Stando ad un nuovo report, la decisione di Google di “abbandonare” Samsung e affidarsi a TSMC per la realizzazione di Tensor G5, il processore della serie Google Pixel 10, ha rappresentato per il colosso coreano una sorta di shock.
A renderlo noto è stato il popolare leaker Jukanlosreve, che su X ha pubblicato un lungo post con il quale spiega che Samsung Electronics al momento sta verificando la competitività della sua fonderia di semiconduttori e, allo stesso tempo, sta provando a risolvere alcuni dei problemi fondamentali riscontrati sino ad oggi.
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Samsung ha subito uno shock da Google
Il caso di Google viene considerato dall’azienda coreana emblematico, in quanto il colosso di Mountain View per anni si è affidato a Samsung per la realizzazione dei processori della serie Google Pixel e la scelta di passare a TSMC è stata un duro colpo.
Pare che ieri Samsung Electronics abbia tenuto una riunione strategica globale al fine di valutare la situazione e capire quali potrebbero essere i correttivi da adottare per rendere più competitiva l’offerta del colosso coreano, il tutto con la consapevolezza che con l’intensificarsi della concorrenza per i processi avanzati al di sotto dei 5 nm il divario con TSMC è andato ampliandosi.
Sembra che i problemi nella partnership tra Samsung e Google si siano intensificati quando la resa del colosso coreano (ossia la percentuale di prodotti buoni rispetto a quelli realizzati) ha iniziato a diminuire con il passaggio ai 3 nm.
A complicare la situazione vi sono anche le difficoltà incontrate nello sviluppo del processo a 2 nm, la cui produzione di massa è prevista per la seconda metà di quest’anno (qualcuno però teme che l’azienda possa essere costretta a posticipare).
Exynos 2600, processore basato proprio sulla tecnologia a 2 nm, dovrebbe trovare ampio spazio sulla serie Samsung Galaxy S26 e il colosso coreano spera che possa rappresentare una sorta di punto di partenza per una vera e propria riscossa delle sue fonderie.