Negli ultimi mesi gli agenti IA sono diventati uno degli argomenti più discussi nel settore dell’intelligenza artificiale, sempre più aziende stanno lavorando a sistemi in grado non solo di rispondere alle domande degli utenti, ma anche di eseguire attività in autonomia, interagire con applicazioni e automatizzare numerosi flussi di lavoro. Tra i progetti più interessanti c’è anche OpenClaw, piattaforma open source che punta a offrire un assistente IA eseguibile in locale e controllato direttamente dall’utente.

Nelle scorse ore il progetto ha compiuto un nuovo passo annunciando il debutto dell’app ufficiale per Android e iOS, pensata per permettere agli utenti di portare il proprio agente IA sempre con sé; le prime impressioni tuttavia, non sembrano essere particolarmente positive.

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L’app OpenClaw permette di utilizzare il proprio agente IA anche in mobilità

Come annunciato dal team di sviluppo, la nuova applicazione rappresenta un’estensione del Gateway OpenClaw, il componente che gli utenti possono configurare sui propri computer per gestire in modo privato il funzionamento degli agenti IA.

L’app Android non sostituisce quindi il gateway, ma si collega a quest’ultimo tramite un codice QR oppure un codice di configurazione, consentendo di accedere alle principali funzionalità direttamente dallo smartphone.

Una volta completata la configurazione, gli utenti possono conversare con il proprio assistente, utilizzare una modalità vocale in tempo reale con supporto push-to-talk, approvare le azioni richieste dal gateway e ricevere notifiche relative ai flussi di lavoro in esecuzione.

L’applicazione permette inoltre, previo consenso dell’utente, di mettere a disposizione dell’agente IA alcune funzionalità dello smartphone, come fotocamera, posizione, notifiche e condivisione dello schermo, ampliando così le possibilità di automazione anche quando si è lontani dal computer.

Per chi utilizza già OpenClaw come piattaforma principale per gli agenti IA, si tratta quindi di un’aggiunta particolarmente interessante, destinata a rendere l’esperienza molto più flessibile.

Se dal punto di vista delle funzionalità l’idea appare promettente, lo stesso non si può dire dell’interfaccia utente, che è già finita al centro delle prime critiche. Le immagini pubblicate sul Play Store (e che potete vedere poco sopra) mostrano infatti un design estremamente minimale e ancora piuttosto acerbo. In alcune schermate, ad esempio, l’intestazione dell’app finisce addirittura sotto la barra di stato di Android, sovrapponendosi all’orologio e alle icone delle notifiche.

Secondo chi ha avuto modo di provarla, la situazione migliora leggermente su alcuni dispositivi, ma l’impressione generale è quella di un’applicazione ancora lontana dall’offrire un’esperienza rifinita.

Va comunque ricordato che OpenClaw non ha mai fatto dell’aspetto grafico uno dei suoi punti di forza. Anche la versione desktop della piattaforma privilegia infatti la funzionalità rispetto all’estetica, proponendo un’interfaccia fortemente orientata agli utenti più esperti e basata in larga parte sulla riga di comando.

Oltre alle critiche rivolte al design, emergono anche diversi problemi dal punto di vista tecnico; le prime recensioni pubblicate sul Play Store risultano infatti prevalentemente negative e, al momento della pubblicazione, l’app presenta una valutazione media di appena 2,2 stelle. Numerosi utenti segnalano difficoltà nell’associare il gateweay, malfunzionamenti durante la configurazione iniziale e una generale instabilità dell’applicazione.

Alcuni commenti arrivano addirittura a definirla inutilizzabile o la peggiore app mai utilizzata, evidenziando come questa prima versione necessiti ancora di numerosi interventi prima di poter offrire un’esperienza realmente affidabile.

Non si tratta però di una situazione insolita per progetti di questo tipo, OpenClaw è infatti una piattaforma ancora in rapida evoluzione e il debutto delle applicazioni mobili rappresenta soltanto uno dei primi passi verso un ecosistema più completo, destinato probabilmente a migliorare con i futuri aggiornamenti.

Per gli utenti interessati agli agenti IA eseguiti in locale e orientati alla privacy, l’app potrebbe quindi rappresentare una base interessante su cui costruire, ma almeno in questa fase iniziale sembra ancora esserci parecchio lavoro da fare sul fronte della stabilità e dell’esperienza d’uso.