Blackphone: lo smartphone più sicuro al mondo rootato in 5 minuti

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In un’era come la nostra, la sicurezza dei dati personali è divenuta una delle nostre maggiori preoccupazioni. Così, specialmente dopo il caso Snowden, le compagnie Silent Circle e Geeksphone hanno colto la palla al balzo e hanno creato Blackphone, uno smartphone progettato per offrire servizi sicuri in esecuzione su un fork di AOSP (Android Open Source Project).

Il sistema operativo, basato su Android ma chiamato PrivatOS e completamente rivisitato per il progetto, mira a fornire agli utenti un accesso sicuro ai propri dati, proteggendoli da incursioni e attacchi provenienti da terze parti. Blackphone ha fatto leva proprio su questa caratteristica, costruendosi un nome intorno al mito dello smartphone inespugnabile.

I sogni di gloria della compagnia hanno però avuto vita breve. Nel corso della conferenza sulla sicurezza BlackHat, @TeamAndIRC è stato in grado di rootare un Blackphone in meno di 5 minuti.

Ora, prima che tutti scappiate dopo questa rivelazione, c’è da precisare che il team dietro Blackphone ha già sistemato una di queste vulnerabilità e sembrerebbe che l’unica altra falla sfruttabile sia accessibile solo tramite il permesso diretto del possessore del dispositivo.

Tuttavia, non è per niente rassicurante sapere che il terminale conosciuto come il più sicuro del mondo sia stato espugnato così facilmente. Sicuramente un duro colpo per il team di sviluppo dietro Blackphone.

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Commenti

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  • Gianni Zircone

    Quindi un telefono viene rootato e non è sicuro? Quindi tutti quelli che hanno rootato il telefono stanno mettendo a rischio la propria privacy (vendono i propri dati social) oppure stanno cedendo le credenziali delle carte di credito…. interessante! Quindi ci sarà una class action contro i siti che pubblicano articoli su come rootare gli smartphone e smanettarli mettendo a rischio la sicurezza altrui! interessante…

  • ale

    Be ma cosa vuol dire, il fatto che si possa ottenere i permessi di root non influenza la sicurezza, allora diciamo che linux è l’os più insicuro di tutti dato che inserendo un parametro sulla command line del kernel si entra come root senza password, si peccato che serve avere l’accesso fisico alla macchina, il problema sarebbe se uno riesce ad ottenere i permessi di root da remoto…

    Fra l’altro con l’accesso fisico al terminale è impossibile impedirlo, ma poi non ha nemmeno senso impedirlo alla fine

    • jxay

      In effetti hai ragione!!!
      Forse non abbiamo capito l’articolo oppure è il tizio che lo ha scritto non ha capito !!!!

  • xbukowskyx

    è un’utopia costruire qualcosa di inespugnabile!

  • Dario Garcia

    ROTFL

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