Manca praticamente un mese all’evento con cui Google presenterà ufficialmente i Google Pixel 11, smartphone che secondo una recente fuga di notizie dovrebbero essere meno cari del previsto.
Il colosso di Mountain View ha scelto la strada della continuità sul fronte del design e, colorazioni a parte, l’unica novità in tal senso potrebbe essere rappresentata dall’arrivo di LED RGB al posteriore per la funzione Pixel Glow (con conseguente abbandono del termometro sui modelli Pro). Le cose cambieranno, invece, sotto al cofano: i Pixel 11 sono destinati a ruotare attorno al primo SoC Tensor non affiancato da un modem di Samsung. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.
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Tensor G6: il primo SoC di Google senza modem Samsung
Con i Google Pixel 10 o, meglio, con il loro Tensor G5, Google ha abbandonato Samsung per quanto concerne la produzione del SoC, sposando il processo produttivo a 3 nm di TSMC. Nonostante voci di corridoio di fine 2024 avessero suggerito il possibile abbandono totale di Samsung anche per quanto concerne il modem, un leak di giugno 2025 ha riportato tutti coi piedi per terra, confermando che i Pixel 10 avrebbero avuto lo stesso modem Exynos 5400 dei Pixel 9.
I Google Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold che comporranno la gamma 2026, invece, ruoteranno attorno al SoC Tensor G6, protagonista di rumor e indiscrezioni già da oltre un anno ma inquadrabile in maniera sensata solo con le voci trapelate negli ultimi mesi.
Al netto di CPU, GPU, NPU e qualsiasi altra componente di questo SoC, c’è una “speranza” che tiene banco da ottobre 2025: un report dell’epoca suggeriva che i Pixel 11 avrebbero abbandonato il modem Exynos per sposare il modem M90 di MediaTek che, sulla carta, dovrebbe garantire prestazioni di tutto rispetto, anche e soprattutto in ottica efficienza energetica (che è sempre stata l’area critica dei modem Exynos).
Google Pixel 11 Pro Fold certificato dalla FCC
Tornando al presente, uno smartphone della serie Pixel 11 ha recentemente ricevuto le certificazioni di rito dalla FCC (Federal Communications Commission), fondamentali per la commercializzazione del dispositivo negli Stati Uniti.
Parliamo del modello identificato con il codice GZDQ6 che, riprendendo in mano una fuga di notizie di inizio maggio, sapevamo già essere Google Pixel 11 Pro Fold. Questa corrispondenza codice/modello trova ulteriore conferma nella documentazione stessa (documento FCC RF Exposure Report) che include due immagini che svelano la natura pieghevole del dispositivo.
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Come spesso avviene, questa documentazione ci permette di scoprire le altre tecnologie di connettività supportate dallo smartphone: Bluetooth, Bluetooth LE, LTE, Wi-Fi 7, UWB, NFC e Thread, oltre ovviamente al supporto alle reti 5G.
La conferma più importante, però, è quella che riguarda il modem che troveremo integrato nello smartphone: i colleghi di Android Authority hanno infatti individuato riferimenti all’algoritmo MediaTek TA-SAR v2 a pagina 30 del documento FCC SAR Test Report.
Questa evidenza va a confermare la presenza di un modem MediaTek senza però svelare l’identità del modem stesso: nel caso in cui i leak di fine 2025 fossero corretti, dunque, Google Pixel 11 Pro Fold (e gli altri tre Pixel 11 attesi il mese prossimo) avranno il modem MediaTek M90 invece dell’Exynos 5400. La speranza è che le cose migliorino, sia in termini di ricezione che in termine di consumi/gestione delle temperature.
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Continuando con Google Pixel 11 Pro Fold, che con molta probabilità non arriverà dalle nostre parti (a meno che Google non decida che anche noi siamo “pronti” per i suoi pieghevoli), l’indiscrezione di maggio sopra-citata suggeriva che il pieghevole potesse avere una batteria da 4.658 mAh (capacità minima), 12 o 16 GB di memoria RAM, un display esterno OLED da 6,4 pollici con risoluzione FHD+, refresh rate variabile (a step) tra 60 e 120 Hz e luminosità di picco a 3.600 nit, un display interno LTPO OLED da 8 pollici con risoluzione 2.076 x 2.160 pixel, refresh rate adattivo da 1 Hz a 120 Hz e luminosità di picco a 3.500 nit e un comparto fotografico triplo.
Come spesso avvenuto negli ultimi anni con i modelli della gamma Pixel, è molto probabile che nelle prossime settimane arrivino tante indiscrezioni a togliere qualsivoglia “brivido” dell’ignoto sugli smartphone, anticipando Google in tutto e per tutto. Intanto, il countdown verso il Made by Google ’26 è già ufficialmente partito.





