compito specifico: alcuni sono dedicati all’alimentazione, altri si occupano delle connessioni al alta velocità o del “normale” traffico USB, mentre alcuni sono pensati per le negoziazione della potenza di ricarica. Alcuni pin sono duplicati, e altri no.

Quando il cavo viene collegato, in pochi istanti dispositivo e caricabatterie devono stabilire quanta energia fornire e a quale velocità trasferire i dati. Alcuni cavi, soprattutto quelli più economici, potrebbero non avere tutti i contatti fondamentali per la velocità di ricarica o di trasferimento dati “duplicati”, ossia sia da un lato sia dall’altro: di conseguenza, ruotando il connettore, certi cavi potrebbero non offrire il massimo delle performance.

I cavi di qualità più elevata sono bidirezionali a tutti gli effetti, e non è presente alcuna differenza tra un verso e l’altro (esattamente come per il mero collegamento). Quelli più economici no, e il motivo è piuttosto ovvio: risparmiare. Nella maggior parte dei casi potreste non rendervene conto mai, se non con qualche dispositivo che supporta gli standard più avanzati.

Nella fase di ricarica, il “dialogo” tra alimentatore e dispositivo viene gestito da specifici pin, il cui compito è quello di definire i valori corretti di tensione e corrente. Quando il cavo è di qualità, lo scambio di informazioni si svolge in modo identico a prescindere dal verso in cui viene inserito il connettore. Se notate cambiamenti nella velocità di ricarica (o, appunto, nella velocità di trasferimento dati), la causa è da ricercare nell’inferiore qualità costruttiva o nell’assenza delle certificazioni idonee.

Non tutti i cavi USB Type-C sono uguali, dunque, e molto spesso specifiche e caratteristiche non vengono nemmeno dichiarate in modo chiaro e trasparente dai vari produttori. Il nostro suggerimento è quello di affidarsi ad accessori affidabili e di buon livello: alle volte bastano pochi euro in più per evitare problemi e prestazioni sotto le aspettative.

Avete notato problemi nella velocità di ricarica o di trasferimento dati? Provate a invertire il verso del connettore.