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Trasformare uno smartphone premium in una adorabile console vintage? Ecco come (video guida)

Oggi vi proponiamo un contenuto divertente e diverso dal solito, abbiamo provato a trasformare uno smartphone ultramoderno e potente in una console in grado di far girare non solo gli ultimi titoli disponibili per Android ma anche giochi di un’altra epoca, a partire dal glorioso Commodore 64, passando per il Game Boy e arrivando alla PlayStation 2.

L’idea ci è nata dopo che gli ultimi flashship Samsung e Huawei, sono tornati finalmente a supportare l’uscita video per il collegamento con uno schermo, dopo che l’avvento delle porte Type-C aveva messo una pietra sopra allo standard MHL con cui potevamo fare il mirroring del display già diversi anni fa, attraverso la porta microUSB.

Purtroppo questa particolare features è disponibile su pochissimi smartphone, in particolare Samsung Galaxy S8 e Galaxy S8 Plus, Samsung Galaxy Note 8 e Huawei Mate 10 Pro, ci auguriamo però che molti nuovi device si aggiungano alla lista, già a partire dagli imminenti flagship del 2018.

Rispetto al passato, i nuovi prodotti supportano lo standard Display Port attraverso la porta Type C, si potrebbero teoricamente raggiugere velocità di trasferimento impressinanti fino a 21 Gbps ma ciò che salta subito all’occhio è la fluidità e i tempi praticamente inesistenti di latenza nella visualizzazione sul display.
Questo ci fa capire come di fatto sia possibile collegare il telefono a una periferica video e giocare semplicemente facendo mirroring su uno schermo più grande.

Non tutto è filato liscio fin da subito, ci sono infatti alcune considerazioni da tenere a mente per non avere sorprese, ma non vi sveliamo altro e vi lasciamo alla nostra video guida.

Trasformare lo smartphone Android in una console | guida

Modalità desktop vs modalità mirroring

La nostra idea iniziale era quella di utilizzare le modalità di ambiente desktop che sono presenti sia su Samsung che su Huawei.
In particolare Samsung ha previsto l’utilizzo della DeX (recensione) che abilità l’ambiente desktop, mentre Huawei ha preferito evitare l’utilizzo di basette esterne e ha abilitato l’avvio della modalità Proiezione semplicemente collegando il Mate 10 Pro con un cavo HDMI ad un monitor.

In entrambi i casi lo scoglio contro cui ci siamo scontrati sono le prestazioni, unite ad un notevole surriscaldamento dello smartphone.
Avviare un gioco direttamente dall’ambiente desktop obbliga il sistema a ripartire equamente le risorse disponibili tra l’ambiente desktop e le normali attività dello smartphone, con il risultato di non riuscire a gestire bene il grosso carico di lavoro richiesto.

La soluzione è molto semplice e consiste nel non sfruttare le modalità dedicate agli schermi grandi, ma fare semplicemente uno screen mirroring attraverso un cavo HDMI, con una uscita video in FullHD e senza il minimo problema di performance.
Sia Samsung che Huawei hanno previsto la possibilità di scegliere se attivare la modalità desktop o semplicemente il mirroring, sui Samsung questo succede automaticamene se non sfruttate il collegamento della DeX, mentre con Huawei appena collegate il cavo potrete scegliere quale protocollo utilizare.

Cosa vi serve

Per poter giocare semplicemente sullo schermo grande, sarebbe sufficiente un semplicissimo cavetto HDMI/Type-C, noi però abbiamo voluto far le cose per bene e abbiamo creato un kit con alcuni utili strumenti.

  • Cavetto HDMI/HDMI: ce ne sono di tutti i prezzi e i tipi in circolazione, se intendete effetuare il collegamento alla TV allora vi consigliamo che abbia almeno il ritorno Audio in modo da sfruttare eventualmente un impianto audio esterno, quello Amazon Basics va benissimo.
  • HUB USB Type-C: meglio se dotato anche di power delivery per poter ricaricare lo smartphone mentre è collegato. I requisiti minimi sono l’uscita Type-C per essere collegato allo smartphone e una porta HDMI per il collegamento con lo schermo esterno.
    Potete trovarne di tutti i prezzi e qualità, noi abbiamo utilizzato questo della HooToo, che è un buon compromesso tra prezzo e porte disponibili,  ma è possibile risparmiare anche molto se non avete necessità di sfruttarlo per altri motivi.
    Vi ricordiamo però che avere più porte vi permette eventualmente di collegare un controller cablato o una tastiera o perché no una chiavetta USB.
  • Controller: in un kit da gaming non può mancare un controller, perfetto se Bluetooth in modo da non avere cavetti che impicciano, ma se vi siete dotati di un HUB Type-C con porte aggiuntive, allora potete pensare di collegarlo direttamente via cavo.
    La nostra scelta è ricaduta su questo fantastico modello della YIKESHU che di vintage ha solo l’aspetto, è in realtà completissimo di tasti e levette ed è compatibile anche con Windows, Mac e Nintendo Switch.

I collegamenti sono semplicissimi, dovete solo accoppiare lo smartphone alla Type C in uscita del HUB e a sua volta collegare questo all’alimentazione sulla porta PD e alla TV o monitor attraverso il cavo HDMI.
Via Bluetooth poi potrete fare l’associazione con il controller, eventualmente anche con impianti stereo esterni.

Giocare in stile vintage o moderno? A voi la scelta

Ecco questa forse è la parte più divertente, partendo in ogni caso dal presupposto che il vostro collegamento funzionerà benissimo con tutti i giochi disponibili per Android, anche i più esosi saranno gestiti senza problemi, potrete dedicarvi alla rivisitazione di giochi del passato attraverso un semplice emulatore da installare sullo smartphone.

In realtà non è nulla di troppo complesso, si tratta di una semplice app da scaricare gratuitamente dal PlayStore, si chiama ClassicBoy.
In app potrete anche acquistare la versione Pro, ma anche con quella gratuita non avrete grosse limitazioni.

Attraverso l’emulatore potrete simulare diverse console classiche, per non dire preistoriche, ma tutte dotate di un particolare fascino.
Sarà anche possibile personalizzare i comandi del controller per ricalcare quelli dei joystick originali, insomma largo alla fantasia perché non ci sono davvero limiti.

Sul PlayStore esistono tanti altri emulatori, alcuni specifici per alcune console, altri più generali, il ClassicBoy è forse quello più famoso e stabile ma nulla vi vieta di sperimentare.
Abbiamo provato anche Play! emulatore per PS2 ma le performance non ci hanno troppo convinto anche se merita senza dubbio una chance.
Il funzionamento degli emulatori è sempre lo stesso ed è semplicissimo, prima di tutto dovete recuperare il file iso del gioco, detto anche ROM, poi vi basterà salvarlo nella memoria del telefono e selezionarlo all’interno dell’ emulatore.

Vi ricordiamo che scaricare e utilizzare un gioco è legale solo come copia di backup per personale e solo se siete dotati del gioco originale, una delle risorse più complete è il sito Romsmania che raccoglie le ROM di centinaia di giochi del passato.

Non vi resta che provare e farci sapere come è andata, i nostri Samsung Galaxy S8, Samsung Galaxy Note 8 e Huawei Mate 10 Pro si sono comportati a meraviglia ma per eventuali dubbi o richieste siamo sempre a disposizione nel box dei commenti.

Commenti

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  • Un hub meno costoso esiste?

  • Luca Mocci

    Se non sbaglio sull’S8 (o simili) collegandolo al DEX si può scegliere la visualizzazione desktop o il mirror, in quest’ultimo caso non servirebbe l’adattatore.
    Avete provato in queste condizioni se ha gli stessi lag?

    • Matteo Virgilio

      Se con la DeX usi la funzione mirroring questo farà la stessa funzione di un hub usb come quello in video..

  • Andrea Balzarotti

    Ma un controller bluetooth non ha “lag” nei videogiochi? In teoria si potrebbe collegare un controller alle porte usb dell’adattatore, no?

    Video molto interessante; avrei solo fatto un montaggio più lungo per mostrare una sessione di gioco più completa ^^

    • Matteo Virgilio

      Sì, nella guida scritta ho inserito il particolare a cui fai riferimento, però con buoni controller il lag sul comando è completamente impercettibile.

      • Andrea Balzarotti

        Ups, pensavo che il video fosse esauriente. Ottimo sapere che l’input lag sia davvero ridotto. Alla fine, è un modo per concorrere con Switch: giochi sul telefono e col controller in mobilità, e con un paio di cavi hai il retrogaming in qualunque casa ti trovi.

        Sarebbe interessante davvero anche un’analisi più orientata sulla produttività (sfruttando il mirroring, ovviamente).

  • ale217

    Non per qualcosa, ma quel controller è di 8bitdo, quindi il modello che avete voi sarà un clone (mi domando se sia possibile aggiornarlo con i firmware di 8bitdo), magari sarebbe meglio mettere il link a quello ufficiale 😉

    • Matteo Virgilio

      Quello nella guida è l’originale 8bitdo ovviamente, è solo una versione prodotta per YIKESHU, che costa 4-5 euro in meno su Amazon ma si tratta a tutti gli effetti dell’originale.

      • ale217

        Ah ok grazie del chiarimento 😉

  • giacomofurlan

    1080p @ 60 hz è molto di più di quel che il N64 aveva… giocare in 4k o in “1k” la differenza è… inutile.

    • Matteo Virgilio

      Non capisco sinceramente il tuo commento, cosa significa inutile?

      • giacomofurlan

        Nell’esempio del video si sta giocando ad un gioco del Nintendo 64, il quale aveva una risoluzione massima di 384×288 (720×576 interpolato) (risoluzioni possibili: 240p (320×240), 288p (384×288), 480i (640×480), 576i (720×576)). Giocando su uno schermo 4k quindi la risoluzione non può migliorare, anzi con l’upscaling si rischia di diminuirne la qualità per via degli algoritmi di trasformazione.

        Per assurdo sarebbe meglio giocare su un vecchio televisore a 480p (lo standard dell’epoca).

        • Matteo Virgilio

          Va bene ma cosa porta questa considerazione all’interno della guida? Noi abbiamo fatto vedere come si può sfruttare il telefono per utilizzare un po’ di tutto, giochi vecchi tramite emulatore ma anche giochi ultramoderni.
          Che poi la risoluzione del gioco sia alta o bassa non cambia la sostanza, inoltre non abbiamo nemmeno parlato di collegare il tutto ad un display 4K, anche perché il mirroring dello schermo è limitato al FullHD, quindi non avrebbe nemmeno senso.

          • giacomofurlan

            Cito dal video:

            […] “Potevo collegare il mio smartphone già 4-5 anni fa”: vero, verissimo. Infatti con la porta micro-USB si poteva tramite l’uscita MHL collegare uno schermo. Questo è vero, ma la velocità e la risoluzione di questo collegamento era tutt’altra cosa, per cui giocare era praticamente impensabile, mentre con l’uscita type-c con supporto allo standard display port, abbiamo delle velocità di trasferimento decisamente superiori ed una risoluzione maggiore che arriva fino al full-HD in questo caso, e quindi riuscirete ad avere un’esperienza di gioco più fluida […]

            Nel video poi si legge che la porta MHL supporta fino al 720p (o 1080i) a 60hz, mentre il DisplayPort fino a 4k, sempre a 60hz.

            Ora riprendendo il discorso degli emulatori (ma anche della PS1), la risoluzione massima era al più 720p. Quindi criticavo quel discorso: se era una questione di processore (cosa non imputata, visto che ci si è concentrati sulla risoluzione dello schermo) è tutto un altro discorso. Ma dire che giocare “fino al full HD” (1080p) a 60hz sia meglio dei 720p, sempre a 60hz… è come dire che riesci a vedere meglio un foglio 4×4 con un vetro 16×16 rispetto che con un vetro 4×4: il foglio rimarrà sempre “piccolo”. Anzi, se esegui l’upscale, di nuovo, visto che il “vetro” 16×16 non è analogico, rischi artefatti video.

  • Matteo D’Ambrosio

    Ciao io ho un Mate 10 Pro ho cmq bisogno dell’HUB ???

    • Matteo Virgilio

      Se hai altri modi per collegarlo allo schermo no..

      • Matteo D’Ambrosio

        Ho il cavo tipo c HDMI

        • Matteo D’Ambrosio

          Può andare bene quello ??

          • Matteo Virgilio

            Sì, l’unica cosa è che con quello non puoi avere l’alimentazione al telefono mentre è collegato, quindi si scaricherà molto in fretta, solo questo

  • Acida Lisergica 🍄

    Figataaaaaa 👍

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