In tanti hanno l’abitudine di lasciare il caricabatterie costantemente collegato alla presa di corrente, per semplice pigrizia o per non avere il problema di doverlo cercare ogni volta che si abbia la necessità di ricaricare un dispositivo.

Ma, contrariamente a quanto ritenuto da tanti, anche se non sta ricaricando un device, un caricabatterie collegato alla presa della corrente elettrica consuma una piccola quantità di energia e ciò rappresenta uno spreco che dovrebbe essere evitato.

Inoltre, questa abitudine porta con sé anche un rischio non trascurabile.

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I caricabatterie e i pericoli che nascondono

Un caricabatterie collegato alla presa di corrente senza dispositivo consuma in media 0,2 – 0,25 W e, pertanto, se viene lasciato collegato durante tutto l’anno, finisce per comportare un consumo energetico compreso tra i 1.752 Wh e i 2.190 Wh.

Ciò avviene in quanto al suo interno è presente un trasformatore, ossia un componente necessario alla ricarica dei dispositivi elettronici, che consuma energia anche quando non sta ricaricando alcun device.

E se la spesa di un singolo caricabatterie costantemente collegato alla presa di corrente continua ad essere irrisoria (meno di 1 euro all’anno), bisogna considerare che in casa potrebbero esserci diversi caricatori in questa situazione.

Peraltro, se tutti avessero tale abitudine, a livello globale ogni giorno si verificherebbe un notevole spreco di energia elettrica, aspetto non trascurabile in uno specifico momento storico come quello attuale in cui i costi dell’energia sono sempre più alti.

Consumi a parte, c’è anche un altro aspetto di cui bisogna tenere conto: un caricabatterie costantemente collegato alla presa di corrente potrebbe surriscaldarsi, con il conseguente rischio di esplosioni o incendi e il pericolo aumenta nel caso in cui si dovessero usare caricatori che non rispettano le normative UE.

In sostanza, se anche voi avete questa brutta abitudine, è arrivato il momento di porvi rimedio.