Chrome per Android continua a evolversi con quella cadenza rapida e quasi silenziosa che contraddistingue gli aggiornamenti più da laboratorio, quelli che molti utenti scoprono per caso e che, spesso e volentieri, anticipano cambiamenti destinati a diventare fondamentali nell’esperienza quotidiana. Nelle ultime ore infatti, sono emerse due novità differenti ma accomunate da un obbiettivo piuttosto chiaro; migliorare il controllo dell’utente, sia nella gestione delle schede sia nella condivisione della posizione con i siti web. Una direzione che segue un percorso ormai consolidato, fatto di piccoli tasselli che vanno a comporre un browser mobile sempre più vicino, nelle capacità, a quello desktop.

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Le schede bloccate arrivano anche su Chrome per Android

La prima novità riguarda una delle funzioni più utili mai introdotte su Chrome desktop, ossia la possibilità di bloccare una scheda e mantenerla sempre in cima all’elenco, evitando chiusure accidentali e rendendola immediatamente raggiungibile. Chi utilizza spesso decine di tab aperte saprà bene quanto possa risultare comodo non dover scorrere all’infinito alla ricerca di quella pagina che consultiamo più volte al giorno.

Nell’ultima versione Canary di Chrome per Android la funzionalità è già visibile e non richiede l’attivazione di specifici flag, basta un tocco prolungato su una scheda per visualizzare la nuova opzione di blocco. Una volta attivata, la scheda si sposta automaticamente all’inizio della lista e perde la classica X per impedirne la chiusura involontaria; un secondo tocco prolungato permette ovviamente di sbloccarla in qualsiasi momento. Un comportamento identico a quello desktop, che apre a un’esperienza più coerente tra i vari dispositivi e che, con ogni probabilità, verrà distribuito progressivamente anche nella versione stabile.

Controllo più granulare della posizione con la condivisione approssimativa

Parallelamente, Google sta sperimentando una nuova modalità per la gestione delle autorizzazioni relative alla posizione, una scelta che si inserisce nel percorso ormai evidente verso un modello più attento alla privacy e alla trasparenza. Finora Chrome per Android poteva utilizzare la posizione precisa solo se l’utente l’aveva concessa a livello di app, mentre una volta disattivata quella opzione il browser si limitava a fornire una posizione approssimativa a tutti i siti, indipendentemente dal contesto.

La novità in questione, attualmente in test in Chrome versione 142.0.7444.171, cambia l’approccio: sarà possibile mantenere attiva la posizione precisa per l’app, decidendo però di volta in volta quali siti potranno accedervi e quali invece riceveranno solo un’indicazione generica dell’area geografica (sufficiente per esempio per un sito meteo che non ha necessità di conoscere le coordinate GPS al metro). Si tratta di un controllo più fine, analogo a quello che Android offre da anni per le app installate ma applicato finalmente all’ambiente web, dove la distinzione tra esigenze reali e richieste superflue di dati è spesso poco chiara.

Questa nuova modalità appare già ad alcuni utenti in virtù di un test A/B e può essere forzata attivando il flag dedicato; tuttavia, non esistono ancora indicazioni ufficiali sulla tempistica del rollout globale. Considerato però che la funzione è operativa e pronta per essere configurata manualmente, è plausibile immaginare un lancio scaglionato nel corso delle prossime settimane.

Queste due novità, prese singolarmente, potrebbero sembrare semplici ritocchi, ma nell’insieme raccontano la stessa storia: Chrome per Android sta maturando, colmando il divario con la versione desktop e offrendo agli utenti strumenti sempre più avanzati e, soprattutto, più comodi nella vita quotidiana. Il blocco delle schede potrebbe diventare rapidamente uno strumento imprescindibile per chi utilizza il browser in modo intensivo, mentre i nuovi controlli per la posizione rappresentano un passo avanti significativo verso un web più rispettoso della privacy senza sacrificare funzionalità.