Google sfida la frammentazione di Android con Project Treble, a partire dai Pixel

Google getta un nuovo guanto di sfida alla frammentazione Android con Project Treble, una profonda operazione “chirurgica” all’interno del sistema operativo.

Annunciato la settimana scorsa, al Google I/O 2017 si è ovviamente approfondito l’argomento per fare chiarezza sulla missione e sugli obiettivi di questo progetto che, a detta del Senior Vice President Android Lockheimer (in foto): “è l’operazione più profonda mai realizzata su Android a oggi”.

Il problema della frammentazione del sistema operativo Android è generata da più fattori, fra i più incidenti però vi è la lentezza da parte dei chipmakers (produttori di chipset come Qualcomm e Mediatek) nell’introdurre i codici proprietari per permettere ad Android di comunicare con l’hardware su cui è installato. Questo può essere anche difficoltoso dato che per far funzionare tutto regolarmente spesse volte è necessario modificare il cuore del sistema operativo, il così detto Android Framework.

La possibile soluzione era dunque quella di suddividere la parte di codice su cui intervengono i chipmakers da quella di Android, così da rendere più semplici le implementazioni. Questo è quello che è stato fatto con Project Treble.

“L’obiettivo è tagliare il numero di mesi necessari da quando viene rilasciata una nuova versione di Android alla distribuzione sui dispositivi degli utenti” – conclude Burke – “stiamo quindi cercando di oliare gli ingranaggi dell’ecosistema per renderlo più semplice da modificare”.

Il problema della frammentazione però non si risolverà del tutto. Project Treble infatti rivoluziona la prima fase del processo di distribuzione di una nuova versione software tuttavia altri ostacoli sono presenti nella fase finale. Secondo Jan Dawson, il principale analista della Jack Daw Research, i produttori potrebbero infatti non trovare profittevole aggiornare i propri dispositivi meno recenti così da spingere gli utenti ad acquistare un nuovo modello.

Lockheimer si ritiene comunque soddisfatto per ora di Project Treble che precisa “non significa che gli aggiornamenti saranno disponibili in tempo zero. Rimane ancora un lavoro e come tale c’è bisogno che qualcuno lo esegua.”

Project Treble sarà presente su tutti gli smartphone che saranno lanciati con Android O, fatta eccezione di Google Pixel e Google Pixel XL che lo implementeranno con l’arrivo del nuovo aggiornamento.

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Commenti

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  • gekoramy

    Ma se sono i primi a non aggiornare i dispositivi nexus!

    • pietro

      Beh hanno introdotto treble proprio per evitare situazioni simili a quella di n5 che a detta loro non era aggiornabile ufficialmente per la mancanza dei driver di grafica Qualcomm aggiornati

      • Nexus90

        Anche il povero Galaxy Nexus ha fatto quella fine :(

        • pietro

          Eh, purtroppo…

    • Lonws

      Ma quella è un’altra storia, quella è la volontà di non aggiornare i dispositivi dopo 24 mesi dall’uscita..

      • ilo

        Ma ritenete siano pochi 24mesi? Vedo che anche nel terzo o quarto anno non ho problemi di sorta e le app si aggiornano ed installano regolarmente anche se non sia aggiorna più l’OS

  • Alexander DeLarge

    “Google sfida la frammentazione di Android con Project Treble, A PARTIRE DAI PIXEL”

    Solo io vedo l’ironia della cosa?

    • ;)

    • pietro

      Difficilmente una modifica simile può essere retroattiva per gli altri device

  • Walter

    “Anche oggi, il problema della frammentazione lo risolviamo domani”.

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