Epson Moverio BT-200: primi pareri e video anteprima con intervista

Moverio BT-200 2

Il mercato degli smart glasses, gli occhiali tecnologici, non è limitato al solo Google Glass. Anche la giapponese Epson si è infatti lanciata in questo settore con ben due dispositivi: il primo è il Moverio BT-100, modello lanciato lo scorso anno e più proof of concept che dispositivo pronto per il mercato; il secondo è Moverio BT-200, modello decisamente più maturo che è stato presentato in Italia i giorni scorsi e sarà disponibile da fine Maggio.

Partiamo da un presupposto: gli occhiali di Epson non vogliono essere solo un assistente digitale, ma vogliono essere un dispositivo completo che è possibile utilizzare anche come dispositivo primario di fruizione di contenuti o di interazione con l’ambiente. Se Glass è utile per le notifiche e per scattare qualche foto, Moverio BT-200 è invece un vero e proprio dispositivo per la realtà aumentata che consente di giocare, guardare film, ottenere informazioni su ciò che ci circonda e, potenzialmente, manipolare oggetti virtuali (ad esempio per mostrarli tramite proiettore ad un uditorio).

Le destinazioni sono differenti e anche le modalità d’uso, ma questo è evidente già dall’aspetto dei due dispositivi. Se Glass è quasi un tripudio di design (per quanto consentito dalla tecnologia, chiaramente), Moverio BT-200 sembra uscito da un film di fantascienza dei primi anni ’90. Gli occhiali sono grossi, ingombranti e relativamente pesanti, con un design che decisamente non passa inosservato – anche grazie al cavo che parte dagli occhiali e si infila in uno scatolotto che contiene la batteria e offre touchpad e tasti funzione.

Ma nonostante questo, gli occhiali sono più che interessanti. Gli schermi sono due, uno per ciascun occhio, e le immagini vengono generate da due proiettori posti nelle stanghette. Una volta inforcati, gli occhiali sono equivalenti allo schermo di un cinema dalle file centrali: le immagini sono decisamente grandi e avvolgenti e permettono di immergersi completamente nell’attività (che sia un gioco, un film o altro).

All’interno troviamo Android in versione 4.0.4 Ice Cream Sandwich, che non è certo aggiornatissimo ma è più che sufficiente per questo genere di impiego.  Notevole il fatto che l’interfaccia non sia stata pressoché modificata ma sia ugualmente fruibile in maniera semplice ed efficace. Certo un metodo d’interazione differente sarebbe stato preferibile, ma anche così non è affatto male.

Dare un parere completo ed oggettivo su oggetti di questo genere dopo pochi minuti di utilizzo è impossibile. Utilizzare questa tecnologia, però, fa sentire come in un film di fantascienza come Matrix o Minority Report: il futuro è oggi. Le possibilità di questi oggetti sono pressoché illimitate e aprono davvero un mondo tutto nuovo. La stessa Epson ha creato l’hardware, ma lascia agli sviluppatori l’onere di immaginare le possibili applicazioni sul campo. Tra quelle già pensate abbiamo (tra gli altri) la realtà aumentata per le condutture sotteranee, le istruzioni per i riparatori e i sottotitoli per non udenti.

I Moverio BT-200 saranno venduti in Italia a partire dalla fine di Maggio ad un prezzo pari a 699€ IVA inclusa – la metà del prezzo di Glass. Speriamo di poter provare più approfonditamente questo dispositivo eccezionale prossimamente – aspettatevi una recensione approfondita.

Commenti

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  • Walter

    I Google Glass sono concepiti come un oggetto che possa fare parte della vita e delle azioni quotidiane di chi li usa, e sono tuttavia ancora immaturi e rappresentano solo un “companion” da gemellare con uno smartphone. In quest’ottica personalmente trovo molto più allettante lo smartwatch Motorola. E lo dico da portatore di occhiali.

    Il prodotto di Epson è un’altra cosa: è un gadget hi-tech confinato a contesti ed usi specifici. Qualcosa che verrà dimenticato molto presto, secondo me.

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