Google ha annunciato una serie di modifiche nel regolamento che disciplina la distribuzione delle app Android, riguardante sia la struttura delle commissioni per gli sviluppatori che la possibilità di installare store alternativi al Play Store.
Per comprendere per quale motivo siano in corso questi cambiamenti bisogna fare un salto indietro nel tempo, nel 2020, quando Epic Games (la società di Fortnite) ha citato in giudizio Google accusandola di abusare della propria posizione dominante per monopolizzare la distribuzione di app su Android attraverso il Play Store.
La battaglia ha tenuto banco per anni e, lo scorso novembre, si è finalmente avviata verso una risoluzione: le due aziende hanno presentato congiuntamente una proposta di accordo e anche se il tribunale non ha ancora dato il via libera definitivo, Google ha già annunciato le tempistiche per attuare i cambiamenti previsti.
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Commissioni più basse, struttura più trasparente
Uno dei punti centrali dell’accordo riguarda quanto Google trattiene sulle vendite di app e sugli acquisti in-app. Attualmente la percentuale può arrivare fino al 30%, per una cifra che da tempo è nel mirino degli sviluppatori e delle autorità di regolamentazione. Con il nuovo sistema, la commissione di servizio scenderà a una forbice compresa tra il 15 e il 20%. Negli Stati Uniti, nell’Unione Europea e nel Regno Unito a questa si aggiungerà però, solo per chi utilizza il sistema di pagamento proprietario di Google Play, un’ulteriore percentuale del 5%.
Anche le sottoscrizioni in-app beneficiano di una riduzione: la commissione passerà dal 15 al 10%. Se però si utilizza Google Play Billing, è prevista un’aggiunta del 5% che rende la variazione pressoché neutra.
Le nuove tariffe entreranno in vigore negli Stati Uniti, nell’UE e nel Regno Unito entro la fine di giugno, mentre il resto del mondo dovrà aspettare fino al 30 settembre 2027.

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Store di terze parti: arriva il programma di registrazione ufficiale
La novità forse più interessante dal punto di vista degli utenti è però l’introduzione del cosiddetto Registered App Stores program, un programma che permetterà agli store alternativi di registrarsi ufficialmente presso Google. Se pertanto soddisfano determinati criteri di qualità e sicurezza, gli store potranno ora offrire ai propri utenti un’esperienza di installazione semplificata, con un’interfaccia dedicata pensata appositamente per questo tipo di operazione.
La partecipazione al programma è del tutto volontaria: chi non vorrà aderire non subirà alcuna modifica al proprio funzionamento attuale su Android. Il programma partirà inizialmente fuori dagli Stati Uniti (probabilmente per evitare complicazioni legate all’iter giudiziario ancora in corso) e arriverà sul mercato americano solo dopo l’approvazione definitiva dell’accordo da parte del tribunale. Google ha anticipato che l’arrivo del programma sarà legato a un aggiornamento importante di Android previsto nel corso di quest’anno.
