ASSTEL, l’associazione di Confindustria che rappresenta la filiera delle telecomunicazioni, ha sentito il dovere di rispondere ad un tweet che sta molto facendo discutere nelle ultime ore, e al quale basterebbe applicare un po’ di logica per non considerarlo nemmeno; ebbene sì, perché nel 2020 le bufale sul web sono un problema sempre più serio, sopratutto se a diffonderle sono personaggi che dovrebbero rappresentare figure di rilievo.

No, non c’è nessun legame tra 5G e Coronavirus

Il tweet è infatti di Gunter Pauli, economista belga che all’inizio di marzo è diventato consigliere economico del premier Giuseppe Conte, il quale avrebbe avanzato l’ipotesi di una correlazione tra la nuova rete 5G e il Coronavirus; il tweet in lingua inglese che sotto vi riportiamo recita infatti:

“La scienza deve dimostrare e spiegare le relazioni di causa-effetto. Tuttavia, per prima cosa la scienza osserva correlazioni: fenomeni che risultano apparentemente associati. Applichiamo la logica della scienza: qual è stata la prima città nel mondo coperta dal 5G? Wuhan! Quale la prima regione 5G europea? Il Nord Italia”

Una tesi priva di fondamento scientifico, che va ad associare due fenomeni per i quali proprio la scienza non può dimostrare alcun legame; ecco la nota completa di ASSTEL:

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“Abbiamo letto con enorme stupore l’affermazione formulata da Gunter Pauli di un nesso tra la realizzazione delle reti 5G in Cina e il propagarsi della pandemia. Non possiamo non esprimere grande rammarico e dissenso per una tesi fantascientifica priva di alcun fondamento. Tutte le tecnologie delle telecomunicazioni, incluso il 5G, sono soggette a scrupoloso scrutinio da parte della comunità scientifica internazionale a tutela della salute delle persone e in nessun caso è stato neanche in ipotesi azzardato un nesso così grave con la pandemia.

In questa fase di acuta criticità sanitaria e sociale per il Paese, le reti di telecomunicazioni e tutte le persone che vi lavorano stanno esprimendo il massimo sforzo possibile per venire incontro alle necessità di comunicazione per il lavoro, le istituzioni e le famiglie. Auspichiamo  che questo lavoro possa essere proseguito senza la turbativa di espressioni così palesemente infondate”

Basterebbe davvero poco infatti per smentire una simile affermazione, e badate bene non in modo scientifico ma esattamente nello stesso modo riportato nel tweet (Bergamo e Brescia, le due province più colpite al nord Italia, non hanno progetti attivi relativi al 5G, ad esempio); purtroppo però, come spesso accade in questi casi, la smentita non sempre raggiunge tutti, sopratutto chi la logica non ha i mezzi – o la voglia – di applicarla, e ormai il danno è fatto.