Dopo aver introdotto (in forma ancora non definitiva) la possibilità di scegliere un nome utente per essere contattati senza dover necessariamente condividere il proprio numero di telefono, WhatsApp sta ora lavorando a un ulteriore strumento pensato per rafforzare la privacy e il controllo sulle nuove connessioni; parliamo della chiave utente, una nuova funzione individuata nell’ultima Beta per Android (versione 2.25.22.9) ancora in fase di sviluppo.
Una novità che, come vedremo, non è una semplice aggiunta tecnica, bensì un cambio di paradigma comunicativo, con l’obbiettivo di chiarire e ridefinire l’utilizzo di un meccanismo già noto agli utenti più attenti sotto un’altra etichetta.
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Cos’è la chiave utente e perché WhatsApp ha deciso di introdurla
Molti di voi ricorderanno il PIN utente, una funzione in fase di sviluppo emersa nei mesi scorsi, pensata per proteggere gli utenti dal rischio di essere contattati da sconosciuti una volta impostato il nome utente; la nuova versione di questa funzionalità, che ora prende il nome di chiave utente, mantiene lo stesso principio di funzionamento ma con una comunicazione più chiara con il suo scopo reale.
La scelta di abbandonare il termine PIN non è casuale, WhatsApp ha evidentemente deciso di evitare confusione con altri codici di sicurezza (come il PIN per la verifica in due passaggi), chiarendo che questa chiave non serve a proteggere l’account, ma solo a filtrare le richieste in entrata da parte di chi prova a contattare l’utente tramite il suo nome pubblico.

Una volta impostato un nome utente, chiunque lo conosca (e quindi sia in possesso di quel dato) può potenzialmente inviare un messaggio, anche senza conoscere il numero di telefono associato all’account; un meccanismo comodo certo, ma che può sollevare legittime preoccupazioni in termini di privacy, soprattutto se si considera la possibilità di ricevere messaggi indesiderati da sconosciuti o bot.
Ecco allora che entra in gioco la chiave utente, un codice opzionale, configurabile manualmente, che funzionerà come una sorta di porta di accesso aggiuntiva; se abilitata, chi vorrà contattare l’utente tramite il suo username dovrà inserire anche la chiave, altrimenti il messaggio non potrà essere inviato.
È importante sottolineare che si tratta di una misura opzionale, chi desidera mantenere la massima accessibilità, ad esempio per motivi professionali o in contesti di community pubbliche potrà tranquillamente fare a meno della chiave. Chi invece vorrà limitare le interazioni solo a persone fidate potrà condividere il proprio nome utente e la chiave solo con determinati contatti, ottenendo così un livello di controllo molto più preciso.
WhatsApp sta anche cercando di prevenire errori di interpretazione o cattive pratiche, definire la chiave come un PIN aveva creato ambiguità, alcuni utenti infatti potrebbero essere indotti a riutilizzare lo stesso codice della verifica in due passaggi, cosa fortemente sconsigliata; rinominando la funzione in chiave utente, l’azienda vuole evitare questi fraintendimenti e al tempo stesso guidare gli utenti verso un uso più consapevole.
La chiave utente infatti non deve essere un segreto assoluto, è un codice da condividere con chi si desidera autorizzare a scriverci, tenerla per sé vanificherebbe del tutto il concetto stesso di contatto via nome utente, rendendo impossibile per chiunque l’invio di messaggi.
Come aggiornare l’app all’ultima versione disponibile
Per essere sicuri di non perdervi nessuna delle novità implementate nelle ultime versioni di WhatsApp, il consiglio è quello di mantenere il software costantemente aggiornato; per farlo potete controllare l’eventuale disponibilità di update direttamente dal Google Play Store utilizzando il badge sottostante.
Qualora invece foste intenzionati a testare con mano e in anteprima tutte le novità in fase di sviluppo, potete prendere in considerazione il passaggio al canale beta di WhatsApp, seguendo le indicazioni riportate nella nostra guida.

