TIM in lieve calo nel Q1 2021, ma accelera sulla banda ultralarga

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Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha approvato la Relazione Finanziaria al 31 marzo 2021, che fotografa un primo trimestre dell’anno col segno meno – comunque migliore rispetto alle previsioni degli analisti –, ma anche un’accelerazione notevole sull’adozione della banda ultralarga.

TIM: risultati finanziari del Q1 2021

Innazitutto, la Relazione Finanziaria di TIM al 31 marzo 2021 mette in evidenza un indebitamento finanziario netto after-lease di 16,6 miliardi di euro, in calo di 5,1 miliardi di euro su base annuale (YoY) e di 2 miliardi di euro su base trimestrale (QoQ).

Per quanto riguarda il mercato domestico, inoltre, viene riportata una significativa riduzione dei costi operativi: -8,9% YoY per la base gestibile.

I ricavi complessivi del Gruppo, pari a 3,752 miliardi di euro, sono in calo del 5,3% YoY, ma stabili in termini organici. Migliora la performance della business unit brasiliana (658 milioni di euro contro 639 milioni di euro del Q1 2020).

Guardando al mercato italiano, i ricavi da servizi si attestano a 2,138 miliardi di euro per la componente fissa – in calo dello 0,5%, sopratutto per via della diminuzione degli accessi e dei livelli di ARPU – e a 757 milioni di euro per quella Mobile, per una perdita del 9,7% causata principalmente dalla contrazione della customer base e dei livelli di ARPU.

Significativa, invece, è stata la crescita, in maggior parte attribuibile al comparto Fisso, dei ricavi Handset e Bundle & Handset: in termini organici sono pari a 348 milioni di euro, contro i 91 milioni di euro del primo trimestre 2020 (+39,6% YoY).

Per quanto riguarda il segmento Business, il Gruppo TIM ha messo a referto una crescita dei ricavi (+30% YoY) legati ai servizi innovativi quali ICT, Cloud, soluzioni IT, anche grazie al contributo positivo della partnership con Google Cloud.

Rimanendo nel Wholesale Domestico, anche i i ricavi da servizi di telefonia fissa nel primo trimestre 2021 sono aumentati dell’8,7%  su base annuale, soprattutto grazie alla virata decisa dei clienti in favore della banda ultralarga.

La relazione finanziaria segnala poi l’EBITDA organico di Gruppo pari a 1,6 miliardi di euro, in calo del 1,3% YoY e quello della Business Unit Domestic a 1,3 miliardi di euro (-2,6% YoY).

Guardando agli investimenti a livello di Gruppo, 0,7 miliardi di euro rappresentano un +26,8% YoY e vanno letti alla luce del rallentamento imputabile al COVID 19 nel primo trimestre 2020 e della spinta verso la trasformazione digitale in Italia – fibra, Cloud & Data center, partnership con DAZN – e in Brasile.

Principali novità di strategia

Per quanto riguarda le più importanti iniziative strategiche, viene innanzitutto ricordato l’accordo tra TIM e DAZN che sarà attivo da luglio 2021 e renderà disponibili su TIMVISION delle offerte dedicate per il servizio DAZN, l’unica piattaforma streaming che trasmetterà la totalità delle partite della ‘Serie A’ per le stagioni 2021-2024, per un bacino di utenza di circa 5 milioni di famiglie fino ad oggi in prevalenza via satellite.

In conseguenza di questo accordo, TIM prevede una spinta ulteriore nel passaggio dei clienti verso la banda ultralarga.

Per quanto riguarda l’infrastruttura di rete:

  • per le reti in fibra, si ricorda l’accordo per l’ingresso di KKR Infrastructure e Fastweb nel capitale di FiberCop. L’offerta di coinvestimento in fibra relativa alla rete secondaria di FiberCop presentata da TIM ad AGCOM e al mercato il 29 gennaio è in fase di consultazione pubblica.
  • per quanto riguarda la rete mobile commerciale, TIM punta a velocizzare lo sviluppo di servizi digitali grazie all’avvio del programma di sviluppo Open RAN (Open Radio Access Network).
  • nata lo scorso 25 gennaio, Noovle SpA è una società controllata dal Gruppo TIM attiva in ambito cloud ed edge computing.
  • infine, è partito il progetto Smart District con le TIM factories.

TIM in Italia: dati su linee fisse e mobili

Per quanto riguarda le linee mobili, TIM ne conteggia 30,2 milioni, 52 mila in più su base trimestrale. Al contempo, in un mercato in cui la competizione è calda nella parte low-spending ma molto meno in quella high-spending, TIM si conferma per il terzo trimestre di fila il migliore tra gli operatori infrastrutturati per le portabilità in uscita, ma registra anche un netto calo di quelle in entrata: -18% YoY.

Nel primo trimestre 2021 sono state attivate 424 mila nuove linee fisse a banda ultralarga retail e wholesale (retail +119% YoY), portando il totale a 9,1 milioni (+23% YoY).

Digitalizzazione e COVID-19

La Relazione Finanziaria di TIM rimarca le iniziative messe in campo per la digitalizzazione del Paese nel Q1 2020:

  • 1.518 nuovi cabinet hanno portato a oltre 3.800 il totale dei Comuni che nell’ultimo anno hanno beneficiato di interventi di copertura in fibra.
  • E-learning card per il mondo dell’istruzione: 27 mila nuove attivazioni nel trimestre.
  • Operazione Risorgimento Digitale” per il superamento del digital divide e favorire l’alfabetizzazione digitale.

Nella sezione dedicata ai “Rischi relativi alle condizioni macroeconomiche” non poteva mancare un riferimento all’emergenza sanitaria di COVID-19, che potrebbe “determinare rallentamenti nell’attività d’impresa, derivanti da limitazioni di alcune tipologie di interventi tecnici e commerciali, da difficoltà incontrate dalla clientela e da discontinuità nella catena di fornitura“.

A fronte di un’economia nazionale che ha risentito dell’emergenza sanitaria più di altri Paesi, secondo TIM, “Se non ci saranno ritardi l’implementazione del programma Next Generation EU rappresenterà un fattore di stimolo agli investimenti già nel 2021“.

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Fonti: Gruppotim.it
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