Nell’ultimo anno sono stati oltre 3,2 milioni gli italiani vittime di truffa o di un tentativo di frode nell’ambito della telefonia fissa o mobile. Il dato emerge da un’indagine condotta per Facile.it dall’istituto di ricerca mUp Research, che ha stimato il danno economico complessivo in 731 milioni di euro.
Un numero impressionante che fotografa un fenomeno in continua crescita, alimentato dalla diffusione di nuove tecnologie e dalla capacità dei truffatori di adattare le proprie tecniche ai canali più utilizzati dai consumatori.
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Finti call center, SMS e app: i canali preferiti dai truffatori
I dati dell’indagine rivelano che i canali più sfruttati per le frodi sono stati, sia per la telefonia fissa che mobile, i finti call center (67% fissa vs 44,2% mobile), le false email (33% fissa vs 32,6% mobile) e gli SMS (16,5% fissa vs 25,6% mobile). Per la telefonia mobile, in quasi un caso su quattro, la truffa o il tentativo di frode sono avvenuti tramite le più moderne app di messaggistica istantanea.
Il danno medio per le vittime della telefonia fissa è stato di 209 euro, mentre per la mobile di 176 euro. Cifre che, sommate, raggiungono l’impressionante cifra di 731 milioni di euro.
Uno dei dati più preoccupanti emersi dall’indagine riguarda la scarsa propensione a denunciare. Più di una vittima su due (59,4%) non ha presentato denuncia. Le motivazioni principali? Il 45,7% ha dichiarato di non averlo fatto perché il danno economico era troppo basso, il 10,1% per senso di ingenuità e il 7,8% per non voler rendere noto l’accaduto a familiari e amici.
Contrariamente a quanto si possa pensare, a subire più frequentemente una truffa o un tentativo di frode nell’ambito della telefonia mobile sono i più giovani. A fronte di una media nazionale del 6%, la percentuale raggiunge l’8,7% nella fascia 25-34 anni e arriva addirittura al 10,7% tra i 18-24enni.
Per la telefonia fissa, invece, i più colpiti risultano essere i consumatori con età compresa tra i 35 e i 44 anni. Un altro dato interessante emerge analizzando il grado di istruzione delle vittime: fra chi ha un titolo di studio universitario, l’incidenza è pari a più del doppio rispetto alla media.
Come riconoscere le truffe
Per aiutare i consumatori a riconoscere e sventare le truffe telefoniche, Facile.it ha redatto un vademecum in cinque punti che raccoglie le principali accortezze da adottare per non cadere nelle trappole dei malintenzionati.
La prima regola è non pagare mai in contanti i tecnici che si presentano a casa: le compagnie telefoniche non prevedono pagamenti in loco, ma gestiscono tutto tramite bollettino, bonifico o carta di credito.
Attenzione anche ai finti operatori che chiamano sostenendo che ci sono bollette non pagate e chiedono IBAN e codice di migrazione: le chiamate vengono registrate e, con un abile montaggio, potreste ritrovarvi con un nuovo contratto senza saperlo. Se avete dubbi, verificate direttamente sul sito del vostro operatore.
Un’altra frode diffusa è quella del finto consulente che insiste per un incontro di persona, spesso rivolgendosi ad anziani con un linguaggio tecnico confuso; le compagnie telefoniche prediligono sempre i canali a distanza, quindi non accettate mai appuntamenti di questo tipo.
Attenzione anche alle chiamate da numeri sconosciuti che cadono dopo uno squillo: l’obiettivo è spingervi a richiamare per addebitare costi esorbitanti. Verificate online se il numero è già segnalato come fraudolento, e diffidate anche di messaggi e app con link sospetti.
Infine, prima di sottoscrivere qualsiasi contratto, leggete attentamente le clausole per evitare costi nascosti come l’invio o il noleggio del modem, servizi a pagamento non richiesti o differenze tra velocità dichiarata e velocità effettiva. Un controllo preventivo può evitare brutte sorprese in bolletta.

