Risale al 2020 l’inizio di una causa promossa nei confronti di Google e relativa alla pratica del colosso di Mountain View di tracciare le attività degli utenti anche durante l’uso della modalità di navigazione in incognito di Google Chrome.

Ebbene, a distanza di tre anni il colosso statunitense ha deciso che è arrivato il momento di mettere fine a tale controversia, sebbene allo stato attuale i termini dell’accordo raggiunto non siano stati ancora divulgati.

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Google Chrome a processo per la modalità incognito

Ricordiamo che la modalità di navigazione in incognito rappresenta quella particolare funzione di Google Chrome in virtù della quale gli utenti possono effettuare ricerche e visitare siti Web senza che i dati vengano salvati nel browser.

Sono in tanti a ritenere che questa modalità nasconda anche il proprio ISP e l’elenco dei siti Web visitati ma in realtà non è così che funziona e ciò ha dato il via alla causa intentata nel 2020, con la richiesta di condanna per il colosso di Mountain View al pagamento di oltre 5 miliardi di dollari (in particolare, Google è stata accusata di continuare a raccogliere dati in modo non autorizzato da chiunque usa la navigazione in incognito su Google Chrome).

Lo scorso agosto il giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha deciso che la causa in questione sarebbe andata avanti, mettendo in dubbio che gli avvisi mostrati dal popolare browser fossero in grado di consentire agli utenti di essere pienamente consapevoli di come funzioni effettivamente la modalità in incognito.

A quanto pare, il team di Google ha deciso di trovare un accordo per evitare che la controversia legale prosegua e il prossimo mese sarà presentato alla corte, in modo da poter essere approvato a febbraio.

Nel corso delle prossime settimane ne sapremo certamente di più.

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