Sono trascorsi poco più di sei mesi dall’articolo in cui avevamo raccontato che Amazon aveva chiarito come Fire TV non sarebbe passata del tutto a Vega OS, restando ancora a lungo legata a Fire OS basato su Android.

Ora la questione è tornata al centro del dibattito grazie a un’intervista approfondita rilasciata da Aidan Marcuss, vicepresidente Fire TV di Amazon, al sito britannico Cord Busters, in cui vengono finalmente spiegate le motivazioni dietro la transizione verso il sistema operativo proprietario, anche se non tutte convincono fino in fondo.

L’intervista parte dalla domanda che più ha polarizzato la community degli utenti ovvero: “se i clienti Fire TV avevano adottato la piattaforma proprio per la sua apertura, perché Amazon ha deciso di muoversi verso un ecosistema chiuso?”. Facciamo chiarezza.

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L’argomento più solido è l’hardware più economico

La risposta arriva in più parti, e quella più difficile da contestare riguarderebbe l’hardware; infatti, VegaOS è una piattaforma estremamente leggera, e questo permette ad Amazon di costruire dispositivi Fire TV ancora più economici.

Marcuss ha spiegato che “Vega rappresentava un’opportunità per continuare a innovare e fornire più funzionalità, anche sui dispositivi meno costosi“, citando come esempio il Fire TV Stick 4K Select, che monta appena 1 GB di RAM.

Va detto che è effettivamente vero visto che un sistema operativo più snello richiede meno risorse hardware, traducendosi in dispositivi più economici da produrre.

Tuttavia, come fa notare lo stesso intervistatore, finora i dispositivi basati su VegaOS non sono stati sensibilmente più economici di quelli equivalenti basati su Android, e considerando l’attuale disastroso contesto di mercato segnato dai rincari sui prezzi dei semiconduttori, non sembra particolarmente probabile vedere a breve un cambio di rotta sui prezzi.

La questione sicurezza e pirateria

Marcuss ha poi toccato il tema della sicurezza, definendolo “una delle priorità principali nella mia testa”. Affrontando direttamente l’argomento del sideloading utilizzato su Fire TV per installare app pensate per la pirateria, il dirigente ha spiegato che non si tratta di “una verità specifica della piattaforma Fire TV“, aggiungendo che le app che facilitano la pirateria, così come altre applicazioni, possono contenere malware, e che esiste una “buona quantità di prove” del fatto che le app possano trasportare codice e comportamenti indesiderati quando vengono installate tramite sideload.

Va detto che questo argomento, per quanto fondato dal punto di vista tecnico, non spiega da solo perché Amazon abbia scelto di chiudere completamente l’ecosistema invece di introdurre controlli di sicurezza più granulari mantenendo l’apertura della piattaforma.

La questione delle app Android non più compatibili

L’intervistatore ha poi continuato a pressare Marcuss, sollevando un altro problema cruciale legato al cambio di piattaforma: VegaOS non funziona con le app Fire TV esistenti basate su Android, il che significa che migliaia di applicazioni non sono più compatibili con i modelli più recenti ed era già stato segnalato già al momento del primo passaggio ad Android.

In risposta, Marcuss ha sottolineato che i consumatori non utilizzano realmente decine di migliaia di app sui propri dongle di streaming, e che “la stragrande maggioranza dei contenuti” è già disponibile su Vega, con espansioni continue come il recente supporto alle app VPN, funzionalità che mancava al lancio.

Per quanto riguarda le app che trasmettono in streaming una versione Android dal cloud, soluzione tampone attualmente in uso, Amazon non avrebbe “alcuna intenzione” di interrompere il servizio per gli sviluppatori, anche se Marcuss non ha confermato se in futuro gli sviluppatori dovranno pagare per accedervi.

Nessun vantaggio diretto per i consumatori

Come sottolinea l’intervistatore, Marcuss non è riuscito a fornire alcuna motivazione importante per cui i consumatori dovrebbero beneficiare del passaggio a VegaOS, nonostante Amazon tragga diversi vantaggi dal cambiamento.

Resta dunque da capire se, nei prossimi mesi, Amazon riuscirà finalmente a tradurre i vantaggi strutturali di VegaOS in benefici tangibili e immediati anche per chi acquista i dispositivi o se continuerà a trincerarsi dietro risposte vaghe e poco dirette.