Samsung, LG e Acer: la #Brexit preoccupa i colossi

La Gran Bretagna ha deciso di abbandonare l’Unione Europea, dopo il voto referendario della giornata di ieri; sebbene passeranno circa due anni prima che l’abbandono diventi effettivo, dalla Corea arrivano le prime preoccupazioni riguardanti i colossi tecnologici.

Samsung e LG, secondo il The Korea Herald, verranno influenzate economicamente da questa decisione; una notizia che non sorprende, visto che sebbene i due giganti coreani non abbiamo impianti di produzione nel paese, potrebbero subire cali nelle vendite.

Diminuzione delle vendite legata ad un atteso aumento dei prezzi, legati a nuovi costi di importazione (la direttiva ratificata qualche settimana fa dal Parlamento Europeo con l’obiettivo di cancellare i dazi doganali per i prodotti tecnologici non varrà, a questo punto, per il Regno Unito) e ad una sterlina che perde parte del suo valore.

Anche Acer si aspetta una domanda più debole dall’Europa, in risposta a un calo della fiducia dei consumatori e alle fluttuazioni dei cambi: a dirlo è il CEO dell’azienda, Jason Chen, il quale ha però precisato che non è al momento possibile valutare la gravità dell’impatto. Samsung, addirittura, potrebbe prendere in considerazione la possibilità di trasferire la sua sede centrale europea da Londra ad un altro paese.

Quale sarà secondo voi l’impatto Brexit sul settore tecnologico? Fatecelo sapere con un commento qui sotto.

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Commenti

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  • dgero83

    Non uscirà mai. Prima Scozia e Ulster prenderanno l’indipendenza, per cui usciranno solo Inghilterra e Galles. Il regno unito tra 2 anni non esisterà più.

  • Valerio Pastore

    “La Gran Bretagna ha deciso di abbandonare l’Unione Europea, dopo il voto referendario della giornata di ieri; sebbene passeranno circa due anni prima che l’abbandono diventi effettivo….”
    È un referendum consultivo… Non è detto che esca, anzi

    • frtagl

      Nope, è un referendum secco che determina il volere del paese.
      A questo punto il premier o chi per lui è obbligato a rispettarlo, richiedendo di attivare il processo di uscita davanti al Consiglio Europeo.
      Può impiegare fino a due anni il processo, ma forse anche meno se le istituzioni europee lo vogliono.

      • Josh Bast

        Erri, è un referendum consultivo. Probabilmente le elezioni di ottobre saranno tipo :
        Se voti noi usciamo , Se voti noi non usciamo

        • frtagl

          Hai ragione, è sì consultivo.
          Ma questo perché il governo ha deciso di demandare al popolo la decisione, e visto l’enorme partecipazione al voto il parlamento non può non seguirlo. Sarebbe probabilmente illegale (non conosco i testi costitutivi inglesi da poterlo dire con certezza), come da noi è illegale andare contro i risultati di in referendum.

          Probabilmente Cameron eviterà di ratificare la scelta, lasciando al Parlamento che però è tenuto almeno a non andarci contro (potrebbero sciogliere le camere per evitarlo, ma si sarebbe da capo con un’altra elezione!).

          In ogni caso è errato dire che non ci sarà l’uscita, le istituzioni britanniche la chiederanno.

          • Josh Bast

            Non è detto, se nel caso realmente Scozia ed Irlanda del nord si prepareranno a referendum sull’indipendenza e di conseguenza anche il Galles per seguire l’onda emotiva e tutti e tre i referendum avranno sondaggi a favore o di molto a favore, potrebbero bloccare tutto per non distruggere il Regno Unito.

          • frtagl

            Il Galles ha votato pesantemente a favore dell’uscita, dubito che mollerà l’Inghilterra.
            Forse solo la Scozia potrebbe valutarlo, per restare in Europa, per il resto tanti volevano uscire pure in Eire!

          • Josh Bast

            Attento, io non ho detto che il galles vuole l’unione europea, ma che vuole l’indipendenza, quello sì.
            Io ho detto che se l’irlanda del nord e la scozia chiederanno l’indipendenza ed il galles a seguire (sfruttando l’ondata indipendentista dei primi due) e questi avranno tutti e tre a favore dell’uscita il processo si potrebbe bloccare per non distruggere una nazione.
            Anche perchè già domani si inizieranno a fare sondaggi su questi temi.

          • Danilo Mancino

            Il referendum è consultivo e solo una decisione del parlamento può chiedere ufficialmente l’uscita dall’unione europea, ovviamente nessuno si sogna di non farlo anche se non sarebbe illegale.
            Quello che vogliono fare chi ha chiesto l’uscita è avviare i negoziati (quelli che potrebbero durare due anni) prima della richiesta formale di uscita per capire meglio cosa aspettarsi una volta fuori, ma l’unione europea ha già risposto che prima chiedono l’uscita e poi se ne aprla di avviare negoziati, perchè vogliono che la decisione sia irrevocabile.
            Certo che se ne frattempo scozia e irlanda del nord dovessero chiedere referendum per l’indipendenza e dovessero vincere… (l’utimo referendum per l’indipendenza della scozia ha perso 55 a 45 ma sapevano che sarebbero rimasti nell’unione europea, adesso è diverso)

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