Mentre Huawei pubblicava con soddisfazione i propri risultati di mercato del 2019, si vede infliggere un ulteriore colpo da parte del governo USA. Sarà perché le vendite non sono state poi così intaccate dal ban o per altro, il fatto è che secondo quanto emerso ora il divieto di vendere chip e componenti fabbricati all’estero si sta per fare ancor più stringente.
La precedente soglia del 25% di materiale USA nei prodotti vendibili a Huawei si abbassa al 10% secondo il Wall Street Journal, questa sarebbe la proposta inviata al Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.
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Huawei cerca sviluppatori per l’AppGallery
E nel mentre Huawei continua a spingere forte sul suo ecosistema ancora in via di definizione. La via verso l’autosufficienza della casa di Shenzhen passa per il suo store di applicazioni, uno dei capisaldi del processo, e proprio per questa ragione la società continua a investirvi.
Si parla di ben 20 milioni di sterline finalizzati ad attirare gli sviluppatori britannici e irlandesi a realizzare app per rinfoltire il proprio AppGallery.
Huawei ha tenuto una conferenza in proposito proprio a Londra, in cui i dirigenti hanno sottolineato come lo store cinese sia meno avido di trattenute sulle entrate rispetto al Google Play Store e all’App Store (15% contro il 30% di questi ultimi) evidenziando inoltre che sarà possibile commercializzare le app direttamente sulle schermate home degli smartphone, parola di Jaime Gonzalo, vicepresidente europeo del servizio consumatori di Huawei.

