Spesso salgono agli onori della cronaca, episodi di aggressione al personale sanitario. Medici e infermieri (oltre che le stesse strutture ospedaliere e ambulatoriali) sono oggetto di atti di violenza, tanto che nel 2024 è stato approvato un apposito decreto-legge (137/2024) contenente Misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura nell’esercizio delle loro funzioni nonché di danneggiamento dei beni destinati all’assistenza sanitaria.

Per tutelare medici e infermieri che operano negli ospedali pubblici, la Regione Lazio ha iniziato la distribuzione di appositi braccialetti SOS anti-aggressione. Uno strumento con il quale, si spera, ridurre tutti quegli episodi gravi che troppo spesso sono all’ordine del giorno negli ospedali e nei pronto soccorso italiani.

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Come funzionano questi dispositivi indossabili

Braccialetto SOS medici infermieri-1

I dispositivi sono già stati assegnati a 73 operatori sanitari in diversi presidi della regione Lazio (Grassi di Ostia, Santa Maria Goretti di Latina, San Camillo, Umberto I, Pertini e Santo Spirito di Roma). Questi dispositivi integrano una tecnologia semplice ma efficace, basata su due pulsanti, uno rosso e uno verde. Il pulsante rosso invia un segnale immediato alla sala di controllo e alle forze dell’ordine, trasmettendo la posizione GPS in tempo reale. In appena 3 secondi si attiva la catena dei soccorso, che include anche l’unità ospedaliera interessata. Il pulsante verde, invece, consente la comunicazione diretta con la centrale e l’invio di brevi messaggi vocali.

I dispositivi, che esternamente ricordano uno smartwatch (e quindi possono passare inosservati) ma hanno un funzionamento limitato a due sole funzioni, sono stati progettati tenendo conto delle esigenze specifiche dell’ambiente ospedaliero. Sono resistenti a polvere e liquidi, dotati di autonomia prolungata, e capaci anche di monitorare il battito cardiaco, la pressione sanguigna e la temperatura corporea. Parametri che permettono al dispositivo di attivarsi anche in caso di malore o caduta dell’operatore, così che l’allarme possa partire automaticamente.

Particolare attenzione è stata riservata al tema della privacy. I braccialetti, infatti, non raccolgono né conservano dati sensibili, e tutte le trasmissioni avvengono in forma anonima, come confermato dalla Direzione Salute della Regione Lazio.

Il progetto si inserisce in un percorso più ampio già avviato nel 2023, con l’introduzione dei presìdi fissi di polizia negli ospedali laziali e il rafforzamento della sorveglianza nelle ore serali. Ora con questi dispositivi wearable si dotano medici e infermieri di uno strumento con il quale migliorare ulteriormente la loro sicurezza provando a contrastare un fenomeno ormai tristemente diffuso.