Dopo una lunga assenza, ChatGPT torna ufficialmente su WhatsApp anche in Italia a nel resto dell’Unione Europea, OpenAI ha infatti annunciato il rilascio del proprio assistente di intelligenza artificiale sulla popolare piattaforma di messaggistica, consentendo agli utenti di interagire con il chatbot direttamente all’interno di una normale conversazione, senza dover necessariamente installare l’app ufficiale o accedere alla versione web del servizio.
La novità riguarda non soltanto i Paesi dell’Unione Europea, ma anche Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera; il rollout sarà graduale e, almeno inizialmente, potrebbe non essere disponibile per tutti gli utenti.
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ChatGPT torna su WhatsApp: come iniziare a usarlo
Il ritorno del chatbot rappresenta un’inversione di rotta piuttosto significativa. All’inizio del 2026 OpenAI aveva infatti comunicato l’interruzione del servizio su WhatsApp, attribuendo la decisione ad alcuni cambiamenti nelle politiche e nelle condizioni della piattaforma di messaggistica; prima della sospensione, il servizio aveva raggiunto oltre 50 milioni di utenti nel mondo.
Ora l’azienda riporta ChatGPT su WhatsApp con un’esperienza decisamente più completa rispetto al passato e con un obbiettivo ben preciso, ossia rendere l’intelligenza artificiale accessibile direttamente all’interno delle applicazioni che milioni di persone utilizzano ogni giorno.
L’accesso al servizio è stato pensato per essere estremamente semplice, per avviare una conversazione è sufficiente salvare in rubrica il numero +1 800 242 8478, corrispondente al contatto verificato 1-800-CHATGPT, e iniziare una normale chat su WhatsApp.
Il prefisso statunitense +1 non significa che sia necessario possedere un numero americano, anche gli utenti italiani possono utilizzare il servizio, purché il rollout sia già stato attivato per il prefisso internazionale associato al proprio account WhatsApp.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la possibilità di utilizzare ChatGPT senza creare un account OpenAI, chi desidera semplicemente fare qualche domanda o provare il servizio può quindi iniziare immediatamente a conversare.
Naturalmente rimane disponibile anche il collegamento facoltativo con il proprio account ChatGPT, una scelta che permette di ottenere limiti di utilizzo più elevati e un’integrazione più completa con l’app ufficiale e la versione web del servizio.
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Non solo testo: arrivano messaggi vocali e generazione di immagini
Rispetto alla precedente esperienza su WhatsApp, le funzionalità disponibili risultano decisamente più ricche. Gli utenti possono naturalmente inviare messaggi testuali e ricevere risposte direttamente nella chat, ma è possibile anche allegare fotografie affinché ChatGPT le analizzi, inviare messaggi vocali invece di digitare e perfino chiedere la generazione di nuove immagini partendo da una semplice descrizione.
Il supporto alle immagini consente, ad esempio, di fotografare un oggetto per ottenere informazioni, chiedere chiarimenti sul contenuto di un documento o ricevere spiegazioni su ciò che compare in uno scatto. Le note vocali rendono invece il servizio ancora più pratico quando non è possibile scrivere, ChatGPT interpreta automaticamente il contenuto del messaggio e risponde all’interno della stessa conversazione.
OpenAI ricorda comunque di evitare la condivisione di documenti riservati, dati bancari, credenziali di accesso, informazioni sanitarie o altri contenuti particolarmente sensibili.
OpenAI vuole portare l’intelligenza artificiale dove già sono gli utenti
Il ritorno su WhatsApp rientra in una strategia più ampia dell’azienda, l’obbiettivo è infatti ridurre il numero di passaggi necessari per utilizzare ChatGPT, permettendo agli utenti di accedere all’intelligenza artificiale direttamente dalle applicazioni di messaggistica che utilizzano quotidianamente, senza dover installare software aggiuntivi o aprire il browser.
Secondo Emmanuel Marill, vicepresidente e Managing Director EMEA di OpenAI, l’intelligenza artificiale diventa realmente utile quando può essere utilizzata nel luogo e nel momento preferiti dagli utenti, ed è proprio questa filosofia che ha portato l’azienda a riportare ChatGPT su WhatsApp anche nei Paesi europei.
La strategia non si ferma a WhatsApp
L’espansione interessa anche altre piattaforme di messaggistica, OpenAI ha infatti annunciato che ChatGPT sarà disponibile anche su Viber e Kakao, due servizi particolarmente diffusi in specifiche aree geografiche. La scelta riflette la volontà dell’azienda di adattarsi alle abitudini dei diversi mercati: se WhatsApp domina in gran parte dell’Europa, Viber mantiene una presenza significativa in alcune regioni dell’Europa orientale e dell’Asia, mentre Kakao rappresenta uno dei principali ecosistemi digitali della Corea del Sud.
Naturalmente l’esperienza offerta tramite le app di messaggistica non sostituisce completamente quella disponibile sull’app ufficiale di ChatGPT o sulla versione web, dove restano disponibili funzionalità più avanzate come il caricamento di file, la gestione completa della cronologia delle conversazioni e strumenti dedicati alla ricerca approfondita.
Infine, OpenAI invita gli utenti a prestare particolare attenzione ai tentativi di impersonificazione del servizio, per essere certi di interagire con il chatbot ufficiale è necessario verificare che la conversazione avvenga con il contatto verificato 1-800-CHATGPT, associato al numero +1 800 242 8478, evitando profili non verificati o contatti che richiedono password, codici di verifica o pagamenti.
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