Display IGZO: ecco cosa sono realmente

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In questi ultimi anni abbiamo visto un impressionante sviluppo tecnologico riguardante ogni settore dell’industria. Uno tra i campi che ha avuto il più grande sviluppo sicuramente è quello legato ai display. Nel giro di pochissimo tempo abbiamo visto grandi cambiamenti, sia al livello di tipologia di schermo che di risoluzione. Si è passati dalla tecnologia LCD ed AMOLED a quella Super AMOLED ed LCD 2, fino ad arrivare a quelle che ci sono ora, cioè quella Super AMOLED HD, LCD 3 ed IPS+. Oltre a questi tipi di display che riescono ad avere alte risoluzioni, sta arrivando una nuova tecnologia che porterà una rivoluzione. Stiamo parlando della tecnologia IGZO made in Sharp.

Questo tipo di tecnologia è simile a quella LCD ma ne cambia il processo produttivo. Infatti, invece del classico silicio viene utilizzato, l‘Ossido di Indio-Gallio-Zinco. Questa scoperta è avvenuta casualmente: un gruppo di ricercatori presso Sharp ha scoperto questa nuova struttura cristallina conosciuta con il nome di CAAC (c-axis aligned crystal) mentre studiava dei semiconduttori a base proprio di Indio, Gallio e Zinco convenzionali amorfi.

Questo cambiamento nel processo produttivo porta numerose novità sia al livello strutturale che al livello qualitativo. Prima di tutto bisogna dire che questo tipo di display si basa sulla tecnologia TFT (Thin Film Transistor), quindi ne sposa alcune caratteristiche. Il nuovo reticolo cristallino presente nei materiali di questo display permette di aumentare notevolmente la risoluzione. Infatti rispetto agli altri display, questo può raggiungere altissime risoluzioni e densità di pixel impressionanti su schermi dalle dimensioni molto ridotte. Ecco una comparazione tra un display LCD 2 ed un display IGZO.

Display LCD 2 HTC One X

Display IGZO

A livello strutturale possiamo trovare un miglioramento della conduzione elettrica che si traduce in un passaggio più veloce e facilitato degli elettroni. Quindi si raggiunge una notevole ottimizzazione al livello energetico grazie ai minori consumi ed inoltre si ottiene una risposta nel display più rapida, cioè il tempo che intercorre tra la nuova schermata che bisogna visualizzare e quello in cui viene effettivamente visualizzato diminuisce. Grazie a questo particolare tipo di display, sono anche ridotte le interferenza con l’hardware.

Lo spessore è minore rispetto ad un LCD, quindi abbiamo display più luminosi e consumi dimezzati. Le bande nere laterali sono state ridotte rispetto ai predecessori, quindi ci ritroveremo con uno schermo quasi edge-to-edge con bande larghe solo 1.75 mm, rispetto a quelle di un LCD che misurano tra i 2.55 e 4.7 mm nelle parti laterali, e 2.78 in quella superiore.

A sinistra LCD, a destra IGZO

A livello cromatico ci troviamo davanti ad un netto miglioramento: i contrasti sono migliori e il bianco è realmente bianco. L’unica nota dolente, se proprio dolente possiamo definirla, riguarda i neri: ci troviamo molto vicino a ciò che ci offre un AMOLED ma manca ancora qualcosa per essere sugli stessi livelli.

Essendo una nuova tecnologia, per ora i prezzi di produzione rimangono molto più alti rispetto alla concorrenza, anche se tali tipi di display devono ancora conoscere una certa maturazione tecnologica.

Per cui, qualora si sentisse parlare nuovamente di questo tipo di display, si saprebbe meglio di cosa si sta parlando, ovvero di un display che offre in sintesi:

  • dimensioni ridotte
  • risposta immediata
  • maggiore luminosità
  • risoluzioni elevate
  • risparmio energetico

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