C’è un cambio di rotta piuttosto interessante in casa Amazon per quanto riguarda i suoi dispositivi Fire TV Stick (qui acquistabili su Amazon). Dopo anni di voci e indiscrezioni, infatti, sembra ormai ufficiale: il gruppo di Seattle ha deciso di voltare le spalle ad Android e di puntare tutto su Vega OS, il sistema operativo proprietario sviluppato internamente.

La transizione non è certo arrivata dall’oggi al domani: Vega OS aveva già fatto la sua comparsa ufficiale con il Fire TV Stick Select, il primo dispositivo a montarlo, accolto però con una certa freddezza da parte degli utenti più esperti. Le critiche principali riguardavano l’impossibilità di installare applicazioni esterne al circuito ufficiale (sideloading) e la mancanza di numerose app native, con soluzioni alternative considerate macchinose e poco intuitive.

Nonostante le perplessità iniziali, Amazon ha confermato che anche il nuovo Fire TV Stick HD, lanciato questa settimana, gira su Vega e non su Android. Una notizia che ha chiarito una situazione abbastanza confusa: nelle ultime settimane, le pagine prodotto di Amazon mostravano o meno l’avviso relativo al sideloading a seconda dell’utente, in modo apparentemente casuale, generando non poca incertezza.

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Tutti i prossimi modelli seguiranno la stessa strada

Secondo quanto riportato da Lowpass, che cita fonti interne all’azienda, la scelta di adottare Vega OS non riguarderà solo i modelli attuali: tutti i futuri Fire TV Stick abbandoneranno definitivamente Android. Una decisione che resta sorprendente solo in apparenza, dato che i rumor in questo senso circolano da quasi tre anni.

Ciò che lascia un po’ perplessi è che Amazon continua formalmente a supportare le versioni Android dei suoi dispositivi, rendendo la coesistenza delle due strade quantomeno ambigua, almeno per il momento.

Chi ci perde davvero?

Per la maggior parte degli utenti, la transizione a Vega OS potrebbe passare quasi inosservata. L’utente medio che usa il Fire TV Stick per guardare Netflix, Prime Video o YouTube difficilmente si accorgerà della differenza. La perdita più concreta riguarda il sideloading, ovvero la possibilità di installare app non presenti nel catalogo ufficiale Amazon.

Va detto che una fetta considerevole di chi ricorreva a questa funzionalità lo faceva per accedere a contenuti piratati, un utilizzo che Amazon non ha certo interesse a tutelare. Rimane però una quota di utenti che sfruttava il sideloading per ragioni del tutto legittime: dall’installazione di store alternativi a soluzioni di home automation, passando per app di streaming regionali non disponibili ufficialmente. Per loro, il passaggio a Vega è effettivamente una limitazione.