Avevamo già iniziato a vedere, a novembre dello scorso anno, l’implementazione da parte di Google di alcuni suggerimenti nella barra di ricerca del Play Store, a suo tempo l’azienda rassicurò gli utenti sul fatto che si trattava solo di raccomandazioni proattive per alcune applicazioni che avrebbero potuto essere interessanti per l’utente.
Inizialmente, a differenza di quanto accade di solito (ovvero cliccando sulla barra di ricerca vengono restituite le ultime quattro ricerche effettuate), cliccando sulla barra in questione comparivano tre applicazioni suggerite con tanto di icona, solo dopo aver immesso una lettera apparivano le ricerche effettuate in precedenza dall’utente.
Ora stando a quanto condiviso da Mishaal Rahman su Twitter, sembra che la nuova funzione sia diventata molto più diffusa, nonché leggermente cambiata.
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Il Google Play Store inizia a restituire annunci completi nella barra di ricerca
A quanto pare gli utenti di Regno Unito, Giappone e molte altre regioni stanno già visualizzando annunci quando toccano la barra di ricerca, segno di come Google possa aver avviato una fase di implementazione più estesa per questa funzionalità.



Come potete notare dalle immagini, alcune voci sono chiaramente diverse da quelle precedenti grazie alla presenza della voce Annuncio (Ad) accanto ai nuovi suggerimenti, questi nella maggior parte dei casi vengono visualizzati insieme ai consigli proattivi di Google.
Un’altra differenza rispetto a quanto visto lo scorso anno è rappresentata dal fatto che ora la nuova interfaccia include più informazioni sulle app, come la valutazione della stessa e il numero totale di download, che sono ora indicati nel sottotitolo di ogni suggerimento, sia negli annunci che nei consigli proattivi.
Considerando dunque come la pubblicità rappresenti una parte molto importante del modello di business di Google, è lecito presumere che l’azienda stia testando un nuovo flusso di entrate per compensare alcune delle perdite subite con il Play Store, nello specifico per essere stata costretta a fornire un’opzione per i sistemi di fatturazione di terze parti in alcune regioni.
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