Quasi dieci anni dopo il loro debutto, il Samsung Galaxy S8, il Galaxy S8+ e Note 8 stanno ricevendo un aggiornamento software che nessuno si aspettava. Samsung, che aveva ufficialmente chiuso il ciclo di supporto di questi modelli anni fa, ha infatti deciso di distribuire una nuova versione firmware proprio sui dispositivi collegati alla rete statunitense di Verizon, per quella che è una mossa fuori dagli schemi. Di norma, infatti, quando uno smartphone raggiunge la fine del proprio percorso di aggiornamenti, scompare gradualmente dai radar dei produttori e non riceve più alcun intervento ufficiale.
Questa volta, però, l’azienda coreana ha scelto di fare un’eccezione per tre modelli che restano tra i più amati della sua storia recente, grazie ai display curvi e al design sottile che li avevano reso protagonisti nel 2017.
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L’aggiornamento è una manutenzione mirata
Chi possiede ancora uno di questi modelli di smartphone, magari riposto in un cassetto da anni, non deve aspettarsi però rivoluzioni nell’interfaccia o nuove funzioni di multitasking moderne. Stando alla documentazione diffusa dall’operatore Verizon, infatti, il pacchetto software in arrivo è pensato esclusivamente per intervenire sulla parte più tecnica del sistema. L’obiettivo dichiarato è dunque quello di migliorare l’efficienza operativa complessiva, aumentare la stabilità del dispositivo e ottimizzare alcuni parametri prestazionali, senza toccare l’aspetto visivo o le funzionalità con cui questi telefoni sono sempre stati conosciuti.
Un dettaglio importante riguarda la sicurezza. Nonostante il nuovo intervento, infatti, il livello delle patch resta fermo al 2021. In altre parole, Samsung non sta dunque riportando questi modelli a uno standard di protezione aggiornato ai tempi attuali, ma si limita a una sorta di manutenzione ordinaria pensata per rendere più fluida e stabile l’esperienza quotidiana di chi continua a usarli, senza intervenire sul fronte della protezione dei dati.
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Il precedente ricorda la strategia di Apple
La scelta di Samsung non è del tutto isolata nel panorama tecnologico. Già in passato Apple aveva adottato una strategia simile con il vecchio iPhone 5s, distribuendo aggiornamenti dedicati alla connettività di rete pur trattandosi di un modello uscito dal normale ciclo di supporto da tempo. In quel caso, l’intervento era servito a garantire il funzionamento di alcuni servizi di messaggistica fondamentali, evitando che dispositivi ancora diffusi tra gli utenti perdessero funzionalità essenziali per la comunicazione.
Per Samsung, l’operazione condivide lo stesso spirito di fondo, che è quello di prendersi cura, anche se in modo limitato, di una base di utenti che continua a usare hardware datato ma ancora perfettamente funzionante. Non si tratta di rilanciare i modelli sul mercato, quanto piuttosto di assicurarsi che chi li possiede ancora possa contare su un funzionamento più scorrevole, senza i piccoli intoppi che il tempo e l’usura del software tendono inevitabilmente ad accumulare.
Cosa possiamo aspettarci nei prossimi giorni
Al momento, la distribuzione dell’aggiornamento risulta concentrata sui modelli legati a specifici operatori all’interno degli Stati Uniti, con Verizon che ha fatto da apripista nel processo. È plausibile, secondo le prime indicazioni raccolte, che nei prossimi giorni l’aggiornamento venga esteso anche alle versioni dei dispositivi non legate a un operatore specifico, ampliando così il numero di utenti che potranno beneficiarne.
Resta da capire se questa mossa rappresenti un caso isolato, legato a esigenze tecniche specifiche emerse di recente, oppure se segni l’inizio di un approccio diverso da parte di Samsung verso i dispositivi più anziani del suo catalogo.

