Torniamo a parlare di WhatsApp, che continua a essere un cantiere aperto con il team di sviluppo che lavora costantemente a migliorie, nuove funzioni e correzioni col fine ultimo di offrire agli utenti un’esperienza completa e matura.
Nelle recenti settimane WhatsApp ha accolto alcune interessanti novità tra cui una funzione per rendere gli aggiornamenti di stato ancora più interattivi, l’arrivo degli username sull’app, lo sviluppo di un tasto di “Log out” e un’opzione per distinguere meglio le chat con Meta AI.
La novità odierna, in fase di distribuzione sul ramo Beta, potrebbe trasformare il modo in cui vengono usati gli aggiornamenti di stato grazie alla possibilità di ricondividere e inoltrare gli aggiornamenti di stato degli altri.
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WhatsApp permetterà di ricondividere e inoltrare gli stati altrui, con un occhio vigile alla privacy
Con l’aggiornamento WhatsApp Beta per Android, versione 2.25.18.9, disponibile sul Play Store per gli utenti iscritti al programma beta, alcuni utenti stanno iniziando a ricevere una nuova funzione che consente di rendere ricondivisibili i propri stati.
Una svolta che, seppur apparentemente piccola, apre nuovi scenari sia per la circolazione dei contenuti sia per il controllo sulla privacy personale.
Fino a oggi, la condivisione degli stati su WhatsApp era estremamente circoscritta. Solo chi veniva citato esplicitamente in uno stato poteva ricondividerlo, così come accade attualmente ancora su Instagram. Tutti gli altri utenti, potevano solo visualizzarlo.
La nuova funzionalità cambia le carte in tavola: come potete notare dalla seguente schermata (via WABetaInfo), al momento della creazione dello stato, infatti, apparirà una nuova opzione, posta inferiormente, che consente di decidere se autorizzare o meno la ricondivisione del contenuto.
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Un piccolo dettaglio che cambia il paradigma degli aggiornamenti di stato, non più un contenuto bloccato all’interno della cerchia di contatti, ma potenzialmente diffondibile a chiunque, sempre se l’utente lo permette.
Sottolineiamo che questa opzione è attiva per ogni singolo stato, offrendo un controllo capillare di ciò che si condivide; infatti non si tratta quindi di una preferenza fissa o di un’opzione nascosta nelle impostazioni, ma di una scelta consapevole che si può fare ogni volta, in base alla natura del contenuto.
Dietro questa novità apparentemente discreta c’è in realtà una strategia ben precisa. WhatsApp sta progressivamente evolvendo da app di messaggistica privata a piattaforma ibrida, dove trovano spazio comunicazioni pubbliche, contenuti informativi e strumenti per aziende e creator.
Questa opzione può rivelarsi molto utile per tutti coloro che intendono ampliare la visibilità dei propri contenuti al di fuori dei propri contatti per raggiungere un pubblico più vasto: ormai WhatsApp viene usato da numerosi business, soprattutto locali, e una funzione del genere potrebbe tornare utile a qualcuno che sta condividendo un annuncio urgente, materiale promozionale relativo alla propria attività o un messaggio importante destinato alla sensibilizzazione della comunità.
Lo stesso vale per annunci importanti, appelli o eventi. In questo senso, WhatsApp si posiziona a metà strada tra i social media e le app di messaggistica.
Naturalmente, una funzione del genere può sollevare dubbi in termini di privacy e WhatsApp sembra aver pensato anche a quello.
Ogni ricondivisione, pertanto, manterrà l’anonimato dell’autore originale al di fuori dei suoi contatti diretti.
Questo significa che chi riceve uno Stato ricondiviso non potrà vedere chi lo ha pubblicato originariamente, solo il primo contatto che ricondivide lo Stato riceverà una notifica se il contenuto viene ulteriormente inoltrato e ogni ricondivisione crea una nuova istanza dello stato, come se fosse stato “copiato” e pubblicato da chi l’ha inoltrato.
In altre parole, WhatsApp spezza la catena della paternità per proteggere l’identità e i dati dell’utente originario: numero di telefono, foto profilo e dettagli personali non vengono mai mostrati a chi è al di fuori della cerchia dei contatti dell’autore del contenuto.
Questa logica si inserisce pienamente nel filone di rispetto della privacy che da anni l’app cerca di promuovere, soprattutto in un’epoca dove la protezione dei dati personali è diventata una priorità per utenti e regolatori.
Al momento della stesura di questo articolo, la funzionalità è in fase di rollout riservata a un numero selezionato di beta tester; WhatsApp ha già annunciato che il rilascio verrà ampliato gradualmente nel corso dei prossimi giorni fino a raggiungere tutti gli utenti del canale Beta dell’app. L’arrivo sulla versione stabile, se tutto dovesse filare liscio, è previsto nelle prossime settimane.
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Come scaricare/aggiornare l’app o provare in anteprima le novità di WhatsApp
Per scaricare WhatsApp per Android o aggiornare l’app all’ultima versione disponibile, sarà sufficiente raggiungere la pagina dell’app sul Google Play Store (tramite il badge sottostante) ed effettuare un tap su “Installa” o “Aggiorna”.
Invece, nel caso in cui siate desiderosi di provare le novità in anteprima che arriveranno sull’app in futuro, potrete rivolgervi al programma beta dell’app (la pagina dedicata al programma è raggiungibile tramite questo link) e scaricare WhatsApp Beta per Android.
Nel caso in cui il programma beta fosse temporaneamente al completo, potrete comunque procedere con l’installazione manuale dei relativi file APK, scaricabili dal portale APK Mirror (la cui pagina dedicata è raggiungibile cliccando su questo link).

