Durante l’evento I/O Connect India rivolto agli sviluppatori e che si è tenuto nelle scorse ore, Google ha annunciato ufficialmente Gemma 4 E2B for TPU, il nuovo modello di intelligenza artificiale che sfrutta al massimo la TPU integrata nel Tensor G5 di tutti i modelli di Google Pixel 10.

Gemma è la serie di modelli IA sviluppata da Google e pensata per poter essere eseguita localmente sui dispositivi senza affidarsi ad una connessione ad Internet. La nuova variante E2B rappresenta un passo in avanti verso un’intelligenza artificiale sempre più integrata nello smartphone e in grado di portare vantaggi evidenti in termini di velocità, privacy e funzionalità.

Google aveva presentato Gemma 4 lo scorso aprile e aveva già dichiarato che questo modello avrebbe rappresentato il punto di partenza per il futuro Gemini Nano 4, la versione più compatta di Gemini progettata per funzionare direttamente in locale sugli smartphone. La variante appena annunciata è stata però sviluppata appositamente per la Tensor Processing Unit (TPU) del Tensor G5, che troviamo esclusivamente a bordo di Google Pixel 10, Pixel 10 Pro, Pixel 10 Pro XL e Pixel 10 Pro Fold.

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Google Pixel 10 diventa sempre più un assistente offline

Ma cosa può fare concretamente Gemma 4 E2B? L’aspetto più interessante del nuovo modello cucito su misura di Google Pixel 10 è ovviamente la possibilità di utilizzare funzioni multimodali completamente offline. Lo smartphone può quindi analizzare testo, immagini e audio direttamente sul dispositivo, senza inviare i dati al cloud e senza necessità di una connessione attiva.

Le capacità multimodali di Gemma 4 E2B rendono quindi possibile conversare con l’intelligenza artificiale anche in assente di rete, per esempio durante un viaggio in aereo, o analizzare immagini scattate con la fotocamera per chiedere in tempo reale informazioni su un oggetto, una pianta o per individuare eventuali problemi visibili, senza consumare dati e mantenendo le immagini in locale. Il nuovo modello va a migliorare anche la gestione dell’audio, rendendo le trascrizioni di lezioni universitarie, riunioni o altro ancora più precise e interamente memorizzate in locale.

Durante l’evento, Google ha mostrato nuove capacità ancora più avanzate grazie alle cosiddette Mobile Actions, ovvero funzioni che permettono all’IA di interagire con alcune impostazioni dello smartphone. In futuro sarà possibile chiedere direttamente a voce o tramite testo di modificare impostazioni del telefono, come per esempio attivare il Wi-Fi, oppure ottenere informazioni e indicazioni attraverso le mappe. L’obiettivo è quindi quello di trasformare lo smartphone in un assistente più naturale, capace di comprendere richieste complesse senza che l’utente debba aprire manualmente le applicazioni.

Per capire meglio e più concretamente quello che è possibile fare con Gemma 4 E2B, Google ha mostrato anche alcuni scenari d’uso più specifici. Grazie al nuovo modello è possibile, per esempio, dare in pasto all’intelligenza artificiale un’idea per una ricetta e trasformarla in una lista della spesa organizzata, arrivando persino a suggerire dove trovare gli ingredienti all’interno di un negozio. Il tutto, ricordiamolo, senza una connessione dati attiva.

Un altro esempio arriva dal settore automobilistico: un meccanico potrebbe fotografare un componente danneggiato di una vettura e ricevere supporto visivo immediato per identificare eventuali problemi o anomalie. Gli sviluppatori, invece, possono sfruttare il modello per realizzare assistenti personali più intelligenti e applicazioni capaci di comprendere meglio l’ambiente circostante: per favorire l’adozione di queste tecnologie, Google ha annunciato nuovi strumenti pensati proprio per semplificare l’integrazione dei modelli IA nelle applicazioni sviluppate per Android.

Questi esempi mostrano la direzione intrapresa ormai da tempo da Google con i suoi Pixel, che puntano a differenziarsi sempre di più dalla concorrenza non solo per Android, ma anche per un’integrazione sempre più stretta tra hardware e modelli linguistici multimodali. Per gli utenti Pixel 10 questo si traduce in funzionalità di intelligenza artificiale più veloci, più attente alla privacy e capaci di funzionare interamente in locale.