Durante la recente conferenza Google I/O 2023 dedicata agli sviluppatori, Google ha svelato un interessante progetto su cui sta lavorando: Universal Translator (traduttore universale). Si tratta di uno strumento in grado di tradurre i video da una lingua all’altra, mantenendo il tono e l’atmosfera generale del discorso originale. Ma come funziona esattamente questa innovativa tecnologia e quali sono le implicazioni etiche legate al suo utilizzo? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Universal Translator porta la traduzione audiovisiva ad un passo successivo

L’obiettivo di Universal Translator si presenta audace e innovativo: oltre a tradurre l’audio di un video da una lingua all’altra, punta a replicare la voce, il tono e le espressioni facciali dell’oratore originale. In sostanza, il sistema sarà in grado di sincronizzare i movimenti labiali del soggetto nel video alle parole pronunciate nella lingua di destinazione, raggiungendo un risultato estremamente realistico.

Il funzionamento di Universal Translator si basa su quattro fasi principali, qui elencate in ordine:

  • Rilevamento delle parole nel video e loro traduzione nella lingua di destinazione.
  • Analisi del tono dell’oratore e dell’enfasi posta sui vari elementi del discorso.
  • Generazione del discorso tradotto, tenendo conto delle caratteristiche vocali dell’oratore originale.
  • Sincronizzazione dei movimenti delle labbra dell’oratore nel video con la pronuncia della voce generata dall’intelligenza artificiale.

Google limita l’accesso per questioni etiche

Sebbene la novità da poco presentata sia estremamente promettente e porti con sé infinite possibilità, è fondamentale tenere presente che una tecnologia avanzata come Universal Translator potrebbe essere impiegata in modo inappropriato per creare deepfakes, cioè video alterati per mostrare individui reali in situazioni o discorsi mai realmente vissuti. Per tale ragione Google ha optato per limitare l’accesso a Universal Translator: almeno per il momento, soltanto partner autorizzati potranno sfruttare questa tecnologia per finalità costruttive, escludendo di conseguenza gli utenti comuni.

Nonostante tale scelta possa apparire restrittiva riguardo alle possibilità offerte da questa funzione innovativa, essa contribuisce a preservare un certo equilibrio nel contenimento della diffusione di materiale falso e potenzialmente lesivo all’integrità delle persone coinvolte nei video manipolati.

Le potenzialità del traduttore universale nel futuro

Nonostante le restrizioni d’accesso di cui abbiamo parlato, Universal Translator rappresenta un passo avanti significativo nel campo della traduzione audiovisiva e potrebbe avere importanti applicazioni nel settore dell’intrattenimento, dell’informazione e della comunicazione interculturale. A titolo di esempio, potrebbe consentire la creazione di doppiaggi più naturali e convincenti per film e serie TV, facilitare la comprensione di discorsi e conferenze tenute in lingue diverse, o addirittura favorire una maggiore integrazione tra persone di diverse culture e tradizioni linguistiche.

Insomma, questa nuova funzione di traduttore universale si preannuncia come una rivoluzione nel mondo della traduzione e della comunicazione globale. Non ci resta altro che attendere ulteriori sviluppi per capire come questa nuova tecnologia andrà ad evolversi nel corso del tempo.

Potrebbe interessarti anche: Google rafforza sicurezza e privacy di Gmail e Drive: ecco le novità annunciate