Samsung Galaxy Note 9 dopo 7 mesi: meglio di S10+? La nostra riprova

Samsung Galaxy Note 9 dopo 7 mesi: meglio di S10+? La nostra riprova
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Nel periodo storico in cui tutta l’attenzione del mondo mobile è per i nuovi Samsung Galaxy S10, abbiamo pensato bene di riprovare “l’altro top di gamma” di Samsung, ossia il Galaxy Note 9.

Ovviamente rispetto agli ultimi modelli può sembrare un passo indietro, ma questo dispositivo ha ancora oggi molte caratteristiche interessanti ed uniche che, unite ad un prezzo molto più basso, potrebbero renderlo un best buy nella fascia medio-alta.

Riprova di Samsung Galaxy Note 9

Design, materiali e ergonomia

Dal punto di vista costruttivo, il Galaxy Note 9 non deve invidiare nessuno: solido, premium, mix di vetro e metallo che in mano si sentono e regalano ottime sensazioni. Inoltre è certificato IP68, quindi anche molto resistente: non mi aspettavo niente di meno da un top di gamma ancora attuale.

La colorazione blu mi piace davvero molto, nella sua semplicità gli dà un tocco di personalità in più. Anche la S-Pen gialla aggiunge un po’ di carattere ad un dispositivo altrimenti abbastanza semplice nelle linee (bordi arrotondati a parte).

Il primo problema però, assolutamente soggettivo, riguarda le dimensioni: è un dispositivo davvero enorme, difficile da gestire con una mano anche per il sottoscritto che ho mani più grandi della norma. Arrivare con il pollice ad abbassare la tendina delle notifica e farlo con una sola mano è praticamente impossibile. Anche il peso non è indifferente, appena oltre i 200 grammi.

Non aiutano a contenere le dimensioni le cornici sulla parte superiore ed inferiore del dispositivo: non sono enormi sia chiaro, ma sono abbastanza evidenti in un periodo storico in cui le cornici si assottigliano sempre di più (lo screen-to-body ratio si ferma all’83.4%). Anzi in alcuni casi mi sono tornate utili: quando vedo un video in orizzontale o quando gioco ho una zona in cui appoggiare le dita senza la paura di tocchi involontari. Diametralmente opposte le cornici laterali, ridottissime grazie alla curvatura del vetro. Esteticamente lo rendono più ricercato, ma portano anche due problemi: il primo sono i tocchi involontari molto frequenti, il secondo è un fenomeno di distorsione cromatica a certe angolazioni. Non sono problemi enormi, ma è giusto sottolinearli perché a qualcuno potrebbero dare molto fastidio.

Hardware


Dove il Galaxy Note 9 non sente il passare del tempo è per quanto riguarda il display: un bellissimo Super AMOLED da 6,4″ WQHD+ 2960×1440 HDR10 18,5:9 protetto con un Gorilla Glass 5. Un display in grado di lasciare a bocca aperta sotto ogni punto di vista ogni volta che lo si guarda: vivido, brillante, con neri assoluti, nitidezza estrema e resa cromatica un po’ carica ma sicuramente piacevole. Davvero difficile chiedere di meglio.

Allo stesso modo anche l’hardware rimane da vero top di gamma: troviamo un processore Exynos 9810 octa-core con 6GB di RAM e 128GB di memoria interna, oltretutto espandibile via microSD fino a 512GB (se si usa lo slot della seconda SIM). C’è poco da commentare, è un dispositivo sempre veloce e che con la nuova One UI sembra anche esser migliorato nella velocità di apertura delle applicazioni e nel multitasking. Di certo non è nelle prestazioni che questo Note 9 deve temere la concorrenza.

Software

La One UI ha reso tutto un po’ più “burroso” e veloce, con l’aggiornamento ad Android 9 Pie questo Galaxy Note si è reso più moderno e al passo con i tempi: a livello grafico troviamo forme più smussate, la possibilità di usare meglio la parte bassa del dispositivo, come nei toggle estesi o nel menù delle impostazioni che parte da circa metà schermo (come dicevo prima arrivare nella parte alta del dispositivo col pollice è difficile, quindi questo cambiamento aiuta tantissimo nell’utilizzo ad una mano).

Cito qualche feature che ho apprezzato: c’è ancora il jack audio da 3.5mm (praticamente Samsung è l’unica a crederci ancora), il Bluetooth è in versione 5.0, c’è un velocissimo sensore di impronte digitali sul retro ma si può sbloccare il device anche col volto (non funziona di notte, ma almeno non si sblocca con una mia foto grazie al riconoscimento dell’iride) e lo speaker è stereo, firmato AKG con supporto Dolby Atmos. Inoltre la USB-C 3.1 è compatibile DisplayPort, quindi si potrà accedere all’ambiente desktop ed utilizzare questo Note 9 come fosse un PC con mouse e tastiera.

S-Pen di Galaxy Note 9

Ma parliamo della S-Pen, la vera arma in più e probabilmente l’unica vera differenza con i Galaxy S: si tratta di uno strumento utilissimo per la produttività ma non solo, ora che l’hanno resa Bluetooth; infatti ora può anche essere usata per scattare foto da remoto, per controllare presentazioni o per play/pausa durante un video. Come penna è fantastica, l’esperienza di utilizzo è senza difetti evidenti ed anche il tratto è corrispondente al mio tipo di scrittura. Firmare documenti o prendere appunti al volo è semplicissimo grazie anche alla funzione Quick Note che permette di scrivere al volo non appena estraiamo la penna dal suo slot. Reputo però che questa penna sia uno strumento comunque un po’ “castrato” dalle dimensioni per forza di cose contenute dello smartphone: per assurdo è così precisa e ben fatta che a volte avrei voluto uno schermo un po’ più grande per poterla sfruttare ancora di più.

Batteria e autonomia

Capitolo batteria: troviamo una 4000mAh, dato confortante ma che non sempre mantiene le promesse. O meglio, c’è una premessa da fare: la situazione varia molto a seconda della risoluzione d’utilizzo. Nelle impostazioni dello schermo infatti possiamo scegliere a che risoluzione utilizzare il device, se a quella massima WQHD+ (2960×1440) o ridotta a FHD+ (2220×1080) o anche in HD+ (1480×720):

  • non considero nemmeno HD+ che consiglio solo in casi estremi, come magari in viaggio se non avete la sicurezza di poter caricare il Note 9 durante la notte e sperate che vi faccia due giorni;
  • in FHD+ si ha un’ottima autonomia, una mia giornata stress la concludo con un 30-35% di autonomia e 5 ore di schermo acceso su 15-16 ore di utilizzo;
  • in WQHD+ si ha un’autonomia “normale”, si copre la giornata lavorativa arrivando a sera, e concludo la mia giornata stress col 5-10% con gli stessi valori indicati sopra. Non sempre però si ha la certezza di concludere la giornata se gli chiediamo qualche ora di navigazione con GPS o un po’ di gaming.

Fotocamera

Ultimo aspetto da valutare è quello fotografico: troviamo due sensori da 12MP, il primo wide con apertura variabile f/1.5 e f/2.4 con OIS, il secondo tele 2x con apertura fissa f/2.4. Anteriormente invece troviamo una 8 megapixel con autofocus e apertura f/1.7.

Gli scatti sono ottimi, soprattutto di giorno, con una buona resa cromatica e range dinamico abbastanza ampio. Le macro sono mozzafiato ed i ritratti sempre piacevoli con uno sfumato azzeccato. Anche il sensore zoom non mi è dispiaciuto vista la presenza della stabilizzazione ottica. Di notte la situazione si mantiene su ottimi livelli, con un rumore contenuto e dettagli visibili. Manca ahimé una modalità notte in grado di tener testa a quella Google, quindi non potrà fare miracoli al buio: speriamo che Samsung colmi presto questo gap. Selfie ok di giorni, mentre si soffre un po’ troppo quando la luce cala.

I video arrivano al 4K a 60fps e sono davvero eccellenti, ottima la stabilizzazione, il livello di dettaglio e la resa generale. Non mi hanno deluso in nessuna situazione. Presente il super-slow motion 960fps in HD, divertente ma di qualità appena accettabile.

Ed eccoci alle conclusioni: Samsung Galaxy Note 9 è a tutti gli effetti un top di gamma in ogni suo aspetto quindi è facilmente consigliabile, soprattutto ora che il suo prezzo si aggira attorno ai 600€.


Conclusioni

Quindi il ragionamento finale lo voglio spostare sul confronto con Samsung Galaxy S10+ (recensione), così simile eppure così diverso. Da una parte S10+ ha un design più curato e sinuoso, l’infinity display con cornici ottimizzate ed il tanto discusso foro, la terza fotocamera grandangolare e il sensore sotto il display che fa tanto 2019; dall’altra il Galaxy Note 9 con il suo pennino (funzione ancora esclusiva della serie Note), più adatto ai professionisti e a chi ha un occhio di riguardo per il proprio portafoglio visti i 400€ di differenza.

La conclusione è: queste differenze valgono 400€? Magari il discorso cambierà col deprezzamento di S10+ che avvicinerà i due dispositivi, ma ad oggi il rapporto qualità-prezzo maggiore ce l’ha proprio il Samsung Galaxy Note 9.

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