Le porzioni di scocca dedicate alle fotocamere di uno smartphone stanno aumentando a dismisura, le presentazioni degli smartphone ormai sembrano workshop fotografici, la mobile photography si è definitivamente consacrata. In tutto questo, però, c’è un controsenso popolare, in molti denunciano che ormai tutti gli smartphone fanno le stesse foto. Attenzione, non si sta parlando di belle foto, quello ormai è un dato di fatto. In molti si lamentano che tra i vari top camera phone le differenze siano minime e poco impattanti. Cercheremo di essere molto onesti e schietti: è una generalizzazione eccessiva.

Se avete un camera phone da oltre 1200 euro e non state scattando con le opzioni “pro”, state sprecando gran parte delle qualità hardware che avete profumatamente pagato. Spesso e volentieri le opzioni automatiche dei camera phone sacrificano in maniera importante la purezza del sensore che state utilizzando. Se state pensando all’intelligenza artificiale, ai miglioramenti automatici, alla crispness delle foto che vi ritrovate, avete ragione. I settaggi automatici sono eccezionali per scatti quotidiani, per la raccolta dei ricordi. Per fare una bella foto però, quella che avete in mente, non c’è nulla di meglio delle vostre mani, della vostra creatività.

Non pretendiamo di dirvi cosa dovete fare, questa è solo la condivisione di un appassionato di mobile photography che, dopo anni di scatti in giro per il mondo, si è reso conto di portare a casa, alla fine, una manciata di foto realmente valide. L’approccio è cambiato negli anni, meglio poche foto ma buone. Semplificando, scatti in auto settings per il 90% dei casi, il restante 10% quando si ha in mente un certo framing, un certo feel da voler restituire, entrano in gioco i due fondamenti di questo pezzo: UltraRAW ed editing.

Prima di tutto, la macchina: Xiaomi 14 Ultra è un portento

Se si deve pensare ad un top camera phone, la prima cosa che dovrebbe venirvi in mente dovrebbe essere Xiaomi 14 Ultra. Piccolo ripassino tecnico per chi non ricorda quanta tecnologia c’è dentro questo smartphone. Xiaomi ha scelto il miglior sensore in circolazione per la principale, ovvero il Sony LYT-900 da 1 pollice con apertura variabile tra f/1.63 e f/4.0, e un medesimo sensore per le altre 3 fotocamere. Inoltre si tratta di sensori macro che di conseguenza possono essere usati come tali con una distanza massima di 10 cm col tele-obiettivo 3,2x e di 30 cm col tele-obiettivo 5x. Ecco la sezione fotografica di Xiaomi 14 Ultra:

Dettaglio sensori

  • 12 mm: sensore ultra-grandangolare da 1/2,51”: 50 MP, f/1.8, 122°, Dual-Pixel PDAF;
  • 23 mm: sensore principale da 1”, 50 MP, con diaframma variabile a 2 stop: f/1.9 e f/4.0, pixel grandi 1.6um, PDAF, Laser AF, OIS;
  • 75 mm: sensore tele-obiettivo da 1/2,51”: 50 MP, f/1.8, Dual-Pixel PDAF, OIS (nella realtà è un 60 mm che a 75 mm viene croppato);
  • 120 mm: sensore periscopico tele-obiettivo da 1/2,51”, f/2.5 Dual-Pixel PDAF, OIS, 5x zoom ottico;
  • Fotocamera frontale da 32 MP, f/2.0, 22 mm, 0.7 µm.

Ecco, senza essere troppo esagerati ma utilizzare questo Xiaomi 14 Ultra in automatico, è un mezzo delitto. Sfruttare, analizzare e fare pixel peeping su un .jpg derivato da questo 14 Ultra è una riduzione inaccettabile. Normale che ad occhi meno esperti i camera phone facciano tutti le stesse, belle, foto.

Avete ragione, settare uno scatto in manuale richiede troppo tempo per poter essere efficace. Vero solo se avessimo viaggiato su una macchina del tempo che punta indietro al 2016. Oggi non c’è bisogno di settare ISO, tempi ed esposizione. Esiste l’Ultra RAW a 16 bit, un RAW sotto steroidi, a prova di neofita. Cosa non da poco, Xiaomi 14 Ultra permette di scattare in Ultra RAW con tutti i sensori, potendo anche sfruttare tutti i 50 Megapixel pieni rispetto al pixel binning. Dopo questo pezzo fate una prova con le vostre mani e vedrete che i risultati cambieranno come il giorno e la notte.

La collaborazione con Leica non è solo fatta di filtri e ottimizzazioni ma di organizzazione dell’esperienza di scatto. Xiaomi 14 Ultra permette di creare e salvare dei preset per varie situazioni in modo da poter sempre avere a disposizione la configurazione migliore. Volendo è possibile anche settare la fotocamera in apertura sempre con la modalità Pro ed il vostro preset predefinito.

Sono davvero poche le dritte da condividere per avere la miglior resa possibile su Xiaomi 14 Ultra. Prima di tutto, lo ripetiamo, lo scatto deve essere effettuato in modalità Pro. Nelle impostazioni della modalità Pro, è consigliato avere l’opzione griglia attiva con annessa livella. I più smaliziati potranno impostare anche il focus peaking per chi vuole utilizzare la messa a fuoco manuale, la verifica dell’esposizione se anche in questo caso volete andare di completamente manuale ed infine l’utile istogramma.

Noi preferiamo lasciare bilanciamento del bianco, focus, shutter speed, apertura ed ISO tutto in automatico, sarà l’Ultra RAW a venirci incontro. Resta il metodo più user friendly per permettere a tutti di trarre il massimo dai propri sensori. Ecco, appunto, non dimenticate di impostare l’UltraRAW e non il RAW classico, volendo potete anche sfruttare i 50 Megapixel pieni ma in combinazione con l’UltraRAW è possibile solo con il sensore principale. Purtroppo cambiando tra i vari settaggi, l’attivazione dei 50 Megapixel di tanto in tanto potrebbe farvi perdere di vista l’UltraRAW, è quella l’opzione che dovete sempre tenere attiva.

Dalle parole ai fatti: l’editing manuale fa miracoli

Una volta settato tutto per bene, con il framing giusto, vi basta solo premere lo shutter button. Ora il vostro Xiaomi 14 Ultra vi restituirà due file, il semplice .jpg dal peso medio di circa 6 MB ed il buon UltraRAW che può tranquillamente pesare anche il triplo in termini di MB. Già questo dovrebbe farci capire quante più informazioni vengono raccolte grazie all’UltraRAW.

Ad occhio nudo, però, vedrete due scatti molto simili. Ora non è il caso di entrare nel dettaglio di come funzione un file RAW, ancor di più un UltraRAW, ma semplificando all’inverosimile grazie all’editing riuscirete a tirare fuori tutte le qualità “nascoste” di questo formato. Il miglior modo per farlo è uno, utilizzare il miglior strumento per l’editing fotografico. La sua fama è intramontabile, Lightroom con supporto al profilo UltraRAW di Xiaomi 14 Ultra, è il tool da apprendere.

Per esperienza, i migliori risultati si ottengono con l’editing manuale su Lightroom, ma se impostare lo scatto in UltraRAW è semplice, l’editing non lo è. Fortunatamente l’apprendimento è molto veloce ed in realtà c’è un piccolo trucchetto per capire come arrivare a determinati look fotografici anche senza una grandissima esperienza. Lo specifichiamo perché ci rivolgiamo agli appassionati di mobile photography, non ai professionisti che troverebbero queste considerazioni ovvie.

Per familiarizzare velocemente con Lightroom, oltre al classico metodo trial and error, si può utilizzare l’editing automatico o i preset. La cosa bella di Lightroom rispetto ad altre app con preset automatici o con auto editing è che permette all’utente di vedere cosa è stato cambiato per raggiungere quel risultato, volendo si può anche editare sul lavoro automatico di Lightroom. Si può andare a ritroso e capire cosa fanno i vari parametri ma crediamo che un approccio trial and error, alla lunga, dia più soddisfazione.

Abbiamo fatto un piccolo esperimento, siamo andati a scattare in giro come dei veri e propri turisti, non siamo andati alla ricerca dello scatto perfetto, non siamo usciti per una sessione fotografica, siamo usciti per una passeggiata ed abbiamo scattato le classiche foto di tutti i giorni ma lo abbiamo fatto in UltraRAW. La classica passeggiatina per le vie turistiche, andare da un punto di interesse all’altro, nulla di più semplice.

Ma nella sua semplicità quest’esperimento ha dato i suoi frutti, quelle che agli occhi dei più possono sembrare le classiche, bellissime, foto da turista, cambiano profondamente e diventano scatti che nel caso di Xiaomi 14 Ultra, quasi si fatica a distinguerle da una camera professionale.

Informazione importante

Tutte le immagini presenti in questo articolo sono state ridimensionate. Inoltre l’upload distrugge la qualità degli scatti. Consigliamo di scaricare tutti i sample fotografici con i file UltraRAW da analizzare a questo link Google Drive.

Un esempio è questo scatto, semplicissima foto della Galleria Umberto I di Napoli vista da lontano, nulla di speciale, già il .jpg è clamoroso, c’è dettaglio, contrasto, colori naturali ed un azzurro del cielo vivace. Editi l’UltraRAW ed il mood cambia, si recupera una dinamica che non sembra appartenere allo stesso sensore, i dettagli vengono preservati, la pulizia dell’immagine migliora, ora lo scatto ha carattere. Possa piacere o meno lo stile di editing, quello è un altro paio di maniche ma prestate attenzione alle cinque colonne grigie, ci sono i file originali da visionare, guardate come nel .jpg sia tutto nero, non si riesce a vedere cosa c’è dietro le colonne, nel file editato UltraRAW quelle informazioni lì sono preservate alla perfezione, senza creare pastrocchi strani.

Lo stesso vale per tutti gli altri scatti che abbiamo portato a casa e lo ripetiamo ancora una volta, non abbiamo in nessun modo forzato lo scatto, non siamo andati in zone pittoresche per aiutarci in questa piccola sperimentazione. Volevamo dimostrare quello che per un vero appassionato è ovvio, un file grezzo lavorato è il massimo desiderabile.

Questo però chi acquista uno smartphone top di gamma per fare belle foto spesso non lo sa. Vuoi per lacune in ambito fotografico più che giustificate, vuoi per la moda del momento della computational photography accentuata da AI che è utilissima nella vita di tutti i giorni ma che per funzionare a dovere, pone sicuramente qualche compromesso da accettare ben volentieri per ragioni di praticità.

Ed ecco che magicamente tutti gli smartphone fanno le stesse foto, ecco che un sensore più piccolo o più grande vengono valutati allo stesso modo, ecco che uno smartphone dalle spiccate doti fotografiche come Xiaomi 14 Ultra viene valutato come tutti gli altri top di gamma quando dietro c’è una ricercatezza dei dettagli, nelle scelte software, nella carrozzeria hardware invidiabile. Anche una grande macchina deve essere messa nelle condizioni di operare bene, non solo nelle mani migliori ma anche di poter esprimere le sue potenzialità liberamente. L’UltraRAW e un pizzico di editing permettono a questo Xiaomi 14 Ultra di esprimersi al 100% delle sue possibilità, sono queste le condizioni che lo rendono lo smartphone più appetibile per chi ama fare foto.

Attenzione però, non stiamo dicendo che Xiaomi 14 Ultra riesca ad essere il miglior camera phone in circolazione solo con UltraRAW e conseguente Lightroom. Questo è davvero un gran camera phone e la dimostrazione arriva da uno scatto che per errore non abbiamo scattato in UltraRAW ed è forse lo scatto più riuscito del nostro esperimento e per ironia della sorte, è un .jpg. Un gran bel .jpg che sembra confutare l’intero articolo, è il bello della fotografia.

Per approfondire su Xiaomi 14 Ultra

Abbiamo recensito Xiaomi 14 Ultra qualche mese fa, puoi leggere la recensione qui. Abbiamo anche pubblicato un video focus sulla sezione fotografica, puoi vedere il video qui. Xiaomi 14 Ultra è anche calato di prezzo: