La startup londinese Nothing, fondata da Carl Pei, ha annunciato la chiusura di un nuovo round di finanziamento di serie C da 200 milioni di dollari, che porta la sua valutazione complessiva a 1,3 miliardi. Un traguardo significativo per l’unico brand indipendente emerso nel settore smartphone nell’ultimo decennio, che oggi si prepara a una fase di crescita decisiva: integrare intelligenza artificiale e hardware in un ecosistema unico e nativo.
Secondo l’azienda, il futuro non passerà soltanto dagli smartphone, che rimarranno centrali, ma da una nuova generazione di dispositivi pensati per essere sempre disponibili e guidati dall’IA. Un percorso ambizioso, che punta a trasformare la user experience attraverso sistemi operativi iper-personalizzati, in grado di adattarsi alle esigenze di ogni singolo utente.
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Una piattaforma nativa IA per rivoluzionare lo smartphone
Negli ultimi anni lo smartphone si è affermato come dispositivo personale più diffuso e potente, capace di gestire gran parte della vita quotidiana. Tuttavia, sostiene Nothing, l’esperienza d’uso è rimasta sostanzialmente invariata, nonostante i progressi dell’intelligenza artificiale. Le novità introdotte, dal miglioramento fotografico alla traduzione in tempo reale, hanno rappresentato piccoli passi senza incidere in maniera radicale sul rapporto tra utente e tecnologia.
Il progetto di Nothing va oltre: un sistema operativo iper-personalizzato, in grado di conoscere profondamente il proprio utente, adattarsi dinamicamente ai suoi bisogni e anticipare richieste e azioni. Un approccio che ribalta l’attuale modello standardizzato, aprendo a “miliardi di sistemi diversi per miliardi di persone diverse”.
La strategia parte dagli smartphone, dai prodotti audio e dagli smartwatch, ma si estenderà progressivamente a occhiali smart, veicoli elettrici e robot umanoidi. L’obiettivo è creare una piattaforma IA che accompagni l’utente in ogni contesto, grazie a un accesso privilegiato al cosiddetto “last-mile”, ovvero il punto di contatto diretto con consumatori e dati comportamentali.
Questa visione, sottolinea Pei, richiede un’integrazione totale tra software e hardware, costruita su infrastrutture produttive solide e su una community globale che già oggi contribuisce al design e alla co-creazione dei prodotti. Il risultato è un sistema che non solo assiste, ma che agisce in autonomia sulle attività non essenziali, liberando tempo e risorse personali.
Il round da 200 milioni e la corsa ai nuovi dispositivi
Il finanziamento da 200 milioni rappresenta una delle operazioni più significative dell’anno per il settore tech europeo. A guidarlo è stato il fondo Tiger Global, con il supporto di GV, Highland Europe, EQT, Latitude, I2BF, Tapestry e Qualcomm Ventures. A loro si aggiunge l’imprenditore indiano Nikhil Kamath, che entra come nuovo investitore strategico.
Secondo Nothing, questi capitali saranno utilizzati per espandere la distribuzione globale, rafforzare la catena produttiva e accelerare la ricerca e sviluppo di nuovi dispositivi. La società ha già registrato una crescita del 150% nel 2024, superando quota 1 miliardo di dollari di vendite complessive a inizio 2025, e spedendo milioni di unità in oltre 50 Paesi.
Il prossimo passo è il lancio della prima generazione di dispositivi nativi IA, previsto per il 2026. Secondo Pei, lo smartphone rimarrà centrale, ma non sarà l’unico prodotto a vendere miliardi di unità ogni anno. Nasceranno nuove categorie capaci di intercettare i contesti d’uso in tempo reale, trasformando informazioni in azioni concrete.
Parallelamente, Nothing annuncia un round di finanziamento “Community”, aperto agli utenti e ai sostenitori del marchio, per rafforzare ulteriormente il legame con la propria base globale di appassionati. Un approccio che conferma come la sfida di Nothing non sia soltanto economica o tecnologica, ma anche culturale: costruire una tecnologia più vicina, personalizzata e capace di amplificare le possibilità dell’individuo.

